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  • lunedì 15 maggio 2017

Vincenzo Nibali può ancora vincere il Giro?

Nell'ultima tappa ha perso più di un minuto e la nuova maglia rosa sembra in gran forma, ma non è ancora finito niente

(Pool Bettini/ LaPresse - Fabio Ferrari)

Il Giro d’Italia – la corsa più dura del mondo nel paese più bello, come si dice nel ciclismo – è quasi a metà: ieri c’è stata la nona tappa delle 21 totali e oggi c’è il secondo giorno di riposo, quello giusto per fare i primi bilanci. La tappa di ieri era breve, 149 chilometri, ma aveva un difficile arrivo in salita sul Blockhaus, in Abruzzo. Ha vinto il colombiano Nairo Quintana, che ha fatto una gran tappa e ha staccato tutti: era già il favorito per la vittoria del Giro prima della tappa, figuratevi ora. Non vuol dire però che il Giro sia già deciso: restano infatti due tappe a cronometro (la prima domani), diverse tappe di montagna e, soprattutto, Quintana ha vinto ma alcuni dei suoi avversari non gli sono troppo lontani e proveranno ad attaccarlo in vari modi. Tra loro c’è anche Vincenzo Nibali, che sul Blockhaus è arrivato quinto.

La prima settimana del Giro

C’era stato solo un arrivo in salita, sull’Etna, ma per quanto riguarda la classifica generale – quella che interessa a chi punta alla maglia rosa – non era successo nulla. L’Etna non è una salita difficilissima (se il campionato di riferimento è “grandi salite del Giro d’Italia”) e soprattutto c’era un gran vento: conveniva a tutti stare riparati nel gruppo, senza attaccare rischiando di prendersi il vento in faccia e fare fatica per niente. Fino a ieri mattina i principali favoriti del Giro erano quindi tutti a una manciata di secondi l’uno dall’altro.

E poi il Blockhaus

Quintana, il più forte di tutti in salita, ha chiesto alla Movistar, la sua squadra, di mettersi a tirare in testa al gruppo, per alzare il ritmo e far stancare il prima e il più possibile tutti gli altri. È successo però che a far staccare alcuni corridori – compresi alcuni di quelli che puntavano alla maglia rosa, o comunque a un podio finale – sia stato un incidente. Una moto della polizia – una delle molte che precedono, accompagnano o seguono i ciclisti per garantire la sicurezza lungo il percorso – che si trovava davanti al gruppo principale ha accostato e si è fermata in modo piuttosto brusco sul lato sinistro della strada. Alcuni ciclisti l’hanno vista ed evitata, uno di loro l’ha toccata, è caduto e ha di conseguenza fatto cadere alcuni ciclisti che lo seguivano. Tra loro c’erano Adam Yates, un giovane e promettente britannico, e Geraint Thomas e Mikel Landa, i due capitani del Team Sky. Hanno perso tempo per la caduta e hanno dovuto fare la salita feriti o comunque acciaccati, arrivando con molto ritardo e compromettendo le loro possibilità di vincere il Giro. Yates e Thomas sono arrivati al traguardo circa cinque minuti dopo Quintana; Landa, quello che si è fatto più male, è arrivato con 27 minuti di ritardo.

Non si può sapere come sarebbero andati Yates, Thomas e Landa se non fossero caduti; è certo però che Thomas, nonostante fosse ferito, ha pedalato con grande intensità ed efficacia per gran parte della salita.

Molti hanno criticato la posizione della moto della polizia e la scelta di fermarsi proprio lì; qualcuno ha detto che la Movistar ha sbagliato a continuare a tirare dopo quella caduta. La Movistar però stava tirando già prima della caduta: anche se si fosse fermata ad aspettare Yates, Thomas e Landa, loro avrebbero comunque dovuto fare la salita acciaccati.

Caduta a parte, è stata una gran tappa. A un certo punto, a poco meno di sette chilometri dall’arrivo, quando il gruppo di testa era formato da circa 10 corridori, Quintana è scattato. Gli unici due che hanno provato a tenere il suo ritmo sono stati Nibali e Pinot. Poi Quintana ha fatto altri scatti ed è riuscito a restare da solo; Nibali, che all’inizio aveva provato a rispondere agli attacchi di Quintana, si è staccato ed è stato superato anche dagli olandesi Bauke Mollema e Tom Dumoulin. Quintana ha continuato ad andare da solo e ha terminato la gara in tre ore e 44 minuti. Pinot e Dumoulin sono arrivati 24 secondi dopo di lui; Mollema a 41 secondi e Nibali un minuto dopo. Il decimo, il giovane italiano Davide Formolo, è arrivato due minuti e mezzo dopo Quintana. Matteo Pelucchi, l’ultimo dei 190 corridori che hanno finito la tappa, è arrivato più di mezz’ora dopo.

E ora?

Quelli che possono ancora ragionevolmente puntare al Giro sono i primi cinque classificati della tappa di ieri, che sono anche i primi cinque della classifica generale: Quintana, Pinot, Dumoulin, Mollema e Nibali.

  1. Quintana, in maglia rosa
  2. Pinot: a 28 secondi
  3. Dumoulin: a 30 secondi
  4. Mollema: a 51 secondi
  5. Nibali: a un minuto e 10 secondi

Alcuni degli altri ci potrebbero provare ma hanno già un ritardo considerevole e soprattutto se hanno perso un paio di minuti (o più) nella prima salita è difficile che non ne perdano nelle prossime. Il discorso è un po’ diverso per i primi cinque, perché ognuno di loro ha punti di forza e debolezze e alla fine sono tutti piuttosto vicini:

  1. Quintana è il più forte in salita e sembra avere la squadra più forte, ma è piccolo e leggero e non va forte a cronometro. Domani ce n’è una da quasi 40 chilometri ed è molto probabile che perderà secondi dai quattro che lo seguono. Quintana è anche più debole di Nibali in discesa e in generale non è un corridore particolarmente fantasioso: si potrebbe provare ad attaccarlo da lontano per farlo andare in crisi (di testa prima ancora che di gambe).
  2. Pinot è un corridore che si dice soffra molto il caldo, e ieri sul Blockhaus (una salita per gran tratti senza alberi e quindi senza ombra) faceva molto caldo. Figuratevi quindi cosa potrebbe fare su una salita come lo Stelvio, dove farà freddo e ci sarà neve. A cronometro va bene: in teoria meglio di Quintana e peggio di Dumoulin.
  3. Dumoulin: sulla carta è il più forte di tutti a cronometro. Sempre sulla carta però non è nemmeno uno scalatore, e avrebbe dovuto perdere più secondi in una salita difficile come il Blockhaus. Quasi tutti pensano che dopo la cronometro di domani la nuova maglia rosa sarà lui. A quel punto dovrà cercare di non farsi staccare dagli altri, o farsi staccare di poco. L’ultima tappa del Giro sarà infatti un’altra cronometro, dove idealmente recupererà altri secondi.
  4. Mollema: è il corridore più normale tra questi cinque. Non è il migliore in niente ma è molto regolare nel rendimento e si difende bene sia in salita che a cronometro.
  5. Nibali: a cronometro va in teoria meglio di Quintana ma peggio di Dumoulin. In discesa va meglio di tutti. La sua vera forza però è la capacità di provarci sempre, inventandosi azzardi e attacchi da lontano che spesso gli riescono. L’anno scorso fino alla terza settimana si diceva che il suo Giro era stato una grande delusione; poi l’ha vinto.

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