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  • mercoledì 11 gennaio 2017

Il Papa ha vinto contro i Cavalieri di Malta, sulla storia dei preservativi

Il capo dell'ordine che obbedisce al Papa si è dimesso su sua richiesta, dopo una disputa durata diverse settimane

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(AP Photo/Gregorio Borgia)

Il Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Malta Matthew Festing si è dimesso dal suo incarico dopo che il Papa gli ha chiesto di farlo in un incontro privato, concludendo una disputa piuttosto accesa tra il Vaticano e l’Ordine causata dal licenziamento da parte di Festing del Gran Cancelliere Albert von Boeselager, accusato di aver fatto distribuire decine di migliaia di preservativi nel corso di un programma assistenziale in Myanmar. Boeselager, dopo essere stato sospeso dal suo incarico a dicembre, aveva fatto ricorso contro il licenziamento in Vaticano e il Papa aveva ordinato un’indagine per chiarire la situazione. Secondo diversi osservatori, il licenziamento di Boeselager era un tentativo di Festing di aumentare il suo potere all’interno dell’Ordine e la storia dei preservativi distribuiti in Myanmar solo una scusa

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L’antico Ordine laico dei Cavalieri di Malta si sta opponendo a un’indagine voluta del Vaticano sulla rimozione dal suo incarico di uno dei più alti funzionari dell’Ordine, il Gran Cancelliere Albert von Boeselager, accusato dai suoi colleghi cavalieri di aver fatto distribuire decine di migliaia di preservativi nel corso di un programma assistenziale in Myanmar. Boeselager è stato sospeso dalla sua carica lo scorso dicembre, dopo aver rifiutato di dimettersi, come gli chiedevano i vertici dell’Ordine. La Chiesa Cattolica proibisce l’uso degli anticoncezionali.

L’Ordine di Malta venne fondato nell’Undicesimo secolo con il nome di Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. Si trattava di un ordine monastico-cavalleresco, come i più famosi Templari e, in quanto tale, sottoposto al controllo delle gerarchi ecclesiatiche. All’epoca, l’Ordine si occupava soprattutto di prestare assistenza ai pellegrini che arrivano in Palestina, che in quegli anni era governata da aristocratici normanni e francesi. Nel corso dei secoli l’Ordine si è evoluto, diventando un’organizzazione finanziaria e militare i cui membri, nonostante fossero laici, facevano ugualmente giuramento di obbedienza al Papa. Dopo la riconquista araba della Palestina, i cavalieri si trasferirono nell’isola di Rodi e divennero famosi come corsari e temuti in Nord Africa per via dei loro raid per procurarsi schiavi e denaro. Perduta l’isola si trasferirono a Malta, che governarono per circa trecento anni fino a esserne cacciati da Napoleone Bonaparte. Oggi l’Ordine è un’associazione caritatevole che conta 13.500 membri e decine di migliaia di funzionari e volontari. Per via della sua lunga e particolare storia, oggi l’Ordine è considerato uno stato sovrano da un centinaio di nazioni al mondo (il nome attuale dei Cavalieri di Malta è Sovrano Militare Ordine di Malta). L’Ordine emette passaporti, francobolli, targhe e alcuni suoi membri godono di immunità diplomatica, e ha un seggio di osservatore all’Assemblea delle Nazioni Unite.

Boeselager si è difeso spiegando che non era a conoscenza del programma per la distribuzione di preservativi, e che quando lo ha scoperto ne ha ordinato la chiusura: ma ha anche criticato il capo dell’Ordine, il Gran Maestro Matthew Festing. Secondo Boeselager, nel chiedere le sue dimissioni Festing avrebbe commesso una lunga serie di errori formali e procedurali che hanno reso la sua richiesta inaccettabile. Per chiarire la vicenda, Papa Francesco ha ordinato un’inchiesta sull’Ordine; Festing, il Gran Maestro, insieme al resto dell’Ordine ha risposto che la rimozione di Boeselager è una faccenda interna all’Ordine che non deve interessare al Vaticano (Festing ha comunque fatto voto di obbedienza al Papa). Festing ha chiesto a tutti i membri dell’Ordine di attenersi alle sue disposizioni nelle loro risposte agli inviati di Papa Francesco.

Secondo quanto scrive l’Associated Press: «La disputa riflette in qualche misura la più ampia divisione ideologica all’interno della Chiesa Cattolica. Una disputa che si è intensificata durante il papato di Francesco, che ha sottolineato il lato misericordioso della chiesa, anche a scapito di quello dottrinale». Il caso, che coinvolge oscuri aspetti di diritto canonico, nasconderebbe lo scontro in corso in Vaticano tra Papa Francesco e la parte più conservatrice della curia. Tra gli esponenti più importanti del campo ostile alle riforme di Francesco c’è il cardinale Raymond Burke, alleato del Gran Maestro Festing in questa vicenda. Secondo Boeselager, Festing e Burke gli avrebbero detto che era proprio Papa Francesco ad aver chiesto le sue dimissioni, una circostanza successivamente smentita dal segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Pietro Parolin.

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