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  • venerdì 24 marzo 2017

Le ultime notizie sull’attentato di Londra

È stata diffusa la prima foto dell'attentatore, il numero delle persone uccise è salito a cinque e ieri sera c'è stata una grande veglia a Trafalgar Square

(NIKLAS HALLE'N/AFP/Getty Images)

Giovedì sera la polizia di Londra ha detto che un uomo di 75 anni che era rimasto ferito nell’attentato di Londra è morto a causa delle ferite riportate. L’uomo, identificato come Leslie Rhodes, è la quinta persona rimasta uccisa nell’attacco: le altre sono il poliziotto Keith Palmer, accoltellato fuori dal Parlamento, la britannica Aysha Frase e lo statunitense Kurt Cochran, investiti sul ponte di Westminster, e l’attentatore Khalid Masood, ucciso da colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia. Altre quattro persone sono ancora ricoverate in ospedale in gravi condizioni. Mark Rowley, responsabile dell’anti-terrorismo di Scotland Yard, la polizia di Londra, ha aggiunto che finora sono state arrestate dieci persone tra Birmingham e Londra, nove delle quali sono ancora in custodia. Sono state fatte perquisizioni in 16 luoghi diversi e altre cinque sono in corso e sono state sequestrate migliaia di documenti. La polizia ha già parlato con circa 3.500 testimoni. Venerdì sono state diffuse due foto di Masood: la prima risale a quando frequentava le scuole superiori, mentre la seconda è una foto segnaletica recente.

masood
(Polizia metropolitana di Londra)

L’identità dell’attentatore era già stata diffusa ieri: da quando si era convertito all’Islam si faceva chiamare Khalid Masood, ma il nome sul suo certificato di nascita era Adrian Russell Ajao e per un certo periodo si fece chiamare anche Adrian Elms. Masood aveva 52 anni, era nato nel Kent, una contea dell’Inghilterra nel sud-est di Londra. Aveva precedenti penali per aggressione e possesso illegale di armi – fu condannato per la prima volta quando aveva 19 anni – ma non fu mai condannato per reati legati al terrorismo. Fu indagato solo una volta per attività legate all’estremismo, ma fu classificato dall’intelligence britannica come un soggetto “a basso rischio”: come hanno confermato le autorità, la polizia e i servizi di sicurezza del Regno Unito stanno monitorando per terrorismo circa tremila cittadini britannici, ma Masood non era tra questi. Dalle informazioni diffuse finora, si sa che Masood di recente aveva vissuto a Birmingham, nella contea di West Midlands; si pensa però che in passato avesse anche vissuto per dei periodi a Crawley (contea di West Sussex), a Rye e Eastbourne (contea di East Sussex), a Luton e a Londra.

Intanto giovedì sera si è tenuta a Londra una grande veglia in ricordo dei morti nell’attacco. Migliaia di persone si sono riunite a Trafalgar Square, nel centro città, alla presenza del sindaco di Londra Sadiq Khan e del ministro dell’Interno Amber Rudd. I londinesi e i turisti presenti hanno acceso candele e portato fiori e messaggi, ed è stato osservato un minuto di silenzio.

L’attentato è iniziato attorno alle 15.40 ora italiana di mercoledì 22 marzo. Masood era a bordo di un’auto presa a noleggio: ha investito diverse persone sul ponte di Westminster, prima di schiantarsi contro il cancello che circonda il palazzo di Westminster, che ospita il Parlamento britannico. Poi è sceso dall’auto armato e ha accoltellato un poliziotto, prima di essere ucciso da altri agenti di polizia con alcuni colpi di arma da fuoco. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico (o ISIS), che però non ha fornito informazioni che potrebbero far pensare a un attacco “diretto” dai vertici del gruppo. Per avere più informazioni al riguardo bisognerà aspettare il risultato delle indagini in corso. Come hanno notato alcuni giornalisti, Masood era molto più anziano rispetto ai responsabili di altri attentati del genere compiuti in Occidente. L’ultima volta che un uomo della sua età aveva compiuto un attentato è stato a Sydney, in Australia, fra il 15 e il 16 dicembre 2014, quando il 50enne Man Haron Monis prese 18 persone in ostaggio in una cioccolateria Lindt.

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