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Una nuova foto dell’enorme esagono di Saturno

È una gigantesca perturbazione, più ampia del diametro della Terra, e la sonda Cassini l'ha fotografata da vicino

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(NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

La NASA ha diffuso una nuova immagine del cosiddetto “esagono di Saturno”, la gigantesca formazione nuvolosa esagonale che si trova al polo nord del pianeta. L’immagine è stata realizzata dalla sonda Cassini, che si trova in orbita intorno a Saturno da quasi 13 anni e che ha da poco iniziato l’ultima fase della sua missione, che prevede una serie di passaggi ravvicinati nello spazio tra il pianeta e i suoi famosi anelli. L’esagono è stato ripreso da Cassini il 22 gennaio scorso, quindi prima dell’inizio delle nuove manovre intorno a Saturno, e offre una prospettiva diversa dal solito, che consente di vedere parte degli anelli del pianeta. L’immagine è stata realizzata mentre Cassini si trovava a 900mila chilometri da Saturno e a una distanza di 1,6 miliardi di chilometri dalla Terra.

L’esagono di Saturno ha un’estensione massima di 30mila chilometri (il diametro della Terra è di circa 12.700 chilometri) ed è stato originato da una grande tempesta al suo centro, una sorta di ciclone, con venti che superano i 320 chilometri orari. Le correnti d’aria hanno dato alla perturbazione il suo aspetto esagonale. Sulla Terra, i cicloni hanno di solito una durata limitata dal tempo, determinata soprattutto dal loro passaggio sulla terraferma, che porta al loro indebolimento. Saturno è sostanzialmente una grande palla di gas e questo condiziona il comportamento dell’esagono: gli astronomi sanno che esiste da decenni, ma non si esclude che si possa essere originato secoli fa.

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La sonda Cassini è stata lanciata nell’ottobre del 1997 e ha raggiunto Saturno nel 2004, dopo un viaggio molto lungo nello Spazio interplanetario. È stata realizzata con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e di quella italiana (ASI), con il compito principale di studiare le caratteristiche del pianeta, della sua famosa serie di anelli e delle sue numerose lune. La sonda si chiama così in onore dell’astronomo italiano Gian Domenico Cassini, tra i primi studiosi di Saturno a fine Seicento. Da fine aprile, Cassini è impegnata in una serie di passaggi ravvicinati nello spazio tra Saturno e i suoi anelli interni, per studiarne da vicino le caratteristiche. Una prima ricognizione ha consentito di scattare decine di fotografie dell’atmosfera, che se osservate in sequenza danno un’idea del percorso seguito da Cassini intorno al pianeta.

A metà settembre Cassini eseguirà un’ultima manovra di avvicinamento che la porterà a immergersi ad altissima velocità nell’atmosfera di Saturno. Continuerà a registrare dati e a trasmetterli verso la Terra, fino a quando si disintegrerà sul pianeta.

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