• Mondo
  • venerdì 12 maggio 2017

Trump ha smentito se stesso, la Casa Bianca e Mike Pence

In un'intervista a NBC News ha contraddetto la versione che la sua lettera, i suoi portavoce e il vicepresidente avevano diffuso sul licenziamento del capo dell'FBI

In un’intervista data a NBC News, il presidente americano Donald Trump ha smentito la versione della Casa Bianca sulle modalità con cui ha deciso di licenziare il capo dell’FBI James Comey. La notizia era inaspettata e di fatto senza precedenti, e da due giorni è su tutte le prime pagine dei giornali americani. L’FBI da mesi sta conducendo alcune indagini sulla possibile ingerenza del governo russo alle ultime elezioni presidenziali, e sui contatti che ha avuto col comitato elettorale di Trump: molti temono che Trump abbia licenziato Comey per rallentare o ostacolare queste indagini. Ancora oggi le ragioni della decisione di Trump non sono chiarissime, e il fatto che la versione ufficiale sia cambiata in meno di due giorni «solleva più questioni di quante ne risolva», ha scritto Politico.

Nei due giorni successivi al licenziamento di Comey, i portavoce della Casa Bianca hanno insistito che Trump avesse preso la sua decisione dopo aver ricevuto due raccomandazioni scritte dal procuratore generale e dal suo vice. Da subito questa versione è sembrata un modo per non addossare a Trump l’intera responsabilità di una decisione così grave e di cui si sarebbe certamente parlato per giorni. Anche il vicepresidente Mike Pence, parlando coi giornalisti qualche ora dopo la diffusione della notizia, ha spiegato che Trump aveva «accettato le raccomandazioni del viceprocuratore generale e del procuratore generale» (il procuratore generale, Jeff Sessions, peraltro in passato si era impegnato a non prendere decisioni che potessero condizionare l’inchiesta sulla Russia, visto che aveva nascosto i suoi incontri con l’ambasciatore russo durante le audizioni sotto giuramento al Congresso).

Durante un’intervista col giornalista Lester Holt di NBC News andata in onda ieri, Trump ha smentito la sua stessa lettera di licenziamento, la sua amministrazione e il suo vicepresidente, spiegando che aveva intenzione di licenziare «a prescindere» dalle raccomandazioni del procuratore generale e del suo vice (qui c’è l’intervista integrale).

Nella conferenza stampa giornaliera tenuta alla Casa Bianca dalla portavoce Sarah Huckabee Sanders, molti giornalisti le hanno chiesto di chiarire meglio i passaggi che hanno portato al licenziamento di Comey. Sanders ha perso più volte la pazienza, e a un certo punto ha definito i giornalisti «ossessionati da questa storia», e spiegato che «al posto di tormentarsi sui vari passaggi, se una cosa è avvenuta alle 12.01 o alle 12.02, o se l’ha licenziato perché indossava una cravatta rossa o una blu… L’ha licenziato perché non faceva bene il suo lavoro, semplice».

Nel frattempo, da giorni, Trump sta facendo notare che i suoi avversari hanno criticato Comey per mesi: fu lui a rivelare a pochi giorni dalle elezioni che il caso delle mail di Hillary Clinton era stato riaperto, cosa che secondo diversi analisti e Clinton stessa ha contribuito a farle perdere le elezioni.

Mostra commenti ( )