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  • martedì 21 marzo 2017

In un pezzo di Camerun non c’è internet da due mesi

Il governo di Paul Biya – il capo di stato al potere da più tempo al mondo – ha chiuso l'accesso alla rete nella regione anglofona, che protesta per avere più autonomia e meno discriminazioni

L'imprenditrice camerunense Mallah Tabot lavora con un computer a Yaoundé, la capitale del Camerun, il 10 settembre 2016; Tabot, che è nata nella Regione del Sudovest ha creato l'app Ndolo360 pensata per dare informazioni di educazione sessuale ai giovani in modo anonimo (Ngala Chimtom/picture-alliance/dpa/AP Images)

Dal 17 gennaio nelle regioni del Camerun in cui si parla inglese il governo impedisce l’accesso a internet. Il blocco di internet – che tra i vari disagi impedisce a molte banche di lavorare e di permettere i prelievi di denaro – è stato deciso in risposta agli scioperi di insegnanti, avvocati, giornalisti e poi altre categorie professionali secondo cui la minoranza anglofona del Camerun sarebbe discriminata in varie forme dal governo nazionale. Le proteste sono cominciate cinque mesi fa nella forma delle “Ghost Towns”, città completamente in sciopero, e sono state represse con l’arresto di più di cento persone e la messa al bando di gruppi e organizzazioni che sostenevano i manifestanti, tra cui il Cameroon Anglophone Civil Society Consortium (CACSC) e il Southern Cameroons National Council (SCNC). Almeno sei persone sono morte da dicembre nelle occasioni in cui la polizia e l’esercito hanno sparato sui manifestanti per reprimere le proteste.

Il Camerun è un paese dell’Africa centrale grande una volta e mezzo l’Italia: confina a nord-ovest con la Nigeria, a est con il Ciad e con la Repubblica Centrafricana, a sud con il Congo, il Gabon e la Guinea Equatoriale. Il blocco di internet riguarda la regione del Nordovest (la cui città principale è Bamenda) e la regione del Sudovest (la cui città principale è Buea). Dei 22 milioni di abitanti del paese, il 20 per cento parla in inglese come lingua principale e vive in queste due regioni, che sono vicine al confine con la Nigeria. Nel resto del paese la popolazione parla principalmente il francese.

Perché in Camerun si parla sia in francese che in inglese

Spesso nei paesi africani le lingue più parlate sono quelle imposte alla popolazione durante la colonizzazione europea; dato che furono soprattutto britannici e francesi a colonizzare l’Africa, sono queste le due lingue più diffuse. In Senegal per esempio la lingua ufficiale è il francese, mentre in Ghana è l’inglese. Il caso del Camerun è particolare perché il paese europeo che lo colonizzò, a partire dal 1884, fu la Germania, o meglio l’Impero tedesco. Con la sconfitta della Germania nella Prima guerra mondiale, nel 1919 il Camerun fu diviso in due parti: il più grande Camerun Francese, a est, e il più piccolo Camerun Britannico, lungo il confine con la Nigeria. Il paese fu riunito nel 1961, un anno dopo l’indipendenza del Camerun Francese. Da allora, a differenza di molti altri paesi africani, non ci sono stati colpi di stato e la situazione politica è abbastanza tranquilla, sebbene il paese non si possa definire una democrazia.

Dal 1982 il presidente del Camerun è Paul Biya: è il leader politico al potere da più tempo al mondo. Biya ha 82 anni e curiosamente nel mondo è più noto per sua moglie Chantal e per le sue imponenti acconciature che per le violazioni dei diritti umani nel corso del suo lungo regime. Biya è francofono e francofone sono la maggior parte delle persone che lavorano nelle istituzioni del Camerun, nonostante la Costituzione dica che il paese «adotta l’inglese e il francese come lingue ufficiali di uguale valore». I manifestanti anglofoni ritengono che chi parla inglese sia discriminato sia perché non sufficientemente rappresentato sia perché le persone comuni che non capiscono il francese sono marginalizzate nella società per il fatto di non essere bilingui. Le prime tensioni tra anglofoni e francofoni sono iniziate negli anni Novanta; da sempre tra gli anglofoni ci sono molti oppositori di Biya.

Le proteste degli anglofoni e il blocco di internet

Nelle regioni del Nordovest e del Sudovest del Camerun il sistema giudiziario e il sistema scolastico sono tuttora impostati come nei paesi colonizzati dai britannici, tuttavia secondo insegnanti e avvocati le cose non funzionano bene: il governo li trascura e destina loro meno fondi rispetto alla ricchezza che trae sfruttando le risorse petrolifere del paese. Le proteste contro il governo sono iniziate per questa ragione e mettono insieme le posizioni moderate di chi chiede semplicemente un ritorno al federalismo in vigore nel paese tra il 1961 e il 1972, e quelle più radicali di chi vorrebbe l’indipendenza delle regioni anglofone dal Camerun. Il governo è contrario a entrambe le opzioni e probabilmente ha reagito in modo particolarmente duro anche perché nel 2018 si terranno le elezioni presidenziali.

Il blocco di internet è stato indetto secondo molti osservatori per impedire ai giornalisti di scrivere notizie dal punto di vista dei manifestanti e che diano conto delle loro posizioni. Il 22 febbraio il sindacato dei giornalisti del Camerun ha denunciato le pressioni delle autorità sui mezzi di comunicazione riguardo alla questione.

Dopo il blocco di internet, gli abbonati di quattro operatori di telefonia mobile attivi nel paese hanno ricevuto una serie di messaggi tutti uguali provenienti dal ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni: i messaggi invitano le persone a non usare i social network per diffondere notizie false. I messaggi dicono: «Caro abbonato, rischia da 6 mesi a 2 anni di prigione e una multa da 5 a 10 milioni di franchi [tra i 7mila e il 15mila euro] se pubblica o diffonde notizie false sui un social network».

A causa del blocco di internet, i giornalisti che lavorano nelle regioni anglofone del Camerun devono fare avanti e indietro in quelle francofone per poter lavorare, ma questo non è ovviamente l’unico danno alle vite delle persone e all’economia provocato dal blocco dell’accesso alla rete: oltre a impedire in gran parte il funzionamento delle banche, sta danneggiando anche tutte le aziende che lavorano molto con internet. Tra queste ci sono le startup della zona vicina a Buea, soprannominata “Silicon Mountain” perché si trova attorno al monte Camerun, la montagna più alta del paese.

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