Britain Politics

In Regno Unito si torna a votare

La prima ministra Theresa May ha annunciato a sorpresa nuove elezioni, il prossimo 8 giugno

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(AP Photo/Alastair Grant)

Theresa May, prima ministra del Regno Unito, ha annunciato la sua intenzione di indire elezioni anticipate per il prossimo 8 giugno. Nel sistema politico britannico chi ricopre la carica di primo ministro può decidere in qualsiasi momento di proporre alla Camera di chiudere la legislatura e indire le elezioni anticipate (“snap election”, nel gergo della politica britannica): serve il voto favorevole dei due terzi della Camera, ma il Partito Laburista ha detto negli scorsi mesi che non si opporrebbe e che «è pronto» al voto.

May – che fino a pochi mesi fa aveva detto di voler arrivare alla fine naturale della legislatura – ha spiegato che la decisione presa da lei e dal suo governo è collegata alla scelta degli elettori britannici di uscire dall’Unione Europea, e che è necessario chiarire le questioni ancora aperte visto che il Partito Liberaldemocratico e il Partito Nazionale Scozzese vogliono fare ostruzionismo e ostacolare il negoziato con l’Unione Europea. May ha insistito che bisogna affrontare queste discussioni per tempo e ha spiegato che secondo lei «l’unica via per garantire stabilità al nostro futuro è indire un’elezione per assicurare il supporto necessario alle decisioni che dovrò prendere»; e ha sfidato l’opposizione dicendo «ci avete criticati e sfidati in ogni modo, avete provato a metterci i bastoni tra le ruote: questa è la vostra occasione di dimostrare che la vostra opposizione è seria e concreta e non un rito: votate anche voi per indire le elezioni anticipate».

May vuole cercare una più forte legittimazione popolare mentre inizia il complicato negoziato su Brexit – è diventata capo del Partito Conservatore e di conseguenza prima ministra dopo le dimissioni di David Cameron – e approfittare del momento complicato del Partito Laburista: i sondaggi oggi danno il Partito Conservatore in grande vantaggio. Molti osservatori consideravano questo scenario possibile già da qualche settimana, perché May ha tutto l’interesse ad affrontare un’elezione adesso e non quando i negoziati per Brexit dovessero farsi più complicati e dovessero costringerla a fare compromessi che gli elettori potrebbero non gradire. Le elezioni britanniche si sarebbero dovute tenere nel 2020.

Tim Farron, leader dei Liberal Democratici – storicamente il terzo partito per importanza nel paese, che fu al governo nella maggioranza che sostenne il primo governo di David Cameron – è stato il primo importante politico di opposizione a reagire alle dichiarazioni di May. Ha diffuso un breve comunicato in cui ha accolto con favore la notizia delle nuove elezioni – indicando quindi che il suo partito voterà a favore delle elezioni anticipate – e spiegando che sono l’occasione per evitare la cosiddetta hard brexit: la versione dalla UE che prevede meno compromessi (per esempio sulla permanenza nel mercato unico). Anche Jeremy Corbyn, leader del partito Laburista, ha commentato l’annuncio di May, scrivendo di accogliere positivamente le elezioni anticipate: anche i Laburisti voteranno quindi a favore della proposta della prima ministra.

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