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  • domenica 16 aprile 2017

Come se la sta cavando Mogherini?

È arrivata a metà del suo mandato come alta rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri, e Politico le ha dato una specie di "pagella"

(AP Photo/Hassan Ammar)

Sono passati due anni e mezzo da quando Federica Mogherini è stata nominata alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e vicepresidente della Commissione Europea. Dato che il suo mandato scadrà nel 2019, Mogherini è arrivata più o meno a metà. L’edizione europea di Politico ha quindi chiesto a venti persone esperte di politica estera (ministri, studiosi e anche membri dello staff di Mogherini) di dare un giudizio su come abbia svolto i suoi compiti finora: qui sotto trovare il riassunto di questi giudizi, divisi per temi e valutati da un massimo di A a un minimo di D.

Chi è Mogherini, e cosa fa
Se siete cinture nere di istituzioni europee e/o di politica italiana, potete saltare i due paragrafi che seguono.

Mogherini ha 43 anni ed è nata a Roma. È laureata in scienze politiche e da giovane aveva fatto parte della FGCI, il movimento giovanile del Partito Comunista. Poi entrò nella Sinistra giovanile, movimento giovanile dei Democratici di Sinistra (DS), e successivamente negli stessi DS. In seguito aderì al Partito Democratico. È stata eletta per la prima volta come deputata nel 2008, poi di nuovo nel 2013. Prima della carica attuale aveva fatto brevemente parte del governo di Matteo Renzi. Fu ministro degli Esteri del suo governo per meno di un anno, dal 22 febbraio al 31 ottobre 2014: nel frattempo il Partito Democratico aveva vinto le elezioni europee sfiorando il 41 per cento, Renzi riuscì a farla nominare nella nuova Commissione Europea come alto rappresentante agli Affari Esteri.

Il suo incarico consiste nel rappresentare l’Unione Europea nelle relazioni internazionali con gli altri paesi del mondo: in pratica è la ministra degli Esteri dell’Unione Europea. È un lavoro con molti limiti: prima di tutto perché i paesi dell’Unione hanno a volte posizioni diverse sulla politica estera, e poi perché prima di esprimere qualsiasi posizione su questioni importanti – ad esempio sull’attacco degli Stati Uniti contro una base dell’aeronautica militare siriana del 6 aprile – deve consultare tutti i 28 ministri degli Esteri dell’UE, a meno che non decida di parlare per se stessa. Nel gergo delle relazioni internazionali Mogherini esercita quello che si chiama soft power: la sua influenza e il suo successo nel ruolo che ricopre si misura in quanto riesca a essere convincente facendo appello a risorse intangibili, come i valori condivisi e il ruolo delle istituzioni.

Strategia globale dell’Unione Europea: B
Secondo le persone intervistate da Politico, la strategia globale di Mogherini riflette sia i difetti che i punti di forza dell’Unione Europea. Come molti suoi colleghi delle istituzioni europee, è sembrata eccessivamente ottimista sul peso dell’UE nel mondo (se considerati un’unica entità, i paesi dell’UE rappresentano la prima economia mondiale, e l’organizzazione più generosa quanto ad aiuti internazionali) e convinta della forza del soft power. Gli eventi importanti dell’ultimo anno – Brexit e l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti – hanno messo particolarmente in crisi le premesse di questa strategia, che si fonda sull’assunto che il mondo contemporaneo funzioni grazie al rispetto di regole condivise e alla correttezza diplomatica. Molti hanno comunque apprezzato che Mogherini avesse una strategia coerente: l’obiettivo negli anni finali del mandato sarà bilanciare il soft power con delle prese di posizione che creino qualche conseguenza (o hard power, come le definisce Politico).

Rapporti con l’Iran: A
Nelle trattative per l’accordo sul nucleare iraniano, una delle cose più impegnative di cui si è occupata, Mogherini è riuscita a conciliare soft power e hard power, agendo da mediatrice ma offrendo al contempo soluzioni pratiche. Anche se l’accordo è stato firmato dall’Iran e dai paesi del cosiddetto “5+1”, cioè i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU con potere di veto (Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina) più la Germania, è stato soprattutto un gruppo di quindici funzionari dell’Unione a scrivere le più di cento pagine del testo dell’accordo. Mogherini ha negoziato l’accordo insieme a una squadra di sole donne. Quando l’accordo fu firmato, persino l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama si complimentò con Mogherini.

Coordinare la politica europea: B+
A differenza di Catherine Ashton, la politica britannica che l’ha preceduta nel ruolo di alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Esteri, Mogherini è molto più presente all’interno delle varie istituzioni europee. Presiede gli incontri dei ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi membri quelli dell’Agenzia europea per la difesa (EDA) e si fa spesso vedere in Parlamento. Rispondono a lei anche un gruppo di importanti membri della Commissione, fra cui la potente commissaria al Commercio Cecilia Malmström. La portavoce di Mogherini Maja Kocijančič ha detto a Politico che grazie all’impegno del suo capo ora tra le varie istituzioni europee c’è una «coordinazione molto più forte» sui temi di cui si occupa.

