Come funziona la fine del roaming in Europa

Da domani chiamare, mandare messaggi e usare internet sullo smartphone nei paesi dell'UE costerà come in Italia, con alcune regole aggiuntive

(Somer/ABACAPRESS.COM/La Presse)

Da giovedì 15 giugno 2017 i costi del roaming – cioè l’uso del telefono cellulare dall’estero per chiamate, SMS e Internet – in Europa saranno sostanzialmente aboliti: lo scorso febbraio l’Unione Europea ha stabilito i tetti massimi delle tariffe che gli operatori di telefonia mobile si pagano a vicenda quando i loro clienti si trovano all’estero, e questo provocherà la quasi totale scomparsa di costi extra quando si usa il telefono in roaming. La fine dei costi extra si applica solo alle tariffe delle chiamate fatte o ricevute quando ci si trova all’estero: chiamare dalla linea fissa una persona in un altro paese europeo continuerà a costare di più.

Telefonate, messaggi e traffico internet all’estero costeranno quanto in Italia, e rientreranno nei pacchetti stipulati con l’operatore nazionale. Chi ha un contratto senza soglie massime di minuti, messaggi continuerà a non avere limiti sulle chiamate e sui messaggi in roaming. Sarà invece imposto un limite ai GB consumabili prima di incorrere in un costo aggiuntivo, che sarà di al massimo 7,7 euro per GB, e che si abbasserà in futuro. La formula per calcolare la soglia massima dipenderà dai singoli contratti, ma dovrebbe garantire margine per navigare con una certa tranquillità. L’abolizione dei costi interessa tutti i 28 paesi dell’Unione Europea (anche il Regno Unito, almeno fino alla conclusione del processo di uscita dall’Unione) e sarà poi espansa anche ai membri dello spazio economico europeo: Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

L’Unione Europea ha introdotto una regola per tutelare gli operatori ed evitare che i cittadini di paesi dove i contratti telefonici costano di più, magari perché il costo della vita è più alto, stipulino contratti con operatori esteri più convenienti. In generale, se nell’arco di 4 mesi una persona trascorre più tempo nel suo paese di residenza che all’estero, potrà usufruire liberamente delle tariffe nazionali a prescindere da quante volte e per quanti giorni visiti altri paesi europei. Se l’operatore rileverà che nell’arco di 4 mesi si è usato più il roaming che la rete nazionale potrà imporre dei costi extra, ma sarà obbligato a predisporre una procedura di verifica che possa essere contestata dal consumatore.

In Italia alcune compagnie telefoniche hanno già cancellato i costi del roaming per i propri utenti prima del 15 giugno: i clienti TIM o Wind, ad esempio, possono già telefonare, mandare sms o navigare su internet nei paesi membri dell’Unione Europea con la stessa tariffa prevista per l’Italia. Alcuni operatori, soprattutto quelli virtuali, potrebbero adeguarsi alle nuove regole anche dopo il 15 giugno, dato che la normativa europea prevede che gli operatori mobili che dovessero avere perdite superiori al 3 per cento del fatturato con la cancellazione dei costi di roaming per gli utenti possano chiedere una deroga di un anno. Per gli operatori più piccoli e soprattutto per quelli virtuali le perdite dovrebbero essere più alte in percentuale dato che, non avendo infrastrutture proprie, non beneficiano delle spese fatte da chi dall’estero viene in Italia e usa il roaming con il proprio cellulare.

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