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  • martedì 16 maggio 2017

Rapper che raccontano le “seconde generazioni”

Rappresentate nell'articolo di Repubblica da nomi come Tommy Kuti, Amir Issaa e Laïoung, che puntano a coinvolgere e sradicare i pregiudizi

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Il rapper italiano Tommy Kuti (ANSA)

Repubblica ha raccolto tre brevi interviste ad altrettanti rapper italiani di seconda generazione: Tommy Kuti, Amir Issaa e Laïoung. La canzone di Tommy Kuti è in radio da qualche giorno: si intitola “#Afroitaliano”, ed è stata pubblicata con Universal in vista del disco che uscirà entro l’anno. Nel 2006 invece, molto prima di “#Afroitaliano”, usciva “Straniero nella mia nazione” di Amir Issaa, il rapper italo-egiziano anche autore del libro Vivo per questo, in uscita a giugno per Chiarelettere.
È invece di Laïoung, nome d’arte dell’italo-sierraleonese Giuseppe Consoli, il disco Ave Cesare, appena pubblicato dalla Sony.

Trattati come stranieri in casa loro. Sono gli italiani di seconda generazione, figli di coppie miste o di famiglie di immigrati della prima ora. Nati o cresciuti qui, hanno le cadenze dialettali delle diverse regioni d’Italia: ragazzi dalla pelle scura o dagli occhi a mandorla, dallo sguardo azzurro e dai capelli biondi dei paesi dell’Est Europa. A dargli la parola, a rivendicare con orgoglio un’appartenenza e anche il diritto alla cittadinanza, è sceso da qualche tempo in strada un esercito di rapper, salito poi sul palco, dopo aver occupato le mille vetrine del web. Si chiamano Tommy Kuti, Laïoung e la tripla R, Ghali, Maruego, tutti nel solco tracciato dai pionieri ormai quasi dieci anni fa, tra questi Amir Issaa.
Da qualche giorno si ascolta in radio la nuova canzone-manifesto di questo movimento, che in dieci anni è diventato una delle realtà più importanti, e dalla vocazione internazionale, del rap italiano: l’ha scritta Tommy Kuti, 28 anni, arrivato in Italia dalla Nigeria quando aveva 2 anni. Si intitola # Afroitaliano e Kuti, che l’ha pubblicata con la major Universal, vi racconta la sua esperienza di ragazzo di seconda generazione cresciuto a Castiglione delle Stiviere, alle porte di Brescia, terra di Lega Nord: “Esulto quando segna Super Mario” canta Kuti, “non mangio la pasta senza Parmigiano/ ho la pelle scura, l’accento bresciano/ un cognome straniero e comunque italiano/ a volte mi sembra di esser qui per sbaglio/ Sanno poco di me, sono loro bersaglio/ ciò che ho passato loro non lo sanno/ e il mio passato mai lo capiranno/ Mi dai del negro, dell’immigrato/ il tuo pensiero è un po’ limitato/ Il mondo è cambiato, non è complicato/ “Afroitaliano” per te è un rompicapo”.

(continua a leggere su Repubblica.it)

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