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  • lunedì 5 giugno 2017

Cosa sappiamo sull’incidente di Piazza San Carlo a Torino

Gira un video che sembra mostrare l'inizio della fuga disordinata che ha portato al ferimento di 1527 persone, ma la procura ha smentito la storia della "bravata"

Piazza San Carlo, Torino, 3 giugno.

Sabato 3 giugno a Torino, in Piazza San Carlo, migliaia di persone che si erano radunate per seguire la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid sono scappate prese dal panico dopo un falso allarme, provocando una violenta ressa in cui sono rimaste ferite 1527 persone. La maggior parte ha riportato ferite lievi, con graffi dovuti alla grande quantità di bottiglie di vetro in terra o contusioni. Tre persone sono tuttora in prognosi riservata e tra loro c’è un bambino di sette anni.

Non è ancora chiara l’esatta dinamica dei fatti: molte persone presenti hanno raccontato di aver sentito una o più esplosioni sul lato destro della piazza, altre ancora di aver sentito urlare “bomba” e di non avere avvertito nessuna esplosione, altre infine hanno parlato del cedimento delle ringhiere che proteggono i sottopassaggi verso il parcheggio sotterraneo che avrebbe provocato un boato simile a quello di un’esplosione. Non è comunque esplosa alcuna bomba in piazza San Carlo: «Benché le indagini siano tuttora in fase di sviluppo un’ipotesi emersa dalla ricostruzione dei fatti potrebbe far ritenere che l’improvviso movimento di massa di persone sia stato provocato dalla esplosione di un piccolo petardo e dal comportamento di qualcuno che avrebbe creato panico tra gli spettatori», ha fatto sapere la Digos. «La nostra priorità è quella di accertare le cause che hanno scatenato il panico. Per questo motivo invitiamo tutti gli spettatori presenti nella piazza a contattarci, per aiutarci a ricostruire gli eventi della serata», ha aggiunto il questore Angelo Sanna.

Nel frattempo, scrivono oggi i principali giornali, in procura si sono susseguite diverse riunioni, per confrontare i primi riscontri di indagine. I video da esaminare, quelli ripresi dagli spettatori e quelli dei mezzi di informazione presenti in piazza San Carlo, sono centinaia. Da qualche giorno ne circola uno in particolare, che sembra mostrare come tra la folla si sia improvvisamente creato uno spazio vuoto e poi la fuga e in cui si vede un ragazzo fermo con lo zaino che apre le braccia e che (hanno in scritto in molti) insieme a un altro che gli sta accanto avrebbe insospettito per il suo atteggiamento gli inquirenti:

Il quotidiano di Torino La Stampa scrive che ieri, domenica 4 giugno, si è diffusa la notizia dell’interrogatorio di due ragazzi «che avrebbero fatto parziali ammissioni, a proposito di una bravata», ma che la circostanza è stata «smentita dalla procura». Non è chiaro se La Stampa si riferisse ai ragazzi fermi che si vedono nel video. Oggi Repubblica specifica però che i sospetti nei confronti dei due tifosi protagonisti del video girato proprio nel momento dello scoppio della fuga sono caduti: sono stati interrogati e poi sono stati lasciati andare via nella tarda sera di ieri senza denuncia. Sono stati invece fermati e indagati poco lontano da piazza San Carlo due ragazzi sorpresi dai carabinieri a rubare nelle borse e negli zaini abbandonati dagli spettatori, durante la fuga. Sempre La Stampa dice che si cerca «un intero gruppo di tifosi bianconeri, immortalato dalle telecamere puntate su piazza San Carlo. Gli investigatori della Digos di Torino avrebbero già individuato e identificato alcuni ragazzi che si trovavano in quella porzione di piazza intorno alle 22,15, proprio all’altezza dei civici 195-197, alla destra del maxischermo». Da qui sarebbero infatti partite le due ondate di panico.

C’è poi un’altra questione che resta da chiarire, se cioè il comune di di Torino abbia emanato l’ordinanza di divieto di vendita di bevande in vetro e se sì, come quella stessa ordinanza sia stata fatta rispettare. Moltissimi feriti hanno infatti riportato lesioni per colpa dei vetri rotti nella calca. Diversi giornali scrivono che l’ordinanza comunale predisposta in vista della finale di Champions League parlava esplicitamente della chiusura delle strade e della viabilità, mentre non conteneva alcun divieto esplicito di portare in piazza bottiglie di vetro, anche se esisterebbe un’ordinanza quadro, adottata alcuni anni fa e tuttora in vigore, che prevede un divieto di vendere bottiglie di vetro in occasioni di eventi di piazza. Il divieto non sarebbe però stato esplicitamente richiamato in quest’occasione e l’assenza di un’indicazione precisa avrebbe creato poca chiarezza nella fase dei controlli preventivi.

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