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  • Cultura
  • venerdì 16 dicembre 2016

10 risposte su “Rogue One”

di Luca Misculin – @lmisculin

Le cose che vorrete sapere e capire meglio dopo aver visto il nuovo film di Star Wars (se non l’avete visto, alla larga!)

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Il 15 dicembre è uscito nei cinema italiani Rogue One: A Star Wars Story, il primo film spinoff – cioè un film separato da quelli originali ma che riprende alcuni personaggi e ambientazioni – della saga fantascientifica di Star Wars. Rogue One è ambientato cronologicamente fra la “vecchia” trilogia, uscita fra il 1977 e il 1983, e quella dei prequel, uscita fra il 1999 e il 2005, anche se è più legato a quella “vecchia”: racconta del modo in cui i Ribelli rubarono all’Impero i piani della Morte Nera, la stazione spaziale che distruggono alla fine del primissimo film della saga.

Prima dell’uscita di Rogue One gli appassionati non sapevano bene cosa aspettarsi: la Lucasflim, la casa di produzione dei film, di proprietà della Disney, aveva ripetuto più volte che sarebbe stato un film un po’ diverso da quelli della saga originale, più cupo e simile a un film di guerra. È effettivamente così, e le prime recensioni sono quasi tutte positive. Ma Rogue One, come sa bene chi l’ha già visto, è anche un film molto veloce e in cui succedono parecchie cose: abbiamo messo insieme un elenco di dubbi e domande – e le nostre risposte – di cui probabilmente vi metterete a discutere fuori dal cinema, davanti a una birra.

Attenzione: ovviamente da qui in poi è un campo minato di SPOILER per chi ancora non ha visto “Rogue One”

Perché non ci sono i soliti titoli di testa?
Tutti i sette film della saga di Star Wars iniziano nello stesso modo diventato ormai famoso: un breve testo che scorre su un’immagine dello spazio come sottofondo, e che introduce il contesto e i personaggi principali. Rogue One è il primo film di Star Wars che non inizia così (anche se la prima scena è preceduta dalla consueta introduzione “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana”). È stata una scelta consapevole della produzione: il capo della Lucasfilm Kathleen Kennedy qualche settimana fa aveva già anticipato a Variety che il film sarebbe iniziato come il resto della saga ma come qualsiasi altro film, «in maniera tradizionale, forse solo col titolo».

È stata probabilmente una scelta di compromesso, per segnalare al tempo stesso che Rogue One è fuori dalla saga “principale” ma senza andare troppo in là con le innovazioni: si apre infatti con una piccola astronave che entra lentamente nell’inquadratura, come già diverse altre scene iniziali di Star Wars, e anche il font del titolo richiama il logo della saga.

Come hanno fatto a fare Tarkin? e Leia?
Uno degli aspetti di Rogue One di cui si parlerà di più è la presenza nel cast principale di un attore morto da tempo. Uno degli antagonisti del film è infatti il generale Wilhuff Tarkin, che compariva già nel primissimo film della saga, interpretato dall’attore britannico Peter Cushing: che però è morto nel 1994, ventidue anni fa. Le sue sembianze sono state ricreate con la computer grafica a partire dalle scene di Una nuova speranza in cui era presente Tarkin, e poi applicate sui movimenti dell’attore che ha materialmente recitato il ruolo sul set (il britannico Guy Henry). Il risultato è impressionante: difficilmente ci si accorge che Tarkin non è interpretato da una persona “reale”. Il Washington Post, commentando la scena e parlando del suo possibile impatto sul mondo del cinema, ha scritto che «siamo all’inizio di un’era in cui attori morti da tempo possono vincere un Oscar per un’interpretazione che non solo non è stata immaginata mentre erano in vita, figuriamoci filmata»

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Gareth Edwards, il regista di Rogue One, ha detto che ricreare Tarkin con la computer grafica è stata una decisione di John Knoll, un esperto di effetti speciali che nel 2007 ha vinto l’Oscar per quelli di Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma, e che di Rogue One è anche produttore esecutivo. Parlando con Radio Times, Edwards ha raccontato che in fase di pre-produzione c’erano molti dubbi su come coinvolgere personaggi presenti in Una nuova speranza, il film cronologicamente più vicino a Rogue One:

«Le domande che giravano erano: “come facciamo? Prendiamo degli attori che assomiglino a loro? Li escludiamo dal film? Ne sentiamo solo parlare?”. L’approccio di John è sempre stato: “ce la possiamo fare”. Era molto determinato, anche se molte persone sono state sempre nervose per questa scelta. E a un certo punto abbiamo deciso di andare fino in fondo».

