L’affascinante carriera di Rick Perry

Già governatore del Texas e concorrente di "Ballando con le stelle", Trump gli farà guidare un dipartimento che considerava inutile e di cui dimenticò il nome in tv

(John Moore/Getty Images)

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump nominerà l’ex governatore del Texas Rick Perry segretario dell’Energia: non è ancora ufficiale, ma la decisione è data per certa dalla maggior parte dei giornali americani. Perry ha 66 anni, è stato governatore Repubblicano del Texas dal 2000 al 2015 ed è stato fra i principali candidati alle primarie Repubblicane del 2012 (vinte poi da Mitt Romney). La scelta di Perry è già molto criticata e presa in giro: sia perché il dipartimento dell’Energia è un’agenzia federale che si occupa soprattutto di armi nucleari, un ambito in cui Perry non ha nessuna competenza, ma soprattutto perché è legato alla figuraccia più famosa della carriera politica di Perry.

Nel 2011, durante un dibattito delle primarie Repubblicane, Perry propose di eliminare tre dipartimenti governativi che secondo lui erano inutili: quello per il Commercio, per l’Educazione e un terzo di cui non si ricordò il nome, fra l’imbarazzo generale e grandi risate del pubblico. Perry disse poi che il terzo dipartimento inutile era quello dell’Energia. Quel momento entrò immediatamente nella storia dei dibattiti politici statunitensi, e secondo molti mise fine alla candidatura di Perry e alla sua carriera politica.

Fino a quella sera, la carriera politica di Perry sembrava in ascesa. Dopo aver studiato da veterinario, negli anni Settanta lavorò per alcuni anni come pilota dell’aviazione militare americana per poi entrare nell’azienda agricola del padre. Entrò in politica a metà degli anni Ottanta, come Democratico. Fu eletto alla Camera del Texas nel 1985 e ci rimase per sei anni; cambiò partito nel 1989, un anno dopo aver sostenuto Al Gore alle primarie Democratiche poi vinte da Michael Dukakis. Dal 1991 al 1999, sempre in Texas, fu commissario all’Agricoltura, e verso la fine del secondo mandato vinse le elezioni per l’incarico di vicegovernatore. Divenne governatore un anno più tardi, quando sostituì George W. Bush che nel frattempo era stato eletto presidente degli Stati Uniti: Perry fu poi rieletto per tre mandati, rispettivamente nel 2002, nel 2006 e nel 2010. Da governatore fu noto soprattutto per essere molto permissivo sulle estrazioni di petrolio – di cui il Texas è ricco – e per essere riuscito a mantenere molto basso il tasso di disoccupazione (che alla fine del suo mandato era del 4,4 per cento).

Perry si candidò alle primarie presidenziali del 2012 con molte speranze: oltre ad essere il popolare governatore di uno dei più importanti e popolosi stati americani, era piuttosto conosciuto e apprezzato a livello nazionale per essere stato per due volte capo dell’associazione dei governatori Repubblicani americani. Non andò benissimo: dopo essere stato brevemente in testa ai sondaggi fra settembre e ottobre del 2011, subì la graduale rimonta di Romney – fu decisivo il momento «Oops» di cui sopra, secondo molti – e i picchi di consensi di altri Repubblicani molto conservatori come Herman Cain e Newt Gingrich. Si ritirò dopo aver ottenuto solamente l’1 per cento alle primarie del New Hampshire, quindi quasi subito.

Nel 2016 Perry ci ha riprovato, ma è stato il primo candidato a ritirarsi – nel settembre del 2015 – a causa dei numeri troppo bassi nei sondaggi. Poi aveva appoggiato Ted Cruz, anche lui texano, e aveva definito Trump «un cancro per il movimento conservatore» (Trump rispose dicendo che secondo lui Perry metteva gli occhiali per sembrare più intelligente di quanto fosse). Nell’estate del 2016, a confermare la fine della sua carriera politica, Perry è stato fra i concorrenti dell’edizione americana di Ballando con le stelle: è stato eliminato alla terza settimana, finendo al 12esimo posto.

La nomina di Perry è stata criticata soprattutto perché il dipartimento dell’Energia si occupa principalmente di cose tecniche: oltre al mantenimento dell’arsenale nucleare del paese, è il principale finanziatore di ricerche scientifiche in vari campi dalla fisica all’astronomia e aiuta a stabilire i parametri per la produzione di energia. Gli ultimi due segretari dell’Energia, sotto l’amministrazione Obama, sono stati due scienziati: il premio Nobel per la fisica Steven Chu e il fisico nucleare dell’M.I.T. Ernest J. Moniz.

Probabilmente Perry – che come Trump è scettico sul cambiamento climatico, e molto pro-petrolio – è stato scelto per allentare i parametri per l’industria energetica, dati i suoi trascorsi. Bill Richardson, ex segretario dell’Energia con Bill Clinton, ha detto al Washington Post che Perry è un buon amministratore ma anche che «è troppo legato all’industria dei combustibili fossili, e date le note posizioni di Trump sull’argomento, proverà probabilmente a smantellare i preziosi programmi sulle energie rinnovabili e il cambiamento climatico che compongono buona parte delle competenze del dipartimento».

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