• Moda
  • giovedì 4 maggio 2017

La sfilata di Chanel, in un tempio greco

Ricostruito e reinventato al Grand Palais di Parigi, in una nuova favolosa ambientazione

(AP Photo/Francois Mori)

Le sfilate di Chanel sono tra le poche che riescono a interessare anche chi è estraneo al mondo della moda: i vestiti e gli accessori, disegnati dal direttore creativo Karl Lagerfeld, sono solo una parte di questo successo, assicurato dalla presenza in passerella delle modelle del momento – come le sorelle Bella e Gigi Hadid e Cara Delevingne – e delle celebrità più famose tra gli spalti, e dalla scenografia che fa da cornice; negli anni si sono visti supermercati, aeroporti, casinò, server e Parigi ricreata a Cinecittà.

Mercoledì Lagerfeld ha ambientato la collezione cruise primavera-estate intitolata “Modernity of Antiquity” (“la modernità dei tempi antichi”) in un’Antica Grecia immaginaria allestita al Grand Palais di Parigi, dove le modelle – vestite in peplo, con coroncine di alloro tra i capelli e tantissimo oro ovunque – hanno sfilato tra templi in rovina, ulivi e un tramonto sul mare come sfondo: metterla in piedi ha richiesto tre settimane di lavoro a 50 artigiani e nove giorni di assemblaggio.

Chanel(AP Photo/Francois Mori)

La ricostruzione della scenografia, così come la creazione degli abiti, non ha nessuna ambizione storiografica e realistica, nelle parole dello stesso Lagerfeld: «La realtà non mi interessa. Io uso quel che mi piace. La mia Grecia è un’idea». Alexander Fury scrive sul New York Times che «la collezione si è aperta con una sequenza di tweeds pelosi e sfilacciati nei classici colori Chanel, come tabacco, beige e caramello. C’erano richiami all’antica Grecia, ma questi vestiti non volevano mettere in scena un dramma in costume. Colonne e toghe a parte, la sfilata è stata fluida, luminosa e perfetta per il momento».

Chanel(AP Photo/Francois Mori)

Oltre a toghe e pepli, bianchi e oro, le modelle indossavano vestiti a forma di anfora, corsetti di chiffon drappeggiato e sandali alla schiava (che indossava anche Rihanna al Met Gala e che vedremo quasi certamente in giro quest’estate).

Chanel(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Le sfilate cruise sono un momento sempre più importante per le case di moda: inizialmente erano destinate a chi nei mesi invernali andava in vacanza in posti esotici e, viceversa, a chi d’estate andava in montagna. Ora sono rivolte ai nuovi mercati più promettenti e allo stesso tempo propongono vestiti per tutti i giorni, molto più indossabili di quelli delle collezioni principali; per questo anche le sfilate in cui vengono presentati sono rivolte più ai clienti che a giornalisti e buyer. Le collezioni cruise coprono dal 60 all’80 per cento delle vendite e Lagerfeld ha avuto il merito di spettacolarizzarle e renderle un evento mondano oltre che commerciale.

È anche la seconda volta – dopo la sfilata della collezione Metiers d’Art di dicembre – che Lagerfeld decide di organizzarla a Parigi, contrariamente alla tendenza delle grandi aziende di moda – Louis Vuitton terrà la prossima a Tokyo e Christian Dior a Los Angeles, mentre Gucci resterà a Milano: la decisione, scrive sul Lauren Cochrane sul Guardian, «può essere vista come un modo per cementificare lo status dell’azienda come l’ultimo marchio parigino e rendere la parola “Chanel” sinonimo di “chic”».

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