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14 giochi per mettere alla prova l’intelligenza artificiale

Gli esperimenti da provare di Google e Microsoft che mostrano come i computer imparano a disegnare, a comporre musica e a riconoscere quello che vedono

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Esempi di come l'esperimento di intelligenza artificiale di Google "Thing Translator" riconosce – con più o meno successo – alcuni oggetti e li identifica in varie lingue.

Le intelligenze artificiali (AI) che sono già intorno a noi non sono ancora in grado di guidare da sole un’automobile in tutta sicurezza, né riescono a scrivere sceneggiature davvero convincenti, ma ogni giorno la ricerca per farle diventare più capaci ottiene nuovi risultati e in alcuni casi chiunque possieda un computer e una connessione a Internet può contribuire a insegnare loro qualcosa. Sia Google sia Microsoft hanno messo online alcuni esperimenti (interpretabilissimi come “giochini”) con cui provare a capire come si insegna a un computer a imparare, oppure semplicemente per farsi un’idea di quanto sono intelligenti certi sistemi di AI che già esistono. Quelli di Google si trovano sulla piattaforma A.I. Experiments, quelli di Microsoft sono stati realizzati per lo più dalla comunità di ricerca Microsoft Garage.

Non sono ovviamente i primi esperimenti di questo genere. Quelli più vecchi, come il bot per chiacchierare A.L.I.C.E. (una specie di antenata di Siri) e il gioco 20Q, in cui un’AI deve indovinare la cosa a cui state pensando (tra le categorie “animale”, “vegetale”, “minerale”, “altro” e “non so”) facendo meno di 20 domande, funzionano intorno al linguaggio. In molti videogiochi degli scorsi decenni poi i sistemi di AI erano usati per imparare a prevedere le mosse dei giocatori imparando da quelle precedenti e comportarsi di conseguenza. Gli esperimenti di AI più recenti invece si basano in gran parte su un’abilità più sofisticata, quella del riconoscimento delle immagini. Potete usarli, ad esempio, per giocare a Pictionary col vostro computer o scoprire di che razza è un cane che avete visto passare per strada (se lo avete fotografato).

AutoDraw

AutoDraw è un’applicazione di A.I. Experiments per fare disegni semplici usando il proprio computer: partendo da uno scarabocchio dell’utente permette di ottenere immagini disegnate molto bene, realizzate per gli sviluppatori del programma da alcuni illustratori. Per ora è disponibile solo da browser, non come app da scaricare, ma si può usare anche su smartphone.

Giorgio Cam

Giorgio Cam è uno degli esperimenti più divertenti di A.I. Experiments. Mette insieme un sistema di riconoscimento di immagini e la musica di Giorgio Moroder (che tutti chiamano Giorgio). Per giocarci bisogna scattare una foto a qualcosa con la fotocamera dello smartphone – solo se ha un sistema operativo Android – o attraverso la webcam del computer: l’AI prova a riconoscere ciò che si vede nell’inquadratura e poi compone un testo su una traccia musicale composta da Giorgio Moroder. Il riconoscimento facciale è abbastanza accurato e il risultato musicale finale è ridicolo, ma abbastanza divertente.

CaptionBot

Anche Microsoft ha reso disponibili applicazioni che funzionano a partire dal riconoscimento delle immagini. Quella più sofisticata è CaptionBot che mette insieme l’analisi dell’immagine all’uso del linguaggio – che è ancora molto difficile da padroneggiare per i computer – per descrivere ciò che si vede. Funziona sia caricando una fotografia, sia inserendo l’URL di un’immagine già pubblicata da qualche altra parte online (se si caricano proprie immagini, Microsoft si riserva il diritto di utilizzarle in futuro per perfezionare il suo sistema, quindi è meglio non inviarne di troppo personali). Non è ancora brillantissima, ma potete aiutarla a migliorarsi valutando la sua accuratezza con un sistema di voto da 1 a 5 stelline. Potete provare a testare la sua intelligenza qui.

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Quick, Draw!

Lo stesso principio di AutoDraw è usato da Quick, Draw!, che è una specie di Pictionary con cui giocare insieme al proprio computer, o smartphone. Il gioco è piuttosto semplice: il sistema chiede di disegnare un oggetto che deve essere riconosciuto da un’intelligenza artificiale entro 20 secondi. Più il disegno è accurato, più l’AI ha probabilità di indovinarlo. Si può anche scaricare come app sui dispositivi mobili.

How Old Do I Look?

Oltre a CaptionBot, Microsoft ha messo online molti altri esperimenti di riconoscimento delle immagini che possono essere usati durante una cena noiosa se si è a corto di aneddoti divertenti. Uno è How Old Do I Look? che prova a stimare l’età di una persona (e il genere) a partire da una foto. A volte i risultati sono lusinghieri, altre volte un po’ meno. Se anche volete provarlo su una vostra foto potete stare tranquilli, perché l’applicazione non le conserva.

Matteo Renzi ha 42 anni, quindi il risultato è abbastanza accurato.
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Are You Twins?

