General Motors vuole vendere Opel, e c’è un po’ di preoccupazione

Potrebbe comprarla il gruppo francese PSA, proprietario di Peugeot e Citroën, e i sindacati temono tagli

La CEO di General Motors, Mary Barra, è andata in Germania per attenuare le preoccupazioni che la sua proposta di vendere Opel a PSA Group possa portare a tagli ai posti di lavoro, mentre in Europa inizia a svilupparsi una possibile opposizione all’accordo.

Barra e il presidente di General Motors (che è proprietario di Opel) Dan Ammann hanno incontrato i dirigenti di Opel nella sede di Rüsselsheim mercoledì, il giorno dopo la notizia diffusa da Bloomberg sulla possibile vendita della casa automobilistica a PSA, il gruppo industriale di cui fanno parte Peugeot e Citroën. Diversi leader politici e sindacali in Germania e nel Regno Unito – dove ha sede Vauxhall, il marchio con cui lì è venduta Opel – hanno promesso di tutelare i dipendenti. «L’azienda è responsabile dei siti produttivi, del centro di sviluppo e deve garantire i posti di lavoro», ha detto via email a Bloomberg il ministro dell’Economia tedesco Brigitte Zypries, del Partito Socialdemocratico, «questo è quello che mi aspetto riguardo a General Motors».
L’avvertimento del governo Merkel è un segno delle insidie che devono affrontare General Motors e PSA in un periodo di subbuglio politico nell’Unione Europea, che comprende le trattative del Regno Unito sulle relazioni politiche con l’UE dopo Brexit, una caotica elezione presidenziale francese con un’ondata nazionalista a favore di Marine Le Pen e la candidatura di Merkel per un quarto mandato come primo ministro tedesco contro un Partito Socialdemocratico in ripresa.

Molti posti di lavoro sono a rischio: PSA ha 184mila dipendenti, mentre Opel ne 34.500, di cui la metà in Germania. Un’unione tra le due società creerebbe un’azienda che coprirebbe il 16 per cento del mercato automobilistico europeo, superando Renault come secondo gruppo automobilistico della regione dopo Volkswagen. È probabile che l’accordo si basi su delle strategie per tagliare i costi – e, in ultima analisi, posti di lavoro – dal momento che le due case automobilistiche hanno offerte di prodotti che si sovrappongono. «Immagino che nei colloqui con Peugeot la cancelliera ribadirà quanto sia importante far sì che i posti di lavoro rimangano principalmente in Germania», ha detto in un’intervista Franz Josef Jung, un parlamentare tedesco che fa parte di Unione Cristiano-Democratica, il partito di Merkel, e nel cui collegio elettorale si trova la sede di Opel. In precedenza Jung era stato ministro della Difesa e del Lavoro nel governo Merkel.

Mercoledì le azioni di Peugeot sono scese del 3,1 per cento, mentre martedì General Motors ha chiuso in aumento del 4,8 per cento a New York.

Le autorità del land tedesco dell’Assia, dove si trova la sede di Opel, hanno detto che i dipendenti della casa automobilistica dovranno conoscere in fretta il futuro dei siti di produzione. Il primo ministro dell’Assia Volker Bouffier ha detto che chiederà dei colloqui ai dirigenti di Opel con l’obiettivo di garantire i posti di lavoro e mantenere il centro di sviluppo dell’azienda di Rüsselsheim, fuori Francoforte, che ha definito «il cuore e la parte più importante di Opel». «Secondo quasi tutti gli esperti, con l’accordo in preparazione tra Opel e il grande conglomerato francese, che è quasi di proprietà dello stato, a perderci potrebbero essere gli stabilimenti tedeschi», ha detto alla radio tedesca Deutschlandfunk Rainer Einenkel – ex capo del comitato aziendale dello stabilimento Opel di Bochum, che è stato successivamente chiuso – «viene da pensare che gli stabilimenti tedeschi siano in serio pericolo».

Il sindacato britannico Unite si è definito «deluso e arrabiato» per come è emersa la notizia del potenziale accordo, ha detto ai giornalisti il segretario generale Len McCluskey dopo un incontro con i rappresentanti del governo britannico a Londra. «Con Peugeot ci sarà ovviamente un grande coinvolgimento del governo francese e quindi è importante che anche il nostro governo sia coinvolto», ha detto McCluskey, aggiungendo che il sindacato non appoggerà il taglio di «nessun posto di lavoro» in conseguenza dell’accordo. Il CEO di PSA Carlos Tavares incontrerà «a breve» i sindacati che rappresentano i dipendenti di Opel per discutere delle trattative in corso con General Motors, ha detto un rappresentante della casa automobilistica francese, aggiungendo che Taveres ha anche intenzione di incontrare Merkel. L’azienda non ha voluto indicare le date dei colloqui.

Un rappresentante del sindacato che rappresenta i dipendenti di Peugeot ha espresso il suo sostegno per una maggiore collaborazione tra le due case automobilistiche e ha detto di non essere sorpreso per le trattative. I sindacati dell’azienda francese non sono preoccupati per la perdita dei posti di lavoro dal momento che l’anno scorso PSA ha firmato un accordo che include garanzie per i suoi dipendenti, ha detto al telefono Jacques Mazzolini, rappresentante del sindacato CFE-CG.

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