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Trump ha scelto Rex Tillerson come segretario di Stato

È il CEO della società petrolifera Exxon Mobil, non ha esperienza politica e da anni ha stretti legami con la Russia

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(BEN STANSALL/AFP/Getty Images)

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto Rex Tillerson, CEO della compagnia petrolifera Exxon Mobil, come segretario di Stato, il ruolo più importante del governo statunitense, dopo il presidente e il vice presidente. La nomina di Tillerson circolava da diversi giorni, ed era stata data per certa da NBC News già domenica sera: è stata accolta con sorpresa, perché Tillerson non ha esperienza politica e ha da anni stretti legami personali e commerciali con la Russia, ed è per questo sgradito anche a diversi membri dello stesso partito Repubblicano.

Il segretario di Stato è il capo del Dipartimento di Stato, ed è il principale responsabile della politica estera dell’amministrazione statunitense, oltre ad avere competenze anche sugli affari interni statunitensi. Il segretario di Stato durante il primo mandato di Barack Obama era stata Hillary Clinton, mentre nel secondo era stato nominato John Kerry. Tillerson è una figura molto diversa, principalmente perché non ha esperienza politica, come del resto Trump stesso. È nato nel 1952 in Texas, ha una laurea in ingegneria ed è CEO di Exxon Mobil dal 2006. Era entrato nell’azienda – che nelle sue attