Una registrazione audio sta agitando il M5S a Palermo

Si sentono alcuni esponenti del partito parlare molto male del loro candidato sindaco a Palermo, che però ha negato tutte le accuse

Ugo Forello, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Palermo (ANSA/ UFFICIO STAMPA)

Con un messaggio inviato ieri alle redazioni di molti giornali, il Movimento 5 Stelle ha diffidato dal pubblicare la registrazione audio di una conversazione tra alcuni suoi membri in cui, con tono scettico e dubbioso, vengono raccontati alcuni fatti relativi al precedente lavoro di Ugo Forello, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Palermo dell’11 giugno. Il contenuto della conversazione è stato smentito dai diretti interessati, ma sui giornali di oggi questa vicenda viene raccontata come l’ennesima prova di una grossa spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle di Palermo, già finito nei guai per la vicenda delle firme false per le amministrative del 2012.

La conversazione è avvenuta nel luglio 2016 in un ufficio della Camera, a Roma, e ha cominciato a circolare ieri su YouTube: gran parte delle cose che si sentono le racconta Andrea Cottone, addetto stampa del M5S alla Camera ed ex membro dell’associazione siciliana antimafia Addiopizzo, di cui Ugo Forello è stato presidente fino allo scorso anno (quando aveva deciso di candidarsi a sindaco col M5S). Con Cottone ci sono anche alcuni parlamentari del M5S e Riccardo Nuti, parlamentare eletto con il M5S ma passato da poche settimane al gruppo misto dopo il suo coinvolgimento nelle indagini per le firme false raccolte nel 2012 a Palermo. Secondo Repubblica i partecipanti alla riunione registrata sono un gruppetto di parlamentari siciliani molto vicini a Nuti, conosciuti con il nomignolo di “monaci” e oppositori di un’altra corrente del M5S palermitano, di cui fa parte invece Forello.

Cottone, che ha fatto parte di Addiopizzo fino al 2009, nella registrazione racconta di avere molti dubbi sul modo in cui Forello e i suoi collaboratori gestivano le attività dell’associazione, parlando di un sistema secondo lui poco limpido per ottenere guadagni dalle denunce delle estorsioni, incassando i risarcimenti dopo aver difeso le vittime in tribunale, di una gestione poco trasparente dei rimborsi spese per gli avvocati che lavoravano per conto di Addiopizzo e della collegata associazione anti racket Libero Futuro – tra cui lo stesso Forello – e di un’opaca gestione di alcuni fondi europei. Sul finire della conversazione, invece, i partecipanti discutono preoccupati del crescente ruolo che i membri di Addiopizzo avrebbero all’interno del Movimento 5 Stelle di Palermo, e Cottone racconta di una specie di “scalata” organizzata da Addiopizzo per usare il M5S come mezzo per entrare in politica e scegliere Forello come candidato sindaco.

La versione dei fatti raccontata da Cottone nella conversazione circolata negli ultimi giorni è stata smentita da Ugo Forello (che in questi giorni è impegnato nella campagna elettorale) e da Valerio D’Antoni (uno degli avvocati di Addiopizzo, di cui si sente parlare anche nella conversazione, che ha negato le accuse di Cottone di aver cercato di guadagnare dalle attività anti-pizzo dell’associazione) e dalla stessa associazione Addiopizzo.

Nella lettera di diffida inviata dal Movimento 5 Stelle, si legge:

Sta circolando un audio captato in maniera impropria nei locali della Camera dei Deputati lo scorso anno. Denunceremo chiunque ne divulgherà il contenuto a norma dell’articolo 615bis comma 2 del codice penale e 167 del D.lgs. 196/2003. Si tratta di una conversazione privata, di natura confidenziale, avvenuta all’interno dei locali della Camera dei Deputati, fra un dipendente del gruppo parlamentare, nell’espletamento del suo lavoro, e alcuni deputati che richiedevano informazioni specifiche – risalenti a dieci anni fa – come da loro prerogative parlamentari.

Il contenuto, da cui non si evince, chiaramente, la commissione di alcun tipo di illecito, non risulta adeguatamente circostanziato né, allo stato, supportato da specifica documentazione quindi, non rappresenta in alcun modo la posizione né del MoVimento 5 Stelle, né del dipendente del gruppo parlamentare. Lo staff del M5S ha vagliato le informazioni in suo possesso e conferma la candidatura di Ugo Forello a sindaco di Palermo, sostenuto dalla nostra fiducia. E’ in atto infatti un violento tentativo di discredito nei suoi confronti che non risparmia colpi bassi.

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