Chi è Ghali, il rapper italiano che su Spotify è più ascoltato di Fedez

Ha 24 anni, è un rapper milanese con genitori tunisini e va forte da mesi: da poco è uscito "Album" (il suo nuovo disco)

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Ghali è il nome con cui è noto il rapper italiano di origini tunisine Ghali Amdouni, che ha 24 anni e il cui disco di debutto Album è uscito da pochi giorni. Di Ghali si sta parlando molto e in molti lo stanno ascoltando: la sua canzone “Happy Days” è la più ascoltata in Italia su Spotify e tra le 50 più ascoltate ce ne sono 11 di Ghali (praticamente tutte quelle del nuovo disco). È da poco stato intervistato da Roberto Saviano su Repubblica, che alla fine del suo articolo ha scritto: «Ghali è un dono che nasce quando il Paese ne ha più bisogno».

Ghali è nato a Milano nel 1993 da genitori tunisini e ha iniziato a fare rap a 11 anni: ha detto di aver vissuto in otto quartieri diversi e di essere poi finito a Baggio, un quartiere nella periferia di Milano dove ancora abita. Se siete pratici di rap, ha parlato di Joe Cassano, di Inoki e degli Uomini di mare come di alcune delle sue influenze musicali. Nel 2012 ha fatto parte dei Troupe d’Elite, che sono stati prodotti dalla casa discografica di Guè Pequeno, quello dei Club Dogo. Dal 2013 Ghali ha invece iniziato a fare musica da solo, prima con il nome Ghali Foh, poi semplicemente come Ghali. Nel 2014 ha pubblicato il video di “Come Milano”, nel 2015 quello di “Cazzo mene”, che ha avuto più di 17 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Da quel momento sono arrivati nuovi video e nuove canzoni: una delle più note è stata “Willy Willy”, del maggio 2016. In quel periodo Ghali si produceva da solo: i video erano su YouTube ma le canzoni non si trovavano altrove, né in formato fisico né digitale (per esempio su Spotify o Apple Music).

Nell’ottobre 2016 è uscito il singolo di “Ninna Nanna”, che poi è arrivato anche su Spotify. “Ninna Nanna” andò benissimo e in 24 ore fece più di 200mila ascolti: un record per l’Italia.

Saviano ha scritto che la biografia di Ghali «è racchiusa in un verso di “Ninna Nanna”: “Sono uscito dalla melma, da una stalla a una stella, figlio di una bidella, con papà in una cella» e che Ghali «rifugge le durezze del gangsta, racconta la periferia, cita cartoni animati e serie tv, marijuana e slang. Il suo è un calco magico del reale. Ghali canta in italiano con accento milanese, in francese con accento magrebino e in tunisino con accento italiano». Su YouTube, il video di “Ninna Nanna” è stato visto più di 50 milioni di volte.

In molti casi quando si parla di Ghali si fa anche riferimento alla musica trap, quel genere di hip hop caratterizzato da una base ritmica sincopata con al centro la cassa e il charleston della batteria, che sta dominando parte del rap mondiale da qualche anno. In una recente intervista Ghali ha però detto: «In alcuni momenti abbiamo sfruttato la trap, ma non ci siamo mai fatti prendere la mano. Dagli ultimi pezzi usciti, parlo di “Dende” e “Willy Willy”, ormai è passato un anno. In questi mesi sono cresciuto artisticamente e come persona. Anche a livello di suono c’è una maggiore ricerca. Questo disco è senz’altro un’evoluzione».

A Saviano Ghali ha raccontato del rapporto speciale con sua madre e ha parlato del padre, che quando lui era ancora un bambino finì in carcere a San Vittore. Saviano ha anche scritto che «ha fatto più informazione sulle differenze tra Islam e ISIS “Wily Wily”, con i suoi diciannove milioni di views, che centinaia di conferenze a scuola. “Ma tu digli che sono un tipo easy / figlio di ma’ e i suoi sacrifici / sì sì sì sì, si crede in Dio / tu pensi che l’Islam sia l’Isis. Perché hai un amico marocchino e ti ha insegnato solo parolacce a mandare a fare in culo e forse forse pure a dire grazie».