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Sette film di Walter Hill

Compie 75 anni un gran professionista dei film d'azione e western, quello dei "Guerrieri della notte" e “The Driver”

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(Ernesto Ruscio/Getty Images)

Walter Hill – regista, produttore sceneggiatore di grande successo soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta – compie oggi 75 anni: è nato il 10 gennaio 1942 a Long Beach, in California, e dopo aver studiato storia alla Michigan State University trovò lavoro a smistare le lettere della casa cinematografica Universal, per cercare di farsi qualche contatto. Ci riuscì ed entrò in una sorta di stage per aspiranti registi offerto dalla Directors Guild of America, un sindacato di registi. Ebbe accesso a molti set e programmi tv e iniziò a lavorare come aiuto-regista e sceneggiatore (scrisse per esempio la sceneggiatura di Getaway!, un famoso film d’azione di Sam Peckinpah con Steve McQueen, e quella di due bei gialli con Paul Newman, Detective Harper: Acqua alla gola e L’agente speciale Macintosh). Nel 1975 diresse il suo primo film, L’eroe della strada, su un pugile. L’ultimo l’ha fatto invece nel 2016: Re Assignement, un thriller con Sigourney Weaver e Michelle Rodriguez.

Il più famoso film di Hill è I guerrieri della notte, ma è probabile che ne abbiate visti o sentiti almeno un altro paio, magari senza sapere che fossero suoi. Molti sono d’azione e alcuni sono western ma, come fece notare una volta, ogni suo film è un western, a ben vedere. Hill se l’è cavata però bene anche con la fantascienza: ha prodotto tutti gli Alien, dal primo (che contribuì anche a scrivere, sebbene non sia accreditato tra gli sceneggiatori) fino ad Alien: Covenant, quello che uscirà quest’anno. Hill è famoso per le sue scene d’azione, per il suo stile crudo, per le coppie fatte di un burbero e di un simpaticone e per il fatto che più di un suo film finisce con il protagonista che spara molti colpi al cattivo di turno. Ha fatto qualche film debole, o mediocre: non ha mai fatto un film noioso.

L’eroe della strada (1975)

È ambientato negli anni Trenta, durante la Grande depressione, e il protagonista è Charles Bronson, che interpreta un pugile che prova a guadagnarsi da vivere con incontri clandestini. IndieWire ha scritto che è uno dei migliori ruoli di Bronson, che interpreta «un personaggio Zen, di poche parole, che fa parlare le sue azioni».

Driver, l’imprendibile (1978)

È probabile che chi ha più di 25 anni e meno di 40 lo conosca per Driver, la serie di videogiochi che ha ispirato. Il protagonista è un autista senza nome (Driver, appunto) che guida auto usate per fare rapine ed è interpretato da Ryan O’Neal. Bruce Dern è il poliziotto che cerca di arrestarlo. È un film che Quentin Tarantino ha citato più di una volta tra i suoi film preferiti e molti critici hanno trovato somiglianze (anche al di là del titolo) con Drive, il film del 2011 di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling.

I guerrieri della notte (1979)

IndieWire ha scritto: «Se l’Eroe della strada e Driver, l’imprendibile mostrarono il debito che Hill aveva nei confronti nella Nouvelle Vague e di Sam Peckipah [la più famosa corrente del cinema francese e uno dei migliori registi di western], I guerrieri della notte mostrò che era anche capace di mischiare quelle cose con una sensibilità popolare, da fumetto». È ambientato a New York e inizia con una riunione a cui partecipano le principali gang giovanili della città: qualcuno uccide però la persona che ha convocato quella riunione e la colpa viene ingiustamente data alla gang dei Warriors, che devono quindi cercare di tornare nel loro quartiere, a Coney Island, vedendosela però con le altre bande, molto arrabbiate. Quando uscì diventò notissimo e rappresentativo di un periodo di violenza urbana americana, a cominciare dalla battuta “Guerrieri! Giochiamo a fare la guerra?”.

I cavalieri dalle lunghe ombre (1980)

È un western con i tre fratelli Carradine (Robert, Keith e David) sulla storia della banda del bandito Jesse James, famoso soprattutto perché si diceva avesse una mira precisissima. Nella storia di I cavalieri dalle lunghe ombre ci sono quattro gruppi di fratelli, e Hill decise di farli interpretare ad attori che erano veramente fratelli.

48 ore (1982)

È una commedia d’azione con protagonisti un poliziotto e un detenuto – messo in libertà per 48 ore – che devono collaborare per trovare un uomo evaso dal carcere. Lo scontroso poliziotto è interpretato da Nick Nolte. Il carcerato in permesso temporaneo è invece Eddie Murphy, al suo primo film da protagonista e in un ruolo simile ad altri successivi: fu forse il miglior film di Hill, per quanto riguarda il connubio azione/comico. Nel 1990 uscì un seguito: Ancora 48 ore, incassò molto, ma fu recensito peggio del primo, che era stato apprezzato soprattutto per la vivacità e le interpretazioni di Nolte e Murphy.

Strade di fuoco (1984)

Parla di un uomo – una specie di mercenario – che viene assoldato per salvare la sua ex-ragazza, rapita da una gang di motociclisti. È un “western urbano”, e nel cast ci sono Michael Paré, Willem Dafoe e Diane Lane, che aveva 19 anni. Molto datato e barocco, con una colonna sonora pop enfatica e un po’ kitsch, incassò meno della metà di quanto era costato, ma è uno di quei film che ha avuto un seguito di appassionati molto fedeli col passare degli anni.

Danko (1988)

È dello stesso genere di 48 ore, solo che la coppia è formata da un poliziotto sovietico (c’era ancora l’Unione Sovietica, anche se non sarebbe durata molto) e uno statunitense, molto meno duro, interpretato da James Belushi. Quello sovietico è invece Arnold Schwarzenegger.

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