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  • venerdì 10 febbraio 2017

Gli hacker russi hanno attaccato il ministero degli Esteri italiano?

Il Guardian scrive che i server delle email sono stati attaccati la scorsa primavera, e che c'è un'inchiesta della procura di Roma; la Russia ha detto “chi, noi?"

Aggiornamento dell’11 febbraio: il ministero degli Esteri ha confermato che c’è stato un attacco hacker, senza parlare di hacker russi e dicendo però che gli hacker non hanno avuto accesso a nessun tipo di informazione riservata. Gli hacker avrebbero colpito le mail del personale del ministero e delle ambasciate e non, ha scritto Monica Guerzoni sul Corriere della Sera, «il sistema informatico criptato, attraverso cui passano in sostanza le informazioni strategiche più rilevanti». Non è invece confermato che Gentiloni usasse davvero le mail. In ogni caso, come ha scritto Vincenzo Nigro su Repubblica «il suo sistema di posta elettronica e le comunicazioni al telefono cellulare erano già state sottoposte a una protezione molto energica dopo i primi tentativi di infiltrazioni rilevati negli anni scorsi».

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Il Guardian ha pubblicato un articolo secondo cui il ministero degli Esteri italiano avrebbe subito un attacco informatico la scorsa primavera e si sospetta che c’entri la Russia. Secondo le fonti dell’articolo, scritto dalla corrispondente da Roma Stephanie Kirchgaessner, l’attacco è durato più di quattro mesi ed è stato diretto verso le comunicazioni via email all’interno del ministero e tra ministero e ambasciate, ma non è stato abbastanza efficace da arrivare alle informazioni riservate protette da sistemi di crittografia. Le fonti del Guardian sono tre diverse persone, delle quali non vengono diffusi i nomi: quella che ha parlato per prima dell’attacco al giornale sarebbe un funzionario del governo, le altre invece solo «persone a conoscenza dell’attacco» e sono le uniche ad aver fatto riferimento ai sospetti sul coinvolgimento russo. L’attacco sarebbe oggetto di un’indagine della procura di Roma ancora in corso.

La prima fonte, quella governativa, ha anche detto al Guardian che non sono state trafugate email del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che ai tempi dell’attacco era ministro degli Esteri, dato che durante il suo incarico Gentiloni non usava posta elettronica. La stessa fonte ha anche detto che, dopo che l’attacco è stato scoperto, il ministero degli Esteri italiano ha modificato la struttura del suo sistema informatico aggiungendo nuovi strumenti per rafforzare la sicurezza delle informazioni. Kirchgaessner però non è riuscita a scoprire come al ministero ci si sia accorti dell’attacco. Secondo tutte le fonti dell’articolo, lo scopo dell’attacco era cercare di ottenere informazioni sulle decisioni del governo italiano. Negli ultimi mesi, soprattutto dopo la conferma che i sistemi informatici dei due maggiori partiti americani sono stati attaccati da hacker russi nel corso del 2016, altri paesi – Francia, Germania e Paesi Bassi, in cui si svolgeranno le elezioni quest’anno – hanno cominciato a temere possibili attacchi del genere.

L’agenzia di stampa Ansa ha contattato via WhatsApp la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova che ha smentito i sospetti rivolti alla Russia riguardo l’attacco informatico. «Non ci sono fatti che provano questa affermazione» ha scritto Zakharova in riferimento a quanto riportato dall’articolo del Guardian.

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