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  • giovedì 20 aprile 2017

La Juventus ora è la favorita in Champions League?

Dopo le eliminazioni di Barcellona e Bayern Monaco, ci sono buone ragioni per considerarla la squadra più adatta a vincere il torneo quest'anno

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Gli attaccanti argentini della Juventus Paulo Dybala e Gonzalo Higuain al termine della partita di ritorno contro il Barcellona (PAU BARRENA/AFP/Getty Images)

L’eliminazione del Bayern Monaco da parte del Real Madrid nei quarti di finale di Champions League ha dimostrato che a questo livello, e negli scontri a eliminazione diretta, nel calcio è estremamente difficile fare previsioni: tralasciando gli errori dell’arbitro ungherese Viktor Kassai nella partita di ritorno, che ha convalidato due gol irregolari di Cristiano Ronaldo, il Bayern Monaco di Ancelotti sembrava potesse eliminare il Real Madrid ma si è complicato la vita da solo nella partita di andata, sbagliando un rigore nel primo tempo, mentre si trovava in vantaggio di un gol, e giocando per mezz’ora con un uomo in meno dopo una evitabile espulsione di Javi Martinez. Ha poi giocato in dieci anche i tempi supplementari del ritorno, dopo l’espulsione di Arturo Vidal.

L’eliminazione del Bayern Monaco può essere presa come una buona notizia dalla Juventus, in quanto probabilmente sarebbe stata l’avversaria più ostica fra le semifinaliste. Il Real ha una squadra molto forte ma può essere arginato e messo in difficoltà, un po’ come il Barcellona. Inoltre, contando anche i suoi gol più recenti, Cristiano Ronaldo viene da una stagione più complicata del solito, probabilmente influenzata dai problemi fisici aggravati nel corso degli Europei dell’estate scorsa in Francia. La Juventus potrà essere sorteggiata per la semifinale con Atletico Madrid e Monaco, oltre che con il Real. L’Atletico allenato da Diego Simeone, nonostante in questa stagione abbia entusiasmato meno di quelle passate, è riuscito comunque ad arrivare in gran forma alla fase finale della stagione: per il modo aggressivo e compatto in cui gioca rimane una squadra molto complicata da affrontare, con tre giocatori spesso imprevedibili a cui prestare costantemente molta attenzione, cioè Antoine Griezmann, Yannick Carrasco e Saúl Ñíguez.

Il primo gol di Saul Niguez nell’andata degli ottavi contro il Bayer Leverkusen.

La vera incognita di queste semifinali però è il Monaco. La squadra del Principato si è qualificata dopo aver eliminato il Borussia Dortmund, verosimilmente indebolito e confuso dall’attentato subìto poche ore prima l’inizio della partita di andata, ma è la squadra più entusiasmante d’Europa. È molto giovane, con un’età media “alzata” fino a 25,3 anni solamente dalla presenza di non più di due trentenni per reparto, e in questo momento è trascinata dalla forma strepitosa dei suoi giocatori più giovani: i terzini Djibril Sidibé e Benjamin Mendy, i mediani Tiemoué Bakayoko e Fabinho, il trequartista portoghese Bernardo Silva e il 18enne attaccante franco-senegalese Kylian Mbappé. A sostegno dei giovani, in ogni reparto c’è la presenza di un giocatore esperto: Radamel Falcao in attacco, che in questa stagione, a 31 anni, si sta riavvicinando al Falcao che fece le fortune del primo Atletico Madrid di Simeone; il portoghese Joao Moutinho a centrocampo; in difesa da due calciatori noti in Italia come l’ex capitano del Torino Kamil Glik e il 32enne Andrea Raggi.

Se la Juventus può competere con la qualità del Real Madrid e con l’organizzazione dell’Atletico, l’esplosività dei giocatori del Monaco potrebbe essere molto complicata da affrontare. Pep Guardiola, che con il Manchester City è stato eliminato dal Monaco negli ottavi di finale, è rimasto impressionato dalla sua forza e dalla condizione atletica di molti suoi giocatori. E in effetti, vedendo le azioni più recenti del Monaco ci si rende conto di che intensità di gioco la squadra di Jardim riesca a sostenere nel corso delle partite. Il giocatore esemplare in questo è Kylian Mbappé, che alla sua prima stagione in prima squadra è riuscito a segnare 22 gol in 36 partite, diventando anche il settimo marcatore francese di tutti i tempi in Champions League. È diventato inoltre l’unico giocatore ad aver segnato un gol in tutte e quattro le partite della fase ad eliminazione diretta giocate finora. Tutto questo a diciotto anni.

Uno dei 12 gol segnati quest’anno da Mbappé in Ligue 1 francese.

Giunto fino alle semifinali, però, il Monaco potrebbe pagare la giovane età e la poca esperienza dei suoi giocatori, e nel caso dovesse essere estratto con la Juventus, si troverebbe ad affrontare una squadra ben diversa da Manchester City e Borussia Dortmund. La Juventus è una squadra solidissima e ha di gran lunga la miglior difesa d’Europa, tanto che in Champions League non prende un gol da circa otto ore di gioco. Sa affrontare nel modo giusto le partite più diverse grazie alla bravura del suo allenatore Massimiliano Allegri, che si può già considerare fra i migliori allenatori d’Europa. Ci sono poi le questioni che non c’entrano nulla con le tattiche e le caratteristiche della squadra: per molti giocatori juventini questa potrebbe essere l’ultima vera possibilità di vincere la Champions League, per esempio Gianluigi Buffon e Andrea Barzagli. E poi la Juventus viene da una crescita costante avvenuta negli ultimi anni: ha mantenuto una “base”, composta perlopiù dai suoi giocatori italiani, e tutto attorno ci ha costruito una squadra sempre più forte fino ad arrivare a quella di quest’anno.

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