Waymo ritira le auto pucciose che si guidano da sole

Le piccole utilitarie presentate nel 2014 da Google non saranno più sviluppate, per concentrarsi sui sistemi di guida automatica per le automobili di serie

Waymo, la società di Alphabet che realizza sistemi di guida automatici, ha annunciato che smetterà di utilizzare e di sviluppare la sua Firefly, la piccola e pucciosa automobile che si guida da sola presentata da Google nel 2014 (all’epoca Waymo non esisteva ancora, ora è una delle controllate di Alphabet, holding che controlla anche Google). In poco più di due anni di utilizzo, Firefly ha permesso agli ingegneri e ai progettisti di testare nuove soluzioni per rendere più precisi e reattivi i sistemi di bordo, in vista del loro impiego su automobili già in produzione. Waymo negli ultimi mesi ha trasferito buona parte delle tecnologie di Firefly sulle Chrysler Pacifica, i minivan di FCA con cui ha avviato una collaborazione alla fine dello scorso anno.

In un post pubblicato su Medium, il gruppo di sviluppo di Waymo ha scritto che: “Concentrandoci sui veicoli per i quali c’è già una produzione di massa, come i minivan Pacifica, saremo in grado di offrire le tecnologie per le auto che si guidano da sole a più persone e nella loro interezza”. Le Firefly avevano del resto numerose limitazioni, oltre alle piccole dimensioni: non superavano i 40 chilometri orari di velocità e non avevano praticamente nessuna dotazione per i passeggeri. Al momento della loro presentazione era stato ipotizzato che potessero diventare un mezzo di trasporto in contesto urbano, dove le dimensioni ridotte possono essere un vantaggio, ma Google aveva escluso quasi da subito questa possibilità, dicendo che le Firefly dovevano essere considerate come una sorta di concept per testare i nuovi sistemi di guida automatica.

Le Firefly sono state comunque essenziali per lo sviluppo delle tecnologie ora montate sulle prime Pacifica, ancora in fase di test. Google e poi Waymo hanno perfezionato lo sviluppo della piccola cupola, simile a un lampeggiante, che viene installata sul tettuccio delle automobili per “vedere” la strada: contiene al suo interno videocamere, sensori e il sistema LiDAR (una sorta di radar che funziona con i laser) per rilevare ciò che è intorno all’automobile e la segnaletica stradale. La stessa cupola viene utilizzata sulle Pacifica ed è la parte più importante dei sistemi sviluppati da Waymo per la automobili che si guidano da sole.

Dal 2014 a oggi, le Firefly hanno viaggiato per milioni di chilometri negli Stati Uniti, nelle aree dove è consentita la guida automatica. Nel 2015 una ha compiuto il primo viaggio interamente senza l’intervento di un autista umano, spostandosi per alcuni quartieri di Austin (Texas), trasportando una persona non vedente.

Waymo sta terminando la messa a punto di 600 Pacifica, dotate di un LiDAR di ultima generazione e di un computer di bordo che sfrutta sistemi avanzati di intelligenza artificiale. La flotta di automobili sarà utilizzata per eseguire nuovi test per il trasporto autonomo nei prossimi mesi, in vista di un’ulteriore espansione del sistema. Waymo progetta di collaborare con le case automobilistiche per dare in licenza i suoi sistemi di guida automatica, cosa che dovrebbe accelerare la loro adozione e introduzione nelle città statunitensi. Alphabet sta inoltre investendo molto per incentivare nuove leggi e regolamenti che prevedano l’utilizzo delle automobili che si guidano da sole, sia a livello statale sia a livello federale.

Negli ultimi anni tutte le principali case automobilistiche hanno iniziato a lavorare a sistemi di guida autonoma, in molti casi procedendo all’acquisizione di startup e aziende già esperte nel settore. Tesla, la società di Elon Musk che produce automobili elettriche, offre già un pilota automatico, ma il suo utilizzo è vincolato alla costante presenza dell’autista che deve essere pronto a intervenire in condizioni di emergenza.