La storia delle foto di E. Jason Wambsgans, che hanno vinto il Pulitzer

Il fotografo del Chicago Tribune ha vinto per il reportage su un bambino di dieci anni che prova a tornare a una vita normale dopo essere stato ferito accidentalmente in una sparatoria

Pulitzers Feature Photography
(E. Jason Wambsgans/The Chicago Tribune/Columbia University via AP)

Il fotografo E. Jason Wambsgans del Chicago Tribune ha vinto il premio Pulitzer nella categoria Feature Photography, per le sue foto di un bambino di dieci anni, Tavon Tanner, e di sua madre, Mellanie Washington, mentre insieme provano a superare il trauma di una sparatoria alla quale è sopravvissuto Tavon. Wambsgans lavora al Chicago Tribune dal 2002 e negli ultimi 4 anni si è specializzato nel raccontare le violenze di strada a Chicago: il reportage premiato è questo qui, le fotografie sono accompagnate da un testo di Mary Schmich.

Tavon Tanner è stato colpito da un proiettile la sera dell’8 agosto 2016, mentre si trovava con sua madre sul portico di casa sua, in West Polk Street, nel quartiere di Lawndale, Chicago: è stato colpito alla schiena vicino alla base del midollo spinale e il proiettile ha danneggiato il pancreas, lo stomaco, la milza, un rene e il polmone sinistro. I danni hanno richiesto otto operazioni chirurgiche, di cui una per rimuovere il proiettile dopo diverse settimane. I motivi della sparatoria non sono ancora chiari, ma è probabile che Tanner sia stato colpito per sbaglio, in un quartiere in cui le sparatorie sono comuni: qualche ora prima ce ne era stata un’altra poco distante ed era morto un uomo di 22 anni. La donna che viveva sopra la casa di Tanner e della sua famiglia è stata arrestata e accusata per l’omicidio, ma le indagini sono ancora in corso e non ci sono prove che le due sparatorie siano collegate.

Negli ultimi anni Wambsgans ha provato diversi approcci per raccontare per immagini le storie della violenza di strada. Da gennaio a dicembre 2016, a Chicago 24 bambini di 12 anni o più piccoli sono stati vittime di sparatorie: Wambsgans e Schmich hanno passato gran parte dello scorso anno con alcuni di loro e le famiglie, ma per una ragione o per l’altra seguire le loro storie è stato difficile e hanno dovuto rinunciare. Con la madre di Tanner è stato diverso. Washington ha 39 anni e tre figli, tra cui Tavon e Taniyah, che sono gemelli. Si era trasferita nel quartiere quando i gemelli avevano 9 anni, mentre prima viveva nella casa di una zia a West Side, poco distante da quella del padre di Tanner, morto nel 2007 per un colpo partito accidentalmente dalla sua pistola.
Ora Tanner e la sua famiglia sono tornati a vivere nella casa della zia di Washington, che dividono con un’altra zia e quattro cugini. Di notte Tanner condivide un materasso ad aria nel soggiorno.

Le foto e il testo dei giornalisti del Chicago Tribune raccontano i mesi successivi all'”incidente”, come lo chiama Washington, le paure di Tanner e dei suoi fratelli, il rientro a scuola e le difficoltà a riprendere una vita normale.
Wambsgans ha incontrato Tanner e la sua famiglia verso la fine dell’estate dello scorso anno e ha passato molto tempo con loro, spesso anche senza scattare fotografie. Il Chicago Tribune però ha raccontato che una delle foto più suggestive, quella di Tavon che si alza la maglietta per mostrare la cicatrice, è stata scattata circa 10 minuti dopo che si erano conosciuti. Wambsgans ha scattato due immagini e si è fermato: «Sapeva di avere la sua foto».

Pulitzers Feature Photography
(E. Jason Wambsgans/The Chicago Tribune via AP)

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