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  • venerdì 3 febbraio 2017

Perché i personaggi dei cartoni animati portano i guanti?

Perché rendono le mani più facili da disegnare e umanizzano i personaggi animali. Ma c'entra anche un certo tipo di spettacoli dell'inizio del '900 che prendeva in giro i neri

Un video di Vox cerca di spiegare perché moltissimi personaggi dei cartoni animati indossino i guanti.
Per farlo, l’autrice del video ha parlato con John Canemaker, un professore di storia dell’animazione della New York University.
Canemaker spiega che agli inizi della storia dell’animazione i disegnatori utilizzavano alcune tecniche e trucchi che facilitavano il processo di animazione. Tra queste tecniche c’era l’utilizzo di forme arrotondate invece che spigolose, perché erano più facili da ripetere nei disegni ripetuti di ciascuna sequenza. Bill Nolan, ad esempio, che animò il gatto Felix all’inizio del ‘900, arrotondò i suoi piedi, le sue braccia, le sue mani e la sua testa, e così accadde a molti altri personaggi.
In un’epoca in cui i film d’animazione erano in bianco e nero, però, le mani grosse, arrotondate e nere risaltavano poco contro i corpi neri dei personaggi e contro gli sfondi, spesso grigi. Si capivano poco i gesti.
I guanti bianchi risolsero il problema. Il primo a disegnare i guanti fu Walt Disney, il primo personaggio a riceverli fu Topolino – o meglio, Mickey Mouse –, nel cortometraggio The Opry House, del 1929.

Ma come nacque l’idea dei guanti bianchi?
La prima risposta è che i guanti rendevano gli animali animati più simili agli umani. Questa funzione dei guanti si osserva anche in Pinocchio: quando è un burattino indossa i guanti, quando si trasforma in bambino non li ha più.
C’è un’altra spiegazione, però, dietro a quello specifico tipo di guanti bianchi.
Mickey Mouse nel cortometraggio The Opry House si esibisce in uno spettacolo di vaudeville, un genere di varietà famoso negli Stati Uniti tra la fine dell’800 e gli anni ’30. Del vaudeville facevano parte anche i minstrel show, sketch comici, di danza e di musica interpretati da attori bianchi con la faccia dipinta di nero (da un certo punto in avanti anche da attori neri, truccati), che rappresentavano i neri in modo molto stereotipato.
Il costume degli attori dei minstrel show comprendeva spesso i guanti bianchi.
Conferma il legame tra i personaggi di animazione delle origini e i minstrel show anche Nicholas Sammond, uno studioso che si è occupato delle origini dei cartoni animati. Nel suo libro Birth of an Industry, Sammond spiega che molti dei primi animatori avevano lavorato nel vaudeville e nei minstrel show, e per questo molti di loro avevano poi studiato altri artisti di vaudeville e trasferito alcuni dei loro tratti ai personaggi dei cartoni animati. «Mickey Mouse non è simile a un minstrel, è un minstrel», appunto perché i minstrel e gli attori di vaudeville indossavano vestiti larghi e malconci, trucco molto intenso e guanti bianchi.