Are You Twins? invece trova le somiglianze tra i volti di due persone in due immagini diverse e fornisce una percentuale di quanto si assomiglino. Potete provarla con vecchie fotografie dei vostri genitori per stabilire ad esempio chi gli assomigli di più tra voi e i vostri fratelli, oppure con quella della persona famosa a cui assomigliate secondo i vostri amici per capire se vogliono solo lusingarvi o avete davvero un sosia.

Gli attori Luke e Owen Wilson, che sono fratelli, si assomigliano al 73 per cento secondo Are You Twins?:

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Celebs Like Me

Potete anche farvi dire a quale persona famosa assomigliate direttamente da un’AI, grazie a Celebs Like Me, che usa lo stesso sistema di Are You Twins? applicato a una funzione di motore di ricerca per trovare fotografie di persone famose.

Giuliano Poletti non è abbastanza famoso per essere riconosciuto dall’AI di Celebs Like Me,
ma assomiglia abbastanza a Rob Reiner in effetti:

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My Moustache

Un’altra applicazione Microsoft dei sistemi di riconoscimento facciale è My Moustache che capisce se in una fotografia di una persona che gli viene “mostrata” si vedono dei baffi e li analizza in base alla lunghezza, classificandoli in “lame mo”, “getting there” e “ultimate mo”, rispettivamente “baffi sfigati”, “ci stiamo arrivando” e “baffi top”. Nel caso non si disponga di baffi, l’applicazione mostra come si starebbe con dei baffi disegnati. Finora My Moustache ha analizzato più di 78mila immagini e per questo diventa sempre più abile a “vedere” i baffi.

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The Infinite Drum Machine

Questo esperimento di A.I. Experiments si basa solo sui suoni, non sulle immagini, ed è molto divertente, anche se in modo più raffinato di Giorgio Cam. È consigliato a chi ama molto la musica, le percussioni in particolare: è una grande mappa di suoni e rumori (da quello di uno sbadiglio a quello che fa un foglio di carta quando viene strappato, dal suono di uno xilofono al rumore di una “tanica di propano che viene appoggiata sulla ghiaia”) interattiva organizzata dall’AI dietro l’esperimento in base alle caratteristiche comuni. La mappa si può usare per esplorare la grande galleria di suoni e rumori e anche per realizzare sequenze ritmate. Ci potete giocare – o comporre qualcosa – qui.

A.I. Duet

A.I. Duet è un altro esperimento musicale di Google, che permette di suonare insieme a un’AI. Si presenta come una tastiera su cui suonare una breve melodia: l’AI risponde suonandone una sua, composta in risposta sul momento. Il sistema è stato creato usato una tecnica di machine learning: a questa AI non è stato detto quali suoni stiano bene tra loro, le è semplicemente stata fatta “ascoltare” una grandissima quantità di musica, e lo ha capito da sola (o quasi).

Thing Translator

Thing Translator mette insieme la capacità di un’AI di riconoscere le immagini a quella di usare diverse lingue, in particolare l’inglese, lo spagnolo, il francese, il tedesco, l’italiano, il cinese, il giapponese, il coreano, l’hindi e l’olandese. Potrebbe essere molto utile quando si è in viaggio in un paese di cui non si conosce la lingua: riconosce l’oggetto inquadrato dalla fotocamera dello smartphone (se ha sistema operativo Android) o del computer e restituisce la parola per definirla nelle lingue prescelte, ad esempio la propria e quella in cui non ci si riesce a esprimere.

Bird Sounds

Per chi volesse avvicinarsi all’ornitologia Bird Sounds potrebbe essere un buon punto di partenza: è una mappa di suoni come The Infinite Drum Machine ma comprende solo versi di uccelli, dalle anatre ai passerotti, dai falchi ai gabbiani. L’AI del sistema ha messo in ordine una serie di suoni e creato un’enciclopedia interattiva di versi di uccelli. Come The Infinite Drum Machine questo esperimento è chiuso, lo si può solo consultare, non si può usare come Shazam per i suoni degli uccelli fuori dalla nostra finestra a meno di avere un ottimo orecchio.

Visualizing High-Dimensional Space

Questo esperimento è molto meno divertente da usare (bisogna essere piuttosto nerd per giocarci), ma è molto più utile per capire cosa è in grado di fare un’AI, anche solo guardando il video che spiega come funziona. In pratica mostra una mappa di come un’AI dispone una serie di dati – che si tratti di immagini o di parole – che ha analizzato dopo aver “studiato” una grande quantità di questo tipo di dati. Ad esempio, in uno dei casi usati dai programmatori di questo esperimento, l’AI ha imparato a distinguere cifre da 1 a 9 scritte da tante persone diverse: chiedendo all’esperimento di mostrarci “Mnist with images” possiamo osservare come le immagini delle cifre scritte a mano siano riconosciute dall’AI, guardando una specie di mappa del suo “cervello”.

What Dog?

Un altro esperimento utile per gli amanti degli animali è What Dog? di Microsoft, una specie di Shazam dei cani: grazie a un sistema di riconoscimento delle immagini riesce a risalire alla razza dei cani che le vengono mostrati, anche se nella stessa immagine si vede una persona.

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È abbastanza accurato a meno che non ci si voglia prendere gioco di lui.

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