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  • lunedì 6 febbraio 2017

Il meglio del primo turno del Sei Nazioni

Le prime tre partite hanno confermato che sarà una delle edizioni più combattute: tutte le squadre sembrano migliorate parecchio

Ben Youngs dell'Inghilterra mentre calcia il pallone nella partita contro la Francia (Shaun Botterill/Getty Images)

Tutto quello che si era detto prima dell’inizio del Sei Nazioni di rugby, e cioè che sarebbe potuta essere una delle edizioni più combattute e spettacolari degli ultimi anni, è stato in parte confermato dalle tre partite iniziali del torneo.

La prima si è giocata sabato pomeriggio a Edimburgo tra Scozia e Irlanda. Delle sei nazionali che partecipano al torneo, la Scozia è quella che è più migliorata negli ultimi due anni, e sabato si è visto. Nel primo tempo ha sopraffatto l’Irlanda sia tatticamente che individualmente, e ha saputo sfruttare al massimo le difficoltà degli avversari individuandone i punti più vulnerabili. Ha segnato le prime due mete nei primi venti minuti della partita, entrambe con Stuart Hogg, miglior giocatore della passata edizione del Sei Nazioni e uno dei più forti estremi al mondo: nella prima meta ha evitato l’avversario girandosi rapidamente su sé stesso e riuscendo a controllare la palla con due mani, per poi accelerare rapidamente verso l’area di meta.

Al 25mo minuto l’Irlanda è riuscita a segnare una meta, e si credeva che di lì a poco sarebbe tornata in partita. Ma appena quattro minuti dopo la Scozia ne ha segnata un’altra con un gioco d’astuzia: in una touche a 5 metri di distanza dalla loro area di meta gli irlandesi si aspettavano una battuta lunga, ma la Scozia si è accorta dell’atteggiamento degli avversari e ha battuto corto, passandola al trequarti Alex Dunbar, che non ha trovato alcuna resistenza.

Nel secondo tempo l’Irlanda ha fatto quello che ci si aspettava di vedere dalla seconda favorita del torneo: nonostante sia stata colta di sorpresa nei primi quaranta minuti, nella seconda parte della gara si è adattata al gioco avversario come solo poche grandi squadre riescono a fare, tanto da segnare due mete, poi trasformate. La Scozia tuttavia è riuscita a restare in partita e a vincerla grazie a due calci di punizione del suo capitano Greig Laidlaw.

La seconda partita si è giocata la sera stessa fra Inghilterra e Francia. Quando Inghilterra e Francia giocano contro, la partita viene anche chiamata anche “le crush”, per via della lunga rivalità fra le due nazionali, fra le più forti e (quando sono in condizione) spettacolari al mondo. È stata probabilmente la miglior partita della prima giornata, giocata da due squadre di altissimo livello, dagli stili di gioco differenti ma ugualmente efficaci. L’Inghilterra – che nel 2016 ha giocato anche meglio di quanto si è visto sabato – ha una rosa forte in modo omogeneo, mentre la Francia ha dei giocatori che spiccano sugli altri. Uno di questi è Louis Picamoles, che poi è stato eletto giocatore della partita nonostante la sconfitta. Dopo venti minuti dall’inizio la Francia era in vantaggio di sei punti, soprattutto grazie alle avanzate di Picamoles, che sembrava non potersi fermare senza prima evitare facilmente almeno due placcaggi.

L’ottima condizione della Francia si è vista anche nelle prestazioni di Baptiste Serin e Virimi Vakatawa: quest’ultimo, 24enne di origini figiane, ogni volta che ha trovato spazio nello schieramento inglese è riuscito ad avanzare da solo per decine di metri.

Il primo tempo è terminato in parità, 9-9. Poi nel secondo tempo l’Inghilterra si è portata in vantaggio con un calcio di Owen Farrell, uno dei migliori giocatori in campo, che ha disputato una partita pressoché perfetta. La Francia è tornata in vantaggio al 60mo grazie a una meta del pilone Rabah Slimani. A quel punto Eddie Jones, allenatore dell’Inghilterra, ha effettuato quattro cambi, decisivi per l’andamento della partita. A dieci minuti dal termine uno dei nuovi entrati, Ben Te’o, sfruttando la scarsa densità di avversari nel lato sinistro del campo ha segnato la meta della vittoria, a cui poi si sono aggiunti i due punti della trasformazione di Farrell.

La prima giornata del Sei Nazioni è terminata domenica pomeriggio con Italia-Galles. Era una partita molto attesa, soprattutto per l’Italia, che si è presentata a questo torneo con una rosa e delle motivazioni completamente diverse dall’anno scorso. Il Galles ha attaccato per la maggior parte del primo tempo ma la difesa italiana ha retto bene. Nei minuti finali ha aumentato la propria intensità di gioco, soprattutto grazie al grande primo tempo del capitano Sergio Parisse, che ha guidato la squadra in tutte le fasi del gioco.

A dieci minuti dall’intervallo l’Italia è riuscita a segnare la prima meta dell’incontro con Edoardo Gori, trasformata da Carlo Canna, e il primo tempo è poi finito con il risultato di 7 a 3. Nel secondo tempo però l’Italia è calata molto e ha commesso diversi errori, permettendo così al Galles, entrato in campo con un atteggiamento completamente diverso, di recuperare lo svantaggio e segnare tre mete negli ultimi venti minuti: la prima, segnata da Jonathan Davies, verrà probabilmente ricordata come una delle più belle di questa edizione.

L’Italia è rimasta in partita per i primi cinquanta minuti, facendo molto bene quello che doveva fare: reggere gli attacchi avversari per poi reagire. Ma nel suo momento migliore ha segnato solo sette punti. Poi il Galles ha sfruttato i calci di punizione concessi – anche ingenuamente – dall’Italia.

La prossima giornata del Sei Nazioni si giocherà il prossimo fine settimana, e l’Italia giocherà a Roma sabato pomeriggio contro l’Irlanda. Le altre partite saranno Galles-Inghilterra e Francia-Scozia. Qui la classifica aggiornata dopo la prima giornata.

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