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  • lunedì 23 gennaio 2017

La storia di cui parlano tutti in Islanda

In uno dei paesi più sicuri del mondo, una ragazza di 20 anni è stata trovata morta dopo giorni di ricerche

Nell’ultima settimana i giornali e i media islandesi si sono concentrati moltissimo sulla sparizione di una ragazza di vent’anni, Birna Brjánsdóttir, avvenuta nelle prime ore di venerdì 14 gennaio nei dintorni di Reykjavík, la capitale del paese. In Islanda casi del genere sono molto rari: il tasso di criminalità è bassissimo, e in generale di solito spariscono solo i turisti imprudenti che si avventurano nella zona centrale dell’isola, la più inospitale e praticamente disabitata. Per giorni decine di volontari hanno cercato Brjánsdóttir con diversi mezzi, fra cui elicotteri, droni e veicoli anfibi: i giornali l’hanno definita la più ampia operazione di ricerca mai compiuta nel paese. Brjánsdóttir è stata infine ritrovata morta domenica 22 gennaio: il suo corpo si trovava nella spiaggia vicino al faro di Selvogsviti, circa 60 chilometri a sud di Reykjavík. Cosa ancora più notevole, la polizia ritiene si tratti di un omicidio, anche se le indagini sono ancora in fase preliminare. Due persone erano già state arrestate in relazione al caso di Brjánsdóttir prima del ritrovamento del suo corpo, ed è probabile che le indagini si concentreranno sul loro coinvolgimento.

Brjánsdóttir aveva 20 anni ed era stata vista per l’ultima volta nel centro di Reykjavík alle 5 di mattina del 14 gennaio, dopo aver comprato un panino kebab. Il suo telefono è stato attivo fino alle 6 meno dieci, poi più niente. Il 16 gennaio, due giorni dopo, un paio di scarpe simili a quelle indossate da Brjánsdóttir al momento della sua scomparsa vennero ritrovate a Hafnarfjörður, un piccolo sobborgo a sud di Reykjavík. Il suo corpo è stato ritrovato quasi una settimana dopo: le autorità islandesi non hanno voluto diffondere la causa della morte né far sapere se Brjánsdóttir ha subìto o meno violenza sessuale.

La sparizione di Brjánsdóttir ha occupato molto spazio sui giornali e sui social network islandesi: ancora oggi sull’Iceland Monitor, uno dei principali siti di news islandesi in lingua inglese, fra i sei articoli più in evidenza cinque sono dedicati a Brjánsdóttir. Questo anche perché Reykjavík, nonostante sia la capitale e abbia circa 120mila abitanti, per dimensioni e abitudini è simile a un grosso paese dove ci si conosce un po’ tutti, o quasi: gli abitanti di Reykjavík potrebbero non conoscere Brjánsdóttir personalmente, ma probabilmente conoscono la sua famiglia, qualche suo antenato famoso, o cose del genere (in Islanda la maggior parte della popolazione è imparentata, anche solo alla lontana). Del caso di Brjánsdóttir hanno parlato pubblicamente il presidente islandese, varie autorità del paese e moltissime persone sui social network. Se fosse confermato che Brjánsdóttir è stata uccisa, si tratterebbe di uno dei rarissimi casi di questo tipo in Islanda: dal 2001 a oggi ci sono stati solamente 1,8 omicidi all’anno – cosa che rende l’Islanda uno dei paesi più sicuri al mondo – anche se spesso dovuti all’eccesso di alcool o alle conseguenze di problemi mentali.

La vicenda potrebbe avere nuovi sviluppi dopo gli interrogatori dei due sospettati, in programma entro martedì 24 gennaio. I due uomini – due marinai della Groenlandia di 25 e 30 anni – sembrano essere coinvolti direttamente nel caso di Brjánsdóttir.

Le telecamere di sicurezza della via dove è stata vista per l’ultima volta Brjánsdóttir l’hanno seguita più o meno fino alle 5.25, poi più niente.

birna

Più o meno alla stessa ora e nella stessa via, una Kia Rio rossa che fino a qualche minuto prima era parcheggiata poco oltre è stata vista dirigersi verso ovest. La Kia Rio in questione era stata noleggiata proprio dai due marinai qualche giorno prima, una volta sbarcati in Islanda con la loro nave. Il telefono di Brjánsdóttir ha mandato l’ultimo segnale, prima di scaricarsi, alle 5.50: l’ultimo posto in cui è stato localizzato è Hafnarfjörður, lo stesso sobborgo dove sono state ritrovate le scarpe di Brjánsdóttir e dove era ormeggiata la nave dei due marinai. Successivamente la macchina è stata sequestrata dalle autorità islandesi, che dentro hanno trovato tracce di sangue compatibili con quelle di Brjánsdóttir.

Ieri il capo della polizia islandese Grímur Grímsson ha spiegato che i due sospettati probabilmente non sapevano ancora che il corpo della ragazza era stato ritrovato. Nel frattempo gli abitanti della Groenlandia hanno organizzato diverse manifestazioni di condoglianze per la morte di Brjánsdóttir.

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