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Come siamo messi con i costi del roaming in Europa

Vodafone eliminerà tutti i costi del roaming il 15 giugno, mentre Wind, 3 e in parte TIM lo hanno già fatto

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Un uomo parla al cellulare di fronte alla Torre Eiffel, a Parigi, il 27 maggio 2017 (GEOFFROY VAN DER HASSELT/AFP/Getty Images)

Lo scorso febbraio l’Unione Europea ha stabilito i tetti massimi delle tariffe che gli operatori di telefonia mobile si pagano a vicenda quando i loro clienti si trovano all’estero e utilizzano il loro cellulare in roaming: le nuove tariffe saranno in vigore dal 15 giugno 2017 ed è grazie a esse che i prezzi del roaming per i consumatori potranno essere abbassati. In Italia alcune compagnie telefoniche hanno già cancellato i costi del roaming per i propri utenti: i clienti TIM o Wind, ad esempio, possono già telefonare, mandare sms o navigare su internet nei paesi membri dell’Unione Europea con la stessa tariffa prevista per l’Italia.

I paesi in cui i costi del roaming subiranno variazioni sono Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. A questi si aggiungono Islanda, Lichtenstein e Norvegia e alcuni territori extraeuropei che comunque fanno parte di alcuni dei paesi membri, come la Guadalupa e la Guyana Francese, Gibilterra e le Canarie. Sono esclusi invece Svizzera, Turchia, Albania, il Principato di Monaco e San Marino, ricordatevelo se quest’estate andrete in vacanza in Romagna e pensate di passarci un pomeriggio (basta disattivare il roaming dalle impostazioni del cellulare, per essere sicuri di non pagare di più).

Siccome non è sempre facilissimo capire com’è la situazione del roaming per ogni compagnia, abbiamo messo insieme una lista operatore per operatore. In generale, dopo il 15 giugno pagherete tanto quanto pagate in Italia per ogni sms che manderete, minuto di telefonata che farete e MB di traffico internet. Se avete un abbonamento o altri tipi di offerte attive (quelle che si rinnovano automaticamente ogni mese, per esempio) continuerete a pagare quello che pagate in Italia. Ricevere le telefonate sarà invece gratuito per tutti.

TIM

Dal 29 maggio i clienti di TIM si sono accorti che l’app dell’operatore indica che i costi di telefonate e SMS sono gli stessi per l’Italia e per i paesi dell’Unione Europea. La novità, almeno per ora, non riguarda però i costi per il traffico Internet, su cui è bene quindi fare particolare attenzione se si viaggia all’estero. È probabile che i costi del roaming saranno completamente cancellati dopo il 15 giugno.

Vodafone

Vodafone aspetterà il 15 giugno, cioè il termine previsto dall’Unione Europea, per annullare i costi del roaming: se andrete in un altro paese dell’Unione Europea dopo questa data e siete clienti Vodafone, pagherete per chiamate, SMS e dati tanto quanto pagate quando siete in Italia; anche le diverse offerte continueranno a essere valide.

Wind e 3

Wind e 3 sono stati i primi operatori telefonici ad essersi adeguati alle nuove regole: Wind ha abolito i costi del roaming il 24 aprile, 3 lo ha fatto l’8 maggio. L’abolizione dei costi aggiuntivi vale anche per il traffico internet. Un’accortezza se siete in viaggio o state per partire: fate attenzione di non avere attiva sul cellulare una di quelle promozioni per i viaggi all’estero come Smart Travel di Wind, perché esistono ancora e potrebbero farvi pagare più del dovuto dato che secondo le esperienze di alcuni utenti le condizioni non sono ancora state aggiornate.

Gli operatori mobili virtuali

Gli operatori mobili virtuali (cioè che si appoggiano alle infrastrutture di operatori più grandi – detti “reali” – per fornire i servizi telefonici) Poste mobile, CoopVoce, Kena Mobile e Fastweb Mobile cancelleranno i costi di roaming a partire dal 15 giugno: i loro clienti saranno soggetti in tutti i paesi UE alle stesse tariffe previste dai loro contratti o abbonamenti in Italia. Lycamobile farà qualcosa di leggermente diverso: i suoi clienti non pagheranno tanto quanto pagano in Italia, ma ognuno, a prescindere dal suo piano tariffario, spenderà 9 centesimi di euro al minuto per le chiamate verso numeri fissi, 19 centesimi al minuto per quelle verso numeri di cellulare, 15 centesimi per ogni SMS inviato e 18 centesimi per ogni MB di traffico dati. Tutto questo sempre dal 15 giugno.

Tiscali Mobile ed Erg Mobile, altri due operatori mobili virtuali, non hanno ancora detto quando intendono adeguarsi alle nuove regole: potrebbero farlo anche dopo il 15 giugno dato che la normativa europea prevede che gli operatori mobili che dovessero avere perdite superiori al 3 per cento del fatturato con la cancellazione dei costi di roaming per gli utenti possano chiedere una deroga di un anno. Per gli operatori più piccoli e soprattutto per quelli virtuali le perdite dovrebbero essere più alte in percentuale dato che, non avendo infrastrutture proprie, non beneficiano delle spese fatte da chi dall’estero viene in Italia e usa il roaming con il proprio cellulare.

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