Il guaio di ieri di WhatsApp

Per diverse ore la popolare app per scambiarsi messaggi usata da 1,2 miliardi di persone non ha funzionato, e non è ancora chiaro perché

(LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)

WhatsApp ieri notte non ha funzionato per più di due ore, rendendo impossibile l’utilizzo del suo sistema per scambiarsi messaggi attraverso Internet agli oltre 1,2 miliardi di utenti che ogni mese utilizzano l’applicazione in tutto il mondo. I primi problemi sono stati segnalati intorno alle 22 con rallentamenti e malfunzionamenti all’interno delle chat, poi le cose sono peggiorate fino al blocco completo del servizio per la maggior parte dei suoi iscritti. L’applicazione non riusciva a collegarsi ai server che si occupano di ricevere e smistare i messaggi verso i destinatari, lasciando quindi in sospeso ogni comunicazione. Il problema è stato risolto intorno all’una di notte di oggi, giovedì, ma alcuni utenti hanno segnalato nelle ore successive qualche disservizio.

Durante le oltre due ore in cui il servizio era offline, milioni di persone hanno usato l’hashtag #WhatsAppDown sui social network, per commentare la notizia o avvisare i loro conoscenti di utilizzare sistemi alternativi per scambiarsi messaggi, come Messenger di Facebook o l’applicazione Telegram. I responsabili di WhatsApp non hanno dato molte informazioni sul disservizio mentre era in corso, limitandosi a dichiarare di “essere a conoscenza del problema e di essere al lavoro per risolverlo il prima possibile”.

A distanza di diverse ore, non è ancora chiaro che cosa sia andato storto nella gestione del servizio, che finisce offline molto di rado proprio per come è concepito il sistema che lo fa funzionare. L’applicazione è usata ogni giorno per lo scambio di decine di miliardi di messaggi ed è una delle più utilizzate al mondo, quindi deve reggere un carico non indifferente di traffico. WhatsApp è utilizzato soprattutto in Europa, nel Sudamerica e in parte dell’Asia, mentre è meno diffuso negli Stati Uniti, dove c’è una percentuale più alta di utenti che utilizzano Messenger per scambiarsi messaggi. L’applicazione è apprezzata per le sue funzioni essenziali, la velocità e il fatto di potere inviare messaggi criptati end-to-end, che possono essere quindi visualizzati solo da chi li invia e da chi li riceve, e da nessun altro nel mezzo che provi a intercettarli.

Prima di ieri notte, l’ultimo grande malfunzionamento di WhatsApp risaliva al febbraio del 2014, quando un problema ad alcuni sistemi che gestivano la connessione dei server avevano portato alla loro continua disconnessione e riconnessione. In quel caso i tecnici erano dovuti intervenire e disattivare buona parte del servizio per poi riattivarlo in modo più stabile, operazione che aveva richiesto diverso tempo mandando offline WhatsApp.

Il problema di ieri è avvenuto più o meno contestualmente all’annuncio degli ultimi dati finanziari di Facebook, che tra le altre cose ha la proprietà di WhatsApp. Nell’ultimo trimestre, la società ha prodotto ricavi per 8,03 miliardi di dollari, il 49 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Facebook conta ormai 1,9 miliardi di utenti che utilizzano almeno una volta al mese il suo social network, mentre gli utenti attivi su WhatsApp mensili sono 1,2 miliardi, così come quelli che utilizzano Messenger. Instagram conta 700 milioni di utenti attivi al mese. In media Facebook è utilizzato da 1,3 miliardi di persone ogni giorno.

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