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  • martedì 6 giugno 2017

La bicicletta e i diritti delle donne

«Ha contribuito a emancipare le donne più di qualsiasi altra cosa nel mondo», come disse l'attivista Susan B. Anthony

Un recente video di Vox ha parlato del legame tra diritti delle donne e bicicletta, un mezzo di trasporto che secondo Susan B. Anthony – una delle più note attiviste del movimento per l’emancipazione delle donne fra la metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento – «ha contribuito ad emancipare le donne più di qualsiasi altra cosa nel mondo». Le biciclette più o meno come le conosciamo esistono da circa 200 anni, ma i primi modelli erano difficilissimi da guidare e molto pericolosi.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento le biciclette si sono fatte un po’ più semplici – già l’avere due ruote delle stesse dimensioni migliorò molto le cose – e di conseguenza meno care e sempre più diffuse. Restava però difficilissimo usarle per le donne, spesso vestite con ingombranti abiti, che rischiavano di finire tra i raggi e la catena e, più semplicemente, davano molto fastidio. Alcune donne iniziarono quindi ad abbandonare quei vestiti per metterne di più comodi. Ovviamente alcuni uomini criticarono la cosa e alcuni medici dissero che andare in bici faceva male e creava problemi, in particolar modo alle donne. Le biciclette però erano utilissime e le donne continuarono a usarle, e la scelta contribuì alla loro emancipazione.