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  • venerdì 26 maggio 2017

Siamo i personaggi di un romanzo uscito 80 anni fa

(AP Photo/Bernat Armangue)

«Nell’Ovest si diffuse il panico di fronte al moltiplicarsi degli emigranti sulle strade. Uomini che avevano proprietà temettero per le loro proprietà. Uomini che non avevano mai conosciuto la fame videro gli occhi degli affamati. Uomini che non avevano mai desiderato niente videro la vampa del desiderio negli occhi degli emigranti. E gli uomini delle città e quelli dei ricchi sobborghi agrari si allearono per difendersi a vicenda; e si convinsero a vicenda che loro erano buoni e che gli invasori erano cattivi, come fa ogni uomo prima di andare a combatterne un altro»

John Steinbeck, Furore, 1939

Sabato scorso durante il Salone del libro di Torino, lo scrittore Alessandro Baricco ha raccontato e letto alcune parti del romanzo di John Steinbeck Furore su un accompagnamento musicale di Francesco Bianconi dei Baustelle. Furore uscì nel 1939 ed è considerato il romanzo simbolo della grande depressione americana degli anni trenta. Oltre alla crisi generale, in quel periodo ci fu una grande migrazione dei contadini delle Grandi Pianure degli Stati Uniti che, a causa di un lungo periodo siccità, furono costretti ad abbandonare le loro terre di origine e cercare lavoro a ovest, verso la California. Baricco ha ripetuto più volte che il reading non era un vero spettacolo, quanto un modo per «ripeterci delle parole», particolarmente significative in questo momento perché ricordano, anche se ambientate in altri tempi e circostanze, la crisi dei migranti. A un certo punto Baricco si è fermato e ha detto «questi siamo noi»; poi ha iniziato a leggere il brano riportato sopra.

 

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