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  • mercoledì 8 marzo 2017

Ahmadinejad deve aver cambiato idea su Twitter

di Erin Cunningham – Washington Post

Dopo averlo vietato durante il suo mandato, qualche giorno fa l'ex presidente dell'Iran ha iniziato a usarlo

L'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel 2012 (AP Photo/Bebeto Matthews, File)

L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad fu il leader che ordinò il divieto di usare Twitter nel paese, ma ora ha fatto il suo debutto sul social network, pubblicando un video-messaggio in inglese e tweet che incoraggiavano alla misericordia e all’amore. Lontano dai social network Ahmadinejad è meglio conosciuto come un conservatore intransigente che si è dato molto da fare per censurare internet, bloccando Facebook e Twitter durante alcune proteste contro il governo nel 2009. Domenica, però, dall’account Twitter in cui compare il suo nome e in un video messaggio personalizzato, che era stato creato a gennaio, hanno iniziato a essere pubblicati diversi tweet. L’ex presidente iraniano ha già superato i 19mila follower ed importanti collaboratori hanno iniziato a ritwittare i suoi post. Ahmadinejad si è anche attirato alcune prese in giro da parte di iraniani e altri utenti di Twitter, alcuni dei quali hanno scherzato sulla prospettiva di una potenziale guerra sul social network con il presidente americano Trump, una altro prolifico frequentatore di Twitter. Tecnicamente in Iran Twitter è ancora vietato, ma viene usato da sempre più funzionari del paese, tra cui Ali Khamenei, la Guida suprema iraniana (la principale carica politica e religiosa in Iran) e il presidente in carica Hassan Rouhani.

«Seguimi su @Ahmadinejad1956: sono io», dice Ahmadinejad in un breve video messaggio pubblicato domenica, in cui parla in inglese ed è in piedi di fianco a una bandiera iraniana, mentre lunedì ha scritto: «Il creatore misericordioso ha creato tutti gli esseri umani dall’essenza dell’amore», e «amiamoci l’un l’altro».

Il tono dei tweet di Ahmadinejad è distante dalla sua immagine politica di aizzatore populista che sfidava l’Occidente. Ahmadinejad è rimasto in carica come presidente dell’Iran per due mandati, dal 2005 al 2013, un periodo in cui nel paese è peggiorata la situazione relativa ai diritti umani, si è diffusa la corruzione e l’Iran divenne sempre più isolato dal resto del mondo.
Alla fine dell’anno scorso si era iniziato a parlare di Ahmadinejad come di un potenziale grande rivale di Rouhani, che si è candidato per un secondo mandato alle elezioni che si terranno questa primavera. Khamenei, però, che ha una grande influenza sul processo politico iraniano aveva esortato Ahmadinejad ad abbandonare ogni eventuale ambizione presidenziale prima del voto di maggio. Ciononostante, Ahmadinejad è considerato una personalità influente e un possibile candidato di disturbo. A febbraio il suo ex vicepresidente Hamid-Reza Baghaei ha annunciato di volersi candidare alla presidenza, con una mossa che secondo l’opinione diffusa ha l’appoggio di Ahmadinejad.

Ahmadinejad non è l’unico integralista iraniano ad aver iniziato a usare Twitter negli ultimi mesi. L’elenco comprende anche l’editore ultraconservatore del giornale Kayhan. Secondo l’ONG di New York International Campaign for Human Rights in Iran altre organizzazioni affiliate ai conservatori, come l’agenzia di stampa Mizan News Agency e addirittura alcune aziende gestite dallo stato, hanno account Twitter. In tutto questo, nella sua bio su Twitter Ahmadinejad è descritto come «Marito, Papà, Nonno, Professore Universitario, Presidente, Sindaco, Iraniano Orgoglioso».

© 2017 – Washington Post

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