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  • venerdì 14 aprile 2017

Il compromesso tra Alitalia e sindacati

Dopo il nuovo piano di rilancio, gli scioperi e le complicate trattative c'è una bozza che prevede meno tagli e licenziamenti: dovrà essere votata in un referendum dai dipendenti

Aereoporto di Fiumicino. Sciopero e corteo dei lavoratori precari di Alitalia, Roma, 5 aprile 2017 (LaPresse - Carlo Lannutti)

Alitalia e i sindacati hanno raggiunto una specie di accordo che ora dovrà essere votato in un referendum tra i dipendenti della compagnia aerea. Sono settimane che la situazione tra i sindacati e la compagnia aerea è complicata: a metà marzo Alitalia aveva annunciato un piano di rilancio aziendale per gli anni 2017-2021 che prevedeva un aumento dei ricavi e un taglio dei costi compresi quelli per il personale e per i salari, c’erano stati degli scioperi dei dipendenti, uno lo scorso 20 marzo e uno il 5 aprile, e c’erano state lunghe trattative tra sindacati e rappresentanti del governo, poi tra i rappresentanti del governo con i dirigenti della compagnia aerea e infine su un tavolo comune al ministero del Lavoro. Il ministero dello Sviluppo economico aveva stabilito il termine ultimo delle trattative per trovare un compromesso sui tagli e il rilancio alla mezzanotte del 13 aprile. Le discussioni sono in realtà andate oltre la mezzanotte, ma una bozza di accordo è stata raggiunta.

Per quanto riguarda il numero degli esuberi del personale a tempo indeterminato, nel documento si legge che c’è stata una riduzione dagli originali 1.338 a 980 attraverso il superamento «dei progetti di esternalizzazione delle aree manutentive e di altre esternalizzazioni, il ricorso alla cassa integrazione straordinaria entro il maggio 2017 per due anni, l’attivazione di un programma di politiche attive del lavoro (riqualificazione e formazione del personale) e misure di incentivazione all’esodo, e miglioramenti di produttività ed efficienza».

Per quanto riguarda il personale di bordo, la bozza prevede «scatti di anzianità triennali con il primo scatto nel 2020, un tetto di incremento retributivo in caso di promozione pari al 25%, l’applicazione ai neoassunti dei livelli retributivi Cityliner (compagnia regionale sussidiaria di Alitalia per voli a breve raggio, ndr) indipendentemente dall’aeromobile d’impiego». Inoltre è prevista la riduzione di un o una assistente di volo negli equipaggi a lungo raggio e una riduzione dei riposi dai 120 annuali a 108 con minimo di 7 al mese. Anche in questo caso saranno previsti degli incentivi per gli esodi di piloti e assistenti di volo. Per il personale di volo part-time ci sarà poi un ricalcolo delle fasce di indennità di volo oraria e al termine dei contratti di solidarietà saranno valutate le possibilità di trasformazione del part-time in base alle esigenze dell’azienda. Per quanto riguarda il taglio delle retribuzioni la riduzione è stata diminuita.

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, hanno commentato positivamente la bozza di accordo: «Le parti hanno firmato un verbale di confronto che riporta la struttura di un possibile accordo migliorativo per il numero degli esuberi, per le esternalizzazioni, per i tagli alle retribuzioni», ha detto il primo; «Abbiamo fatto il massimo sforzo possibile per avvicinare le parti», ha dichiarato Delrio; «Da parte nostra c’è lo stato lo spirito di accompagnamento per un’azienda che non vuole solo uscire da una situazione di difficoltà», ha concluso Poletti.

Tra i sindacati ci sono invece commenti discordanti: la segretaria generale della CISL, Anna Maria Furlan, ha parlato di «risultato importante», meno convinta si è invece dimostrata Susanna Camusso della CIGL: «Abbiamo definito un verbale di confronto che sottoporremo al giudizio dei lavoratori la prossima settimana con un referendum vincolante». I sindacati si sono impegnati ad organizzare il referendum entro la prossima settimana. Se il voto dei lavoratori e delle lavoratrici dovesse essere positivo l’intesa verrebbe avviata seguendo le linee guida della bozza. Alcune sigle sindacali si sono però già dissociate dall’intesa e questo nei prossimi giorni potrebbe complicare le cose. Per ora è già stato annunciato uno sciopero generale per il prossimo 21 aprile.

Lo scorso 15 marzo, il Consiglio di amministrazione di Alitalia aveva approvato il nuovo piano industriale per il periodo 2017-2021. L’azienda aveva inizialmente pianificato di mettere in atto duemila esuberi, il 70 per cento dei quali composto da personale di terra e che lavora negli uffici. L’obiettivo era di ridurre di un terzo le spese per il personale. In tutto, la compagnia puntava a generare risparmi per un miliardo di euro in tre anni, al ritmo di poco più di 300 milioni l’anno. Dallo scorso dicembre, Alitalia si era trovata in una nuova situazione di crisi. Nel 2016 aveva perso circa 400 milioni e aveva avuto bisogno di un intervento dei soci e delle banche creditrici per evitare il fallimento.

(Perché si parla di nuovo di Alitalia)

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