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  • venerdì 26 maggio 2017

È morta Laura Biagiotti

La famosa stilista aveva 73 anni e mercoledì era stata ricoverata in terapia intensiva dopo un malore

Laura Biagiotti con la figlia Lavinia dopo la presentazione della sua prima collezione, aveva 22 anni, a Roma, nep 2001 (ANSA)

Laura Biagiotti, stilista italiana famosa e apprezzata in tutto il mondo, è morta: aveva 73 anni e mercoledì sera era stata ricoverata per un problema cardiaco in terapia intensiva all’ospedale Sant’Andrea di Roma, dopo aver avuto un malore mentre si trovava a casa sua. La sua omonima azienda di moda resta in mano alla figlia Lavinia, che la dirigeva insieme a lei dal 2005.

Biagiotti era romana e molto legata a Roma, a cui dedicò il suo profumo di maggior successo. Iniziò a lavorare nella sartoria della madre Delia Soldaini e poi per stilisti come Roberto Capucci e Rocco Barocco; nel 1972 fondò la sua azienda, chiamata col suo stesso nome e famosa per gli abiti particolarmente femminili e poi per i profumi.

Biagiotti era famosa per i camicioni, lo stile delicato, “da bambola” si diceva, le tinte chiaro e l’uso del bianco – il Bianco Biagiotti, famoso quanto il Rosso Valentino – oltre che per il modo di fare raffinato e riservato per cui veniva soprannominata “la gran signora”.
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Laura Biagiotti con Carla Fracci e alcuni modelle alla sfilata della collezione autunno-inverno 2004/2005 a Roma, 13 luglio 2004 (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Era conosciuta anche come “la regina del cashmere”, come l’aveva chiamata il New York Times nel 1991 vista la sua predilezione per questa lana pregiata. Negli anni Settanta Biagiotti aveva acquisito una fabbrica in cui veniva lavorato, la MacPherson, cosa che le permetteva di averne quanto e della qualità che desiderava e di essere indipendente: «per uno stilista la cosa bella della maglieria è che puoi fare tutto da solo», diceva.

Biagiotti contribuì al successo del cosiddetto Made in Italy nel mondo, insieme a stilisti come Armani, Versace, Missoni, Krizia, e nel 1988 fu la prima stilista italiana a sfilare in Cina, a Pechino, con trenta modelle cinesi che indossarono 150 capi in seta e cashmere, e poi a Mosca nel 1995, al Cremlino.

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Laura Biagiotti accolta da due bambini cinesi al suo arrivo a Pechino, 23 aprile 1988 (AP Photo)

Era un’appassionata di profumi e ne creò lei stessa: il primo, Fiori Bianchi, nel 1982, seguito nel 1988 da Roma, una della più fragranze più famose e vendute.
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Era anche un’appassionata e una collezionista d’arte, un gusto e una conoscenza che si ritrovano nei suo abiti, e si impegnò a restaurare monumenti ed edifici romani finendo per guadagnarsi l’etichetta di “mecenate”: restaurò la scalinata del Campidoglio e le fontane in piazza Farnese a Roma.
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Laura Biagiotti tra le 22 modelle russe che hanno sfilato per lei sulla scalinata del museo Puskin di Mosca, luglio 1996 (ANSA)

La sua fondazione Biagiotti-Cigna possiede la più importante collezione di Giacomo Balla – prestò anche il suo quadroo “genio Futurista” a Expo 2015 – e dal 1999 sponsorizza il Piccolo di Milano; Biagiotti si fece anche ritrarre più volte, in particolare dal suo artista e amico René Gruau. Disse una volta che fare la stilista era come prendere i voti e durava tutta la vita.

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