Vanno le montagne, in copertina

Gli scaffali delle novità letterarie sono ricchi di vette: ma nelle case editrici le montagne sono sempre state una risorsa grafica

A entrare nelle librerie in queste settimane ci si trova davanti un sacco di montagne: ci sono montagne, per dire dei libri più visibili negli scaffali delle novità e successi, sulla copertina del romanzo di Paolo Cognetti candidato al premio Strega, su quella di Mauro Corona – naturalmente – e su quella di “L’ultima dei Neanderthal” di Claire Cameron. Scrittori e romanzieri sono sempre stati più ispirati dalle montagne che da altri ambienti naturali, probabilmente anche più del panorama speculare degli oceani – malgrado i mille esempi che ci vengono in mente, da “Moby Dick” in là -, ma la scelta delle copertine che viene fatta dalle case editrici spesso si prende libertà rispetto ai contenuti: e anche in questa parte di lavoro intorno ai libri e alla loro promozione, le montagne sembrano essere sempre state una risorsa preziosa.

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