Anche l’ultima scena, in cui si vede brevemente la principessa Leia, è stata “corretta”: fino a pochi giorni fa si credeva che Carrie Fisher, che interpreta Leia nella trilogia originale, fosse stata “ringiovanita” dalla computer grafica. Ora invece sappiamo che la sua parte è stata recitata dall’attrice norvegese Ingvild Deila, che l’ha raccontato su Twitter il 16 dicembre, un giorno dopo l’uscita del film. Probabilmente anche in questo caso c’è stato qualche ritocco in computer grafica, dato che le differenze con la Leia originale sono pochissime.

Abbiamo visto la “casa” di Darth Vader?
In una delle scene centrali del film, il direttore della Morte Nera Krennic va a trovare Darth Vader per informarlo dei progressi nella costruzione della stazione spaziale. L’astronave di Krennic atterra nei pressi di un lugubre castello su un pianeta vulcanico: a giudicare dai pochi secondi in cui compare sullo schermo, somiglia di più a un palazzo che a una base militare, e questo ha fatto pensare che si tratti della casa di Darth Vader. Il nome del pianeta in questione non viene nominato, ma il dirigente di Lucasfilm Pablo Hidalgo ha detto che si chiama Mustafar: un nome che gli appassionati della saga conoscono bene.

Mustafar è il pianeta vulcanico dove si svolge il duello finale fra Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker – il futuro Darth Vader – nel terzo film della nuova trilogia, quella dei prequel, La vendetta dei Sith. Il duello viene vinto da Obi-Wan – che lotta contro Anakin nonostante sia stato suo maestro, percependo che era diventato malvagio – il quale lascia Anakin morente sul bordo di un fiume di lava. Anakin viene poi salvato dall’Imperatore, che lo cura e gli fornisce l’esoscheletro nero da Darth Vader. Evidentemente Darth Vader è rimasto in qualche modo legato a quel posto, per tutti gli anni successivi al duello (le vicende di Rogue One sono ambientate circa vent’anni dopo quelle della Vendetta dei Sith).

Ehi, mancano alcune scene che c’erano nei trailer
Come già successo per il Risveglio della Forza, diverse scene presenti nei trailer non fanno parte della versione finale del film. Capita sempre più di frequente, e non solo nei film di Star Wars: i primi trailer di un film vengono diffusi mesi prima dell’uscita al cinema, spesso prima che ne venga messa insieme la versione finale. In Rogue One, ad esempio, moltissime battute presenti nel primo trailer – diffuso più di quattro mesi prima dell’uscita del film – non sono presenti nella versione finale, mentre alcune scene sono leggermente diverse (come quella in cui Jyn parla davanti ai capi della Ribellione).

Che fine hanno fatto gli Jedi?
Nonostante siano fra i protagonisti della saga principale, in Rogue One non se ne vede nemmeno uno: qualche spettatore più distratto si sarà chiesto perché. È una questione di cronologia: Rogue One è ambientato a cavallo fra la nuova e la vecchia trilogia e in una delle scene finali della nuova trilogia – che fa da prequel a quella vecchia – praticamente tutti gli Jedi vengono uccisi per ordine del futuro Imperatore (gli Jedi erano gli ultimi garanti rimasti della legittimità della Repubblica). Si salvarono solo Obi-Wan, che decise di andare in esilio su Tatooine, e Yoda, che invece andò sul pianeta disabitato Dagobah (dove trent’anni dopo venne raggiunto da Luke Skywalker).

Dove ho già visto quel tizio che dà la spallata a Jyn su Jedha?
corneliusIn una delle scene girate sul pianeta Jedha, quello dove si nasconde il guerriero ribelle Saw Guerrera, Jyn va addosso a un misterioso tizio con il volto sfigurato, che se la prende molto. È uno dei tanti ammiccamenti agli impallinati della saga: il tizio in questione è Cornelius Evazan, un personaggio che compare in una scena breve ma significativa di Una nuova speranza, il primissimo film della saga. È quello che al bar di Mos Eisley si mette a litigare con Luke Skywalker assieme a Pond Baba, un alieno suo amico: per evitare guai peggiori, Obi-Wan cerca di offrire a Evazan da bere ma poi è costretto a tagliare un braccio a Pond Baba con la spada laser.

Il suo cameo era già stato scoperto dagli appassionati, che avevano riconosciuto il profilo di Evazan – che negli anni è stato notevolmente arricchito nei fumetti laterali alla saga – in un filmato del backstage di Rogue One presentato a luglio (qui sotto, al centro).

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Perché a un certo punto viene nominato un certo Senato?
Un’altra risposta per gli spettatori distratti, o che semplicemente non hanno visto i film della vecchia trilogia: in un paio di passaggi di Rogue One viene citato un misterioso Senato, cosa che stride un po’ con la gestione evidentemente autoritaria dell’Impero galattico da parte dell’Imperatore – che però non compare mai nel film – e del suo esercito. Il Senato era il luogo centrale della vecchia Repubblica, quella vista nella nuova trilogia: dopo essere salito al potere, l’Imperatore lo ha lentamente svuotato dei propri poteri, nonostante formalmente abbia continuato a esistere per decenni. Il Senato viene ufficialmente sciolto solo dall’Imperatore nel corso della Nuova speranza, quando è certo che la Morte Nera funzioni davvero.

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Il comandante della Ribellione nella battaglia finale era l’ammiraglio Ackbar?
Uno dei personaggi secondari più famosi di Star Wars è l’Ammiraglio Ackbar, il generale dei ribelli che alla fine del Ritorno dello Jedi guida l’attacco contro la seconda Morte Nera. Ackbar è famoso soprattutto per la battuta «è una trappola!», diventata un noto meme.

Qualcuno ha creduto di riconoscere Ackbar anche nel capo dei ribelli nella battaglia finale di Rogue One, nei pressi del pianeta Scarif: in effetti gli somiglia molto, ma solo perché fanno parte della stessa specie aliena, i Mon Calamari. Il comandante di Rogue One si chiama Raddus e ha anche un colore della pelle molto diverso da Ackbar. In un articolo pubblicato sul sito di Star Wars, “10 cose che forse non sapete sui Mon Calamari”, il dirigente di Lucasfilm Pablo Hidalgo spiega che Raddus ha la pelle blu perché proviene da zone più fredde della galassia rispetto ad Ackbar e ad altri Mon Calamari visti nella saga.

raddusLa action figure dell’Ammiraglio Raddus (sì, esiste davvero)

Ma i piani della Morte Nera non erano stati rubati da delle spie Bothan, o qualcosa del genere?
È una domanda che potrebbe farsi chi ha appena rivisto la vecchia Trilogia: in effetti, prima dell’attacco alla Morte Nera visto nel Ritorno dello Jedi la leader della Ribellione Mon Mothma insiste sul fatto che molte spie Bothan sono morte per ottenere i piani di costruzione della Morte Nera, necessari per studiarne i punti deboli.

In realtà quella del Ritorno dello Jedi è la seconda Morte Nera, costruita dall’Impero dopo la distruzione della prima alla fine di Una nuova speranza (il primissimo film della saga). Prima di Rogue One, nella saga principale si era parlato solamente in un’occasione di come i Ribelli fossero entrati in possesso dei piani della prima Morte Nera: nei titoli di testa di Una nuova speranza, dove si legge che erano stati rubati dopo una battaglia fra la Ribellione e l’Impero (cioè quella che si vede alla fine di Rogue One: tutto torna).

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L’astronave che si vede nell’ultima scena è quella della prima scena di Una nuova speranza?
Nella prima scena di Una nuova speranza si vede una piccola astronave che viene attaccata da un incrociatore dell’Impero: a bordo c’è la principessa Leia, che possiede i piani di costruzione della Morte Nera (di cui è entrata in possesso alla fine di Rogue One). Qualcuno ha pensato che si tratti della stessa astronave, cosa che in pratica porrebbe i due film in un unico arco temporale.

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L’astronave in effetti sembra la Tantive IV, quella su cui viaggia Leia all’inizio di Una nuova speranza. Non tutto torna, però: non è chiaro come R2-D2 e C-3PO abbiano fatto a salire a bordo, né per quale motivo il comandante della nave torturato da Darth Vader all’inizio di Una nuova speranza faccia finta di non sapere nulla.

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