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  • martedì 16 maggio 2017

Una tv araba molto popolare trasmetterà una serie tv contro l’ISIS

Durante tutto il mese del Ramadan, mostrando la brutalità dello Stato Islamico e le sue violenze, soprattutto contro le donne

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Un'immagine della serie tv sull'ISIS trasmessa da MBC 1

Durante tutto il mese del Ramadan, che inizierà venerdì 26 maggio, la popolare emittente MBC 1, il canale satellitare più visto nel mondo arabo, trasmetterà una specie di serie tv da 30 puntate sulla vita delle persone sotto il regime dello Stato Islamico (o ISIS). La serie, ha anticipato MBC 1, mostrerà la brutalità del gruppo e la corruzione dei suoi leader, e in particolare si concentrerà sulle violenze subite dalle donne, che sono anche l’audience principale dell’emittente. MBC 1 ne ha anticipato alcuni contenuti al New York Times, montando tre brevi video sottotitolati in inglese ed estratti dalle prime tre puntate del programma: i video si possono vedere qui (ci sono immagini violente).

Il Ramadan è il mese sacro per i musulmani, dove si osserva il digiuno; è anche il mese dove nel mondo arabo gli ascolti televisivi sono più alti. Mazen Hayek, portavoce di MBC, ha detto: «È come il Super Bowl per 30 giorni consecutivi», riferendosi all’evento televisivo dell’anno più visto negli Stati Uniti.

Il primo video pubblicato dal New York Times mostra una scena che ha per protagoniste due donne, la moglie di un combattente dello Stato Islamico e una schiava yazida, una minoranza di lingua curda che pratica un misto di quasi tutte le religioni del Medio Oriente. Negli ultimi anni gli yazidi hanno subìto violenze terribili e le donne yazide sono state sistematicamente rapite, stuprate e fatte schiave dagli uomini dello Stato Islamico. Nel video si vede la moglie del combattente del gruppo che dice di essere annoiata e chiede alla donna yazida, che sta pulendo una stanza da letto, di fare qualcosa insieme per passare il tempo, per esempio guardare un film. La donna yazida si rifiuta, dice che non le è permesso nemmeno parlarle.

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«Quando torna Abu Talha?», chiede la moglie del combattente dello Stato Islamico riferendosi al marito. «Quando avrà ucciso tutto il resto della mia famiglia tornerà».

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In un altro video la serie di MBC 1 mostra come lo Stato Islamico insegni ai bambini a fare la guerra: tre bambini sdraiati per terra armati di fucile vengono incitati da un combattente dello Stato Islamico a colpire degli uomini che stanno cercando di mettersi al riparo. «Colpisci alle gambe», dice l’uomo a un bambino: «I proiettili sono più veloci di lui. Forza. Dai, veloce. Non lasciare che scappi via».

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«Ascolta, ragazzo, ascolta. Ancora due spari e potrai vedere tua madre», continua l’uomo. Una delle ultime scene del video mostra un altro bambino che urla felice dopo avere colpito un uomo che sta cercando di nascondersi.

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Il terzo video mostra una donna appartenente allo Stato Islamico, che accusa la prima di avere dei piatti con sopra dei disegni di animali, che nell’interpretazione più radicale dell’Islam sono haram, proibiti.

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Un’attrice del programma, Samar Allam, ha parlato al telefono con il New York Times e ha raccontato la sua esperienza nella serie tv. Ha detto che interpretare il suo personaggio, una giornalista che promette di abbandonare la sua fede cristiana e di farsi esplodere in una chiesa, l’ha depressa molto. Ma ha aggiunto di sperare che la serie faccia riflettere le persone in un modo che non sempre riescono a fare le notizie trasmesse dai telegiornali o pubblicate dai giornali: «L’ISIS è un pericolo per l’umanità», ha detto Allam. Ali Jaber, il direttore del canale, ha aggiunto che la serie cercherà di sfruttare l’influenza dell’emittente per indebolire la narrazione e la propaganda dello Stato Islamico, mostrando che l’ideologia del gruppo è lontana da quella dell’Islam non radicale. L’emittente ha anche detto che cercherà di produrre una versione della serie tv in inglese, ma per ora non si sa nulla di più.

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