Comunicazione: A
Secondo la pagella di Politico è la comunicazione l’ambito in cui Mogherini ha dimostrato maggiore talento rispetto ad Ashton. Tutte le persone intervistate sono state d’accordo. La comunicazione politica è un ambito abbastanza complesso per le donne, specialmente per quelle che come Mogherini devono avere a che fare con un ambiente – come la politica estera – in cui le donne vengono giudicate in maniera diversa dagli uomini. È stata criticata per aver molto spesso parlato con i media italiani, ma finora ha visitato 182 città di 72 paesi. «A volte sembra un po’ stanca: lo sarei anche io, se avessi i suoi stessi impegni», ha commentato un europarlamentare.

Tra le persone intervistate da Politico, molti uomini hanno detto che Mogherini è «sempre accurata, ma raramente cordiale» o «molto brava in video, ma fredda»: è un parere espresso solo dagli uomini. La ministra degli Esteri argentina Susana Malcorra l’ha molto elogiata per il suo stile comunicativo: «Il suo modo di parlare tranquillo le ha permesso di spingere per raggiungere un compromesso nei casi in cui ce n’era bisogno, e di essere la voce della coscienza quando richiesto. È diventata molto brava a gestire il difficile equilibrio tra questi due aspetti apparentemente in contrasto tra loro».

Questione dei migranti: B-
È uno dei temi più difficili su cui Mogherini si è dovuta impegnare. Ha cercato di aumentare l’attenzione dell’Unione Europea per ciò che succede fuori dai suoi confini e ha avuto alcuni successi nei rapporti con paesi che non fanno parte dell’Unione (tra cui la Turchia) per provare a risolvere i problemi all’origine degli spostamenti dei migranti. In questo ambito però bisognerà aspettare per dare un giudizio definitivo sul suo operato: l’Unione Europea sta ancora negoziando con alcuni paesi africani per raggiungere degli accordi sui problemi all’origine dei fenomeni migratori, e bisognerà vedere se accordi di questo tipo funzioneranno davvero.

Cooperazione sul tema della difesa: B+
Sei mesi dopo aver avviato la sua strategia globale, Mogherini ha ottenuto che tutti i paesi membri dell’Unione fossero d’accordo sulla possibilità di effettuare operazioni militari coordinate dall’UE, un grande risultato considerato che si è molto lontani da un possibile esercito comune europeo. Un funzionario della NATO ha spiegato a Politico che Mogherini è in ottimi rapporti con il segretario generale Jens Stoltenberg: i due si conoscono da quando erano giovani e facevano entrambi parte di movimenti politici giovanili di sinistra. Fin dall’inizio del suo mandato Mogherini ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra UE e NATO.

Balcani: D+
Fino alla fine del 2016 Mogherini si è occupata poco della situazione politica dei paesi dei Balcani, sebbene avesse detto di aver paura che la Russia e la Turchia stessero usando le loro influenze su questa regione per creare destabilizzazione. All’inizio di marzo è andata in visita al Parlamento serbo e i deputati nazionalisti l’hanno contestata rumorosamente facendo dei cori contro l’Unione Europea. In tre giorni ha visitato sei paesi dei Balcani e l’errore più grossolano lo ha fatto quando ha detto che la forza politica internazionale che ha fatto di più per aiutare i Balcani è stata l’Unione Europea: un diplomatico bosniaco, sopravvissuto all’assedio di Sarajevo, ha detto a Politico di aver trovato offensiva questa frase, dato che nella guerra in Jugoslavia degli anni Novanta l’UE rimase soprattutto a guardare.

Russia: C-
Sin da quando era ministro degli Esteri italiano, Mogherini è accusata di essere un po’ filorussa. In particolare sono stati i paesi dell’Europa centro-orientale a lamentarsi dell’atteggiamento di Mogherini verso la Russia di Vladimir Putin, dicendo che l’alta rappresentante per gli Esteri è sembrata spesso ignorare le minacce che questi paesi vedono nell’aggressività russa in politica estera. Mogherini e i suoi collaboratori pensano che serva un atteggiamento di maggiore compromesso nei rapporti con la Russia. Per quanto riguarda la propaganda russa e il fatto che diffonda notizie false, Mogherini ha comunque una squadra di collaboratori che si occupa di segnalare i casi di manipolazioni delle informazioni.

Siria: D
Il voto più basso della pagella Mogherini lo ha preso sulla questione della guerra in Siria. La sua posizione è che non ci dovrebbe essere una risposta militare da parte dei paesi occidentali ma che bisognerebbe trovare una soluzione all’interno delle soluzioni offerte dall’ONU. Il ruolo dell’Unione Europea con il suo soft power è rimasto molto marginale, fin dall’inizio della guerra. Per Mogherini il più grande dei successi sarebbe riuscire a mediare tra Stati Uniti e Russia per trovare una posizione comune sul futuro processo di pace.

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