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Stasera cinema?

"La Bella e la Bestia" con Emma Watson, soprattutto: ma anche un apprezzato film d'azione con Keanu Reeves, "Loving" e un altro "The Ring"

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(Da "La Bella e la Bestia")

Questa settimana di cinema sembra dare ragione a quelli che dicono che quelli che fanno cinema hanno finito le idee o comunque si sono impigriti e anziché fare cose nuove rifanno quelle vecchie. Sono usciti The Ring 3 e John Wick – Capitolo 2 e poi c’è La Bella e la Bestia, rifatto con attori veri (e tanti effetti speciali) al posto dei disegni del 1991. Ma le canzoni sono quelle, e bene o male anche i personaggi. Se cercate invece una cosa nuova (che racconta però una storia vera vecchia di qualche decennio) si sono dette buone cose di Loving, con Joel Edgerton e Ruth Negga. Ma i numeri sugli incassi di giovedì (il primo giorno con i nuovi film in sala), e anche semplicemente la logica, dicono che se questo weekend andrete al cinema, molto probabilmente lo farete per vedere La Bella e la Bestia.

La Bella e la Bestia

È della Disney, ma non è un film d’animazione e fa parte di una serie di progetti che ha portato e porterà la società a rifare vecchi film in un nuovo modo: è successo con Il libro della giungla e succederà con Dumbo, Il re leone e Aladdin, tra gli altri. In questo caso è il remake del film del 1991 che fu il primo film d’animazione a essere nominato per l’Oscar al Miglior film (poi vinto dal Silenzio degli innocenti). È costato molto – 160 milioni di dollari – e i protagonisti sono Emma Watson e Dan Stevens, ma ne cast ci sono anche Luke Evans, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Emma Thompson e Ian McKellen. La storia dovreste saperla, ma nel caso è qui. Nel caso saprete anche le canzoni, che sono quasi tutte uguali e, nella versione italiana, in italiano (in La La Land erano in inglese, invece). Il regista del film è Bill Condon: lo sceneggiatore di Chicago (l’ultima musical a vincere l’Oscar per il Miglior film) e il regista degli ultimi due Twilight. 

La Bella e la Bestia dura circa mezz’ora in più rispetto al film del 1991 ma è stato descritto come molto simile: nei personaggi, nella storia, nelle cose dette e mostrate. Una novità rispetto a quel film sta nel personaggio di Le Tont che ora è interpretato da Josh Gad ed è gay: o meglio, viene fatto ampiamente capire che è innamorato di Gaston. Parlando invece delle recensioni: a pochi è piaciuto più di quello del 1991 (per esempio ad Alex Abad-Santos di Vox); altri hanno detto che non è a quel livello ma è comunque un film piacevole, vivace e ben recitato, soprattutto da Watson, altri ancora ne hanno parlato piuttosto male. Marina Pierri ha scritto su Wired che c’è una «ricostruzione fedele fino al parossismo» e che il film «procede quasi sempre con il pilota automatico». Comunque meglio della più recente versione (non Disney) del 2014 con Vincent Cassel e Léa Seydoux: piacque pochino e non incassò molto. La Bella e la Bestia sembra invece possa fare molti soldi: solo nel primo giorno in Italia ha avuto incassi di oltre 800mila euro.

John Wick – Capitolo 2

È un thriller e d’azione (ma qualcuno ne parla anche come di un neo-noir) diretto da Chad Stahelski, che è stato per anni uno stuntman e aveva già diretto il primo John Wick, che uscì nel 2014. Il protagonista è sempre Keanu Reeves – che fa una parte che gli riesce particolarmente bene – e nel cast del film, in parte girato in Italia, ci sono Riccardo Scamarcio, Claudia Gerini e Franco Nero (quello di cui Sergio Corbucci, il regista di Django, disse: «Ford aveva John Wayne, Leone aveva Clint Eastwood, io ho Franco Nero»). Riassunto per chi non c’era: John Wick è un ex assassino che decide di ritirarsi a vita privata ma qualcuno lo fa decisamente arrabbiare e lui si rimette a fare il vecchio lavoro da assassino, in cui è bravissimo. Il personaggio interpretato da Wick faceva quindi quello che doveva fare e poi si rimetteva tranquillo. John Wick – Capitolo 2 è un film d’azione: facile immaginare che non resti tranquillo molto.

John Wick piacque (ma non tantissimo) e incassò bene (ma non benissimo). John Wick – Capitolo 2 ha già incassato 150 milioni di dollari (quasi il doppio di quelli incassati dal primo) e ai critici è piaciuto più di quanto si potrebbe pensare leggendo il tipo di film che è. Robert Nepoti ha scritto su Repubblica che «Stahelski non ama le scene d’azione dal montaggio frenetico ormai di regola nell’action-thiller: preferisce le inquadrature lunghe e ben leggibili, dove Keanu Reeves e i suoi nemici si esibiscono in combattimenti coreografici senza bisogno di (troppi) effetti speciali» e sul sito I 400 Calci (un sito italiano sul cinema, soprattutto di questo tipo) Casanova Wong Kar-Wai (usano tutti pseudonimi su quel sito) ha scritto che «è forse l’action movie americano più divertente e scatenato degli ultimi anni». Si può vedere anche senza il primo, potrebbe interessare soprattutto agli appassionati del genere e una delle cose di cui si è parlato meglio è la recitazione di Reeves, che negli anni ne ha fatti tanti, non solo d’azione.

Loving

È un film di Jeff Nichols (quello di Mud) che racconta la storia vera di Richard e Mildred Loving, interpretati da Joel Edgerton e Ruth Negga. Richard era bianco, Mildred era nera: i due vivevano negli Stati Uniti e si sposarono negli anni Cinquanta. Furono però condannati e incarcerati perché il loro matrimonio misto era considerato illegale. I coniugi Loving nel 1967 impugnarono la sentenza alla Corte Suprema, che diede loro ragione e abolì tutte le restrizioni legali sui matrimoni tra neri e bianchi.

Il film è stato presentato al Festival di Cannes, dove alla fine ci furono cinque minuti di applausi (ma da quelle parti spesso esagerano, sia in negativo che in positivo). Poi se ne parlò come di uno dei film che avrebbe potuto giocarsi qualche carta agli Oscar: alla fine ottenne solo una nomination (a Ruth Negga, come Migliore attrice protagonista), senza vincere niente. Non è che però sia diventato un film brutto, anzi a doverne scegliere uno è, tra quelli di questa settimana, quello di cui i critici hanno parlato meglio. Per riassumere tante opinioni in poche righe: è un film che racconta una storia vera e lo fa in modo onesto, senza esagerazioni e senza troppe complicazioni di regia o sceneggiatura. Ann Hornaday ha scritto sul Washington Post che anziché ripetere i fatti del processo, «Nichols fa la controintuitiva decisione di permettere ai suoi personaggi di vivere davanti alla cinepresa». Riguardo alla semplicità, un video di Screen Prism ha mostrato e raccontato quella visiva che c’è nel film.

Ma anche

Un film con un approccio simile a Loving – semplicità, capacità di far emozionare, nessuna ambizione di fare qualcosa di unico e diverso da tutto il resto – è Il diritto di contare, nei cinema dalla settimana scorsa. Se a un film d’azione un po’ atipico con Keanu Reeves preferite un film d’azione con elicotteri, esplosioni e mostri giganti, c’è Kong Skull: Island, e se ancora non l’avete visto sappiate che si sono dette molte belle cose su Logan con Hugh Jackman che fa Wolverine (per l’ultima volta, ha detto). Se niente di tutto questo vi soddisfa sono usciti anche Un tirchio quasi perfetto (una commedia francese con Dany Boon, quello di Giù al Nord) e The Ring 3, una rielaborazione di quella cosa su una misteriosa videocassetta che dopo qualche giorno uccide chi la guarda, eccetera, eccetera. Justing Chang del Los Angeles Times ha scritto «Non c’è nemmeno un momento in cui il film riesca a produrre almeno una singola sequenza di sostenuta tensione, o un fremito di terrore».

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