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Si litiga per una poltrona di Gio Ponti

Due diverse aziende lombarde dicono di avere l'esclusiva per produrre una sedia progettata dal famoso designer italiano, e dovrà decidere un tribunale

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(foto: Molteni)

Gio Ponti è stato uno dei più importati architetti e designer italiani: i suoi progetti di design – si è occupato molto di arredamento – sono ancora, a quasi 40 anni dalla sua morte, prodotti e apprezzati. Repubblica ha raccontato che proprio intorno a una poltrona da lui progettata, nelle ultime settimane, c’è stato un litigio tra due aziende di mobili lombarde, la Molteni&C e la Cassina, che sostengono entrambe di avere diritto all’esclusiva sulla sua produzione. Al momento un tribunale ha dato ragione alla Molteni, ma una decisione definitiva arriverà nei prossimi mesi.

Una poltrona per due: è il caso sulla bocca di tutti al Salone del mobile. Una contesa tra Molteni&C e Cassina, tra i migliori marchi del made in Italy, che mette in mezzo un padre fondatore del nostro design: Gio Ponti. Molteni e Cassina presentano la stessa poltrona firmata Ponti. Molteni la chiama D.156.3 «in accordo con gli eredi », spiega l’azienda, e Cassina 811, «come nei documenti in nostro possesso», precisa il direttore generale Gianluca Armento. In più, lunedi Cassina pubblica un’inserzione pubblicitaria sui giornali con l’immagine della poltrona e la scritta «l’originale», come a sottintendere che l’altra non lo sia. Un atto di guerra inatteso, in un ambiente dove in genere i pettegolezzi sul fatto di copiarsi l’un l’altro sono temperati da una reciproca stima.

L’ambiente è la Brianza dei mobilieri: Molteni&C è di Giussano, Cassina di Meda, a sette chilometri di distanza. Ma sulla poltrona di Ponti i due marchi sono lontanissimi. «Per Cassina» spiega Armento «i lavori di falegnameria di Gio Ponti sono stati fin dagli anni 50 esperienze fondative e identitarie dell’impresa. Sulla poltrona, considerato che c’è un contenzioso legale, preferisco non dire niente». Gio Ponti ebbe in effetti un ruolo importante nel successo di Cassina, che attualmente ha in catalogo due sue sedie, la 646 e la 699, celebri con il nome di Superleggera. Molteni rivendica di aver ottenuto dagli eredi di Ponti, titolari dei diritti d’autore, la licenza per produrre in esclusiva la poltrona contesa. E gli eredi Giulio Ponti, Letizia Frailich Ponti, Paolo Rosselli, Salvatore e Matteo Licitra confermano. «I marchi che producono oggetti di Gio Ponti sono molti» spiega Salvatore Licitra «da Sambonet a Fontana arte, da Poltrona Frau a Venini. Con Cassina per molti anni abbiamo cercato di riprendere pezzi storici, ogni volta però ci siamo arenati subito su contratti e royalties.

(Continua a leggere sul sito di Repubblica)

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