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  • Lunedì 29 maggio 2017

La storia dei tre «eroi» di Portland

Sono gli uomini che venerdì scorso hanno difeso due ragazze musulmane da un'aggressione islamofoba: due sono stati uccisi e uno è stato ferito gravemente

Un tributo per i due uomini morti nel difendere due adolescenti dagli insulti musulmani di un aggressore, Portland 27 maggio 2017 (AP Photo/Gillian Flaccus)
Un tributo per i due uomini morti nel difendere due adolescenti dagli insulti musulmani di un aggressore, Portland 27 maggio 2017 (AP Photo/Gillian Flaccus)

Venerdì 26 maggio due uomini sono stati accoltellati e uccisi su un treno a Portland, in Oregon, mentre cercavano di intervenire contro un altro passeggero che gridava insulti anti-islamici verso due giovani donne. Un terzo uomo coinvolto nella difesa delle due adolescenti è stato gravemente ferito ed è attualmente ricoverato in ospedale. L’aggressore si chiama Jeremy Joseph Christian, ha 35 anni, e comparirà per la prima udienza in tribunale domani, martedì 30 maggio. Nel frattempo, più di 600 mila dollari sono stati raccolti e messi a disposizione delle famiglie dei tre difensori che, sui giornali sono definiti degli “eroi”. Il sindaco di Portland, il governatore dell’Oregon ma anche altre importanti figure politiche come Hillary Clinton hanno commentato questa storia, mentre non lo ha fatto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Nel pomeriggio di venerdì due ragazze di 16 e 17 anni, una delle quali indossava un hijab, hanno preso un treno a Portland. Appena salite sul loro vagone l’uomo successivamente identificato come Jeremy Joseph Christian ha iniziato a pronunciare delle frasi razziste contro di loro dicendo ad esempio, secondo i testimoni, che tutti i musulmani sono dei «criminali». Ha detto loro di «scendere dal treno» e di andarsene dal paese, «perché qui non pagate le tasse». A quel punto alcuni passeggeri sono intervenuti in difesa delle ragazze e sono stati aggrediti con un coltello. Taliesin Myrddin Namkai-Meche, un ragazzo di 23 anni da poco laureato in economia, e Ricky John Best, 53 anni, padre di quattro figli ed ex soldato sono morti: il primo mentre veniva trasportato in ospedale, il secondo sul colpo, dopo essere stato ferito da Christian. Un terzo uomo di 21 anni, Micah David-Cole Fletcher, è stato invece colpito al collo ed è attualmente ricoverato in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Apparentemente inconsapevoli di quanto gravemente feriti fossero gli uomini che le avevano difese, le due ragazze sono scappate terrorizzate dal treno e hanno telefonato alla madre di una di loro. Anche Jeremy Joseph Christian ha cercato di fuggire, ma è stato arrestato poco dopo essere sceso dal treno.

Il sergente Pete Simpson, portavoce della polizia di Portland, ha detto che non si sa ancora se l’aggressore «abbia problemi di salute mentale o se fosse sotto l’effetto di droghe o alcol». Su di lui non ci sono molti dettagli: si sa che ha 35 anni, che è di Portland, e una sua fotografia è stata diffusa dalla polizia dopo l’arresto.

Portland

Giornali e tv locali hanno scritto che la pagina Facebook di Christian aveva dei contenuti razzisti e estremisti, altri hanno detto che era un «noto suprematista bianco», altri ancora che aveva recentemente partecipato a una marcia di estrema destra. La polizia si è però finora rifiutata di condividere i dettagli della sua storia. Il sindaco di Portland Ted Wheeler ha detto che le «azioni coraggiose e disinteressate» dei tre uomini «dovrebbero servire da esempio e ispirazione per tutti noi». Ha anche aggiunto che «l’attuale clima politico offre molto spazio a coloro che diffondono fanatismo». La madre di uno degli uomini uccisi lo ha definito «un eroe», così come la madre di una delle ragazze aggredite, che ha anche parlato pubblicamente ringraziando le tre persone che le hanno salvato la vita.

Nello scorso fine settimana, in onore dei tre difensori c’è stata una veglia a cui hanno partecipato circa mille persone e a loro sono stati dedicati molti tributi online. Il tweet del giornalista di un giornale locale, in cui chiedeva a Donald Trump di fare qualche commento sull’attacco, è stato condiviso più di 4.000 volte. E il giornalista veterano di guerra Dan Rather ha scritto una lettera aperta al presidente degli Stati Uniti condivisa più di 100.000 volte su Facebook in cui gli chiede di parlare della morte dei due uomini: «Due americani sono morti lasciando famiglia e amici. Sono compianti da milioni di persone che sono anche profondamente preoccupate di ciò che potrebbe avvenire nel futuro».