Come capire se qualcuno sta annegando

Spesso non succede in modo plateale come nei film, con urla e braccia agitate: quando qualcuno sta annegando, non sembra

(Chris J Ratcliffe/Getty Images)

Slate ha ripreso di recente un vecchio articolo in cui Mario Vittone – che ha lavorato per la guardia costiera ed è un aerosoccorritore (quelli che si calano dagli elicotteri per salvare persone in mare) – ha spiegato che, in molti casi, quando qualcuno sta annegando, non sembra che stia annegando. Forse per colpa di luoghi comuni, film e serie tv, molte persone potrebbero pensare che l’annegamento sia qualcosa che avviene in modo plateale, con urla e evidenti schizzi d’acqua. Vittone ha scritto che non lo è quasi mai: che rendersene conto potrebbe diventare fondamentale se ci si dovesse trovare vicino a qualcuno che sta annegando.

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili – quelli ISTAT dal 1995 al 2012 – in ognuno di quegli anni in Italia sono morte circa 400 persone per annegamento: in media 6-7 per ogni milione di abitanti. In circa un caso di annegamento su dieci l’adulto vede il bambino annegare senza avere idea che stia succedendo. Vittone ha scritto che «per avere un’idea di quanto apparentemente tranquillo e poco drammatico possa essere un annegamento, basta questo fatto: è la seconda causa di morte accidentale tra chi ha meno di 15 anni, subito dietro agli incidenti stradali» e circa un annegamento su due avviene entro 20 metri da un adulto. Vittone cita uno studio, pubblicato nel 2006 sulla rivista della guardia costiera statunitense, che spiegava in cinque punti la situazione di chi sta annegando, parlando della Instinctive Drowning Response, la reazione istintiva all’annegamento:

  1. Facendo eccezione per alcune rare circostanze, le persone che stanno annegando sono fisiologicamente incapaci di chiedere aiuto. Il sistema respiratorio è fatto per respirare. Parlare è una funzione secondaria. Bisogna riuscire a respirare prima di poter parlare.
  2. La bocca di qualcuno che sta annegando va su e giù dalla superficie dell’acqua. La loro bocca non sta fuori dall’acqua abbastanza a lungo per inspirare, espirare o chiedere aiuto.
  3. Le persone che stanno annegando non possono nemmeno sbracciarsi per chiedere aiuto. L’istinto le porta ad allargare le braccia per provare a stare a galla. È la cosa che le aiuta a mettere la bocca fuori dall’acqua per provare a respirare.
  4. Durante la reazione istintiva all’annegamento le persone non controllano bene i movimenti delle loro braccia. Non riescono a fare qualcosa di diverso dal provare a stare a galla, come chiedere aiuto o nuotare verso qualcuno.
  5. Nei primi momenti dell’annegamento i corpi restano in acqua in posizione verticale. In media riescono a farlo per un periodo che va dai 20 ai 60 secondi, prima di annegare.

Tutto questo non vuol ovviamente dire che una persona che si sbraccia e chiede aiuto non ha davvero bisogno di aiuto, solo che si trova in una fase diversa – e precedente – al vero e proprio annegamento. Ma non tutte le persone che annegano passano necessariamente da questa fase. Vittone ha anche elencato una serie di cose a cui far caso per capire se qualcuno sta annegando:

  • La testa bassa nell’acqua, con la bocca al livello dell’acqua
  • La testa piegata all’indietro, con la bocca aperta
  • Occhi vitrei e inespressivi, che non guardano niente
  • Occhi chiusi
  • Capelli sugli occhi
  • Iperventilazione o difficoltà nel respirare
  • Tentativo di nuotare verso una direzione, senza in realtà muoversi
  • Tentativo di girarsi sulla schiena
  • Dare l’idea di cercare di arrampicarsi su una scala invisibile

Cose simili sono mostrate in questo video. È in inglese ma le immagini sono molto chiare.

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