Il procuratore Zuccaro ha cambiato idea sulle accuse alle ong

Ha detto in Parlamento che le sue accuse di complicità con i trafficanti erano solo "un'ipotesi di lavoro"

(ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Ieri il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro è stato sentito in Parlamento dalla Commissione antimafia e dalla Commissione migranti sul caso ong-migranti. Zuccaro è il magistrato che ha espresso il sospetto – infondato, fino a prova contraria – per cui le ong che si occupano di salvataggi nel Mediterraneo siano complici dei trafficanti («A mio avviso alcune ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcune ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi»). Nel corso delle audizioni di ieri, però, Zuccaro è sembrato tornare indietro su molte delle accuse che aveva mosso, preferendo questa volta concentrarsi sul ruolo dei trafficanti e della criminalità organizzata italiana.

Zuccaro ha detto che la stampa ha frainteso le sue precedenti dichiarazioni sulle ong e ha specificato che:

«Soltanto una ipotesi di lavoro mi consente di dire che vi sia qualche ong che possa essere finanziata dai trafficanti»

Per poi ribadire:

«Che i trafficanti di uomini finanzino alcune ong è un’ipotesi di lavoro, non ho mai detto che avevo elementi probatori su questo»

Il procuratore Zuccaro aveva detto di non avere «prove giudiziarie», cioè prove che si potessero usare in tribunale, ma anche di essere comunque certo dell’esistenza di un rapporto di complicità tra ong e scafisti. In un’intervista data a Repubblica lo scorso 28 aprile disse: «Quando io parlo di prove intendo prove giudiziarie, da poter portare in un dibattimento. Queste prove non le ho, ma ho la certezza, che mi viene da fonti di conoscenza reale ma non utilizzabile processualmente».

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Inizialmente il procuratore aveva lasciato intendere che questa “certezza” gli derivava da rapporti dei servizi segreti, ma il COPASIR, l’organo parlamentare che sovrintende all’intelligence, ha poi smentito l’esistenza di rapporti simili. Dopo la smentita del COPASIR, Zuccaro ha detto che la sua fonte era un rapporto segreto di Frontex, l’agenzia europea che si occupa della tutela dei confini dell’Unione. Secondo la giornalista del Corriere Fiorenza Sarzanini, che ha visto il rapporto di cui parla Zuccaro, Frontex descrive alcuni episodi poco chiari di scambi tra navi libiche e imbarcazioni delle ong.

In passato episodi apparentemente ambigui denunciati dall’agenzia Frontex nei suoi documenti interni (poi finiti spesso in mano alla stampa) si sono rivelati delle esagerazioni. In un rapporto per uso interno arrivato lo scorso dicembre a un giornalista del Financial Times, Frontex parlava di un “trasbordo di migranti” tra un’imbarcazione di una ong e una di “scafisti”. Indagini approfondite hanno rivelato che il trasbordo ha riguardo due vittime di un naufragio precedente, salvate da una piccola scialuppa libica e trasbordate sul gommone di una ong.

Oggi è stato sentito in commissione anche il sostituto procuratore di Trapani Andrea Tarondo. Trapani è l’altra procura che, secondo i giornali, aveva un’inchiesta aperta nei confronti delle ong. Tarondo ha detto di non avere alcun elemento per sospettare le ong di complicità con i trafficanti. L’indagine di Trapani è stata aperta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma, dice Tarondo, rischia di non portare a nulla di concreto.

«Se una nave qualsiasi viene messa al corrente del fatto che c’è il rischio che un’imbarcazione possa naufragare ha il dovere di soccorrerla in qualsiasi punto e questo principio travolge tutto. Insomma, per la legislazione italiana si potrebbe dire che viene commesso il reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina, ma non è punibile perché commesso per salvare una vita umana.»

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