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Le elezioni del presidente del Parlamento europeo sono molto italiane

I candidati dei due principali partiti sono italiani, così come quelli di due partiti di opposizione

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(ANSA)

Martedì 13 dicembre i deputati del Partito Popolare Europeo, il gruppo più numeroso al Parlamento europeo, hanno scelto l’ex deputato di Forza Italia Antonio Tajani come loro candidato alla presidenza del Parlamento europeo. Questo significa che, se non ci saranno cambiamenti, alle elezioni del prossimo 17 gennaio si sfideranno quattro italiani: Tajani per il PPE, Gianni Pittella per i Socialisti, Eleonora Forenza per la Sinistra Europea e Piernicola Pedicini per il gruppo EFDD, formato da Movimento 5 Stelle e dallo UKIP, il partito di destra radicale britannica.

È dal 1979 che un italiano non viene eletto presidente del Parlamento europeo (l’ultimo fu Emilio Colombo, eletto nel 1977) ed è la prima volta che sono italiani tutti i candidati dei principali partiti europei. Per quanto è dato per certo che le opposizioni continueranno ad appoggiare i loro due candidati, Forenza e Pedicini, non è certo che Pittella e Tajani arriveranno effettivamente a scontrarsi il prossimo 17 gennaio.

Negli ultimi anni, infatti, il presidente del Parlamento europeo è stato sempre eletto grazie ad un accordo tra PPE e socialisti, che attualmente formano insieme una “grande coalizione”, a prescindere da chi vinca le elezioni europee. Nel 2014 socialisti e PPE si accordarono per alternarsi alla presidenza: fino al 2017 la carica sarebbe dovuta rimanere in mano a un socialista, per poi passare a uno del PPE. Questa consuetudine è stata interrotta proprio da Pittella, che a fine dicembre ha annunciato la sua intenzione a candidarsi a successore dell’attuale presidente Schulz, nonostante gli accordi prevedessero che il prossimo presidente del Parlamento fosse del PPE.

Non è detto però che il prossimo gennaio Pittella e Tajani si scontrino davvero. I socialisti europei vogliono ottenere anche la carica di presidente del Consiglio europeo, che attualmente è in mano al polacco Donald Tusk del PPE. Il Consiglio, che riunisce i capi di governo dell’Unione, si incontrerà il 15 dicembre e dovrebbe discutere anche la successione di Tusk, il cui mandato scadrà a maggio. Se i capi di governo troveranno un accordo per nominare un socialista a presidente del Consiglio europeo, Pittella potrebbe essere costretto a farsi da parte e a lasciare la presidenza a Tajani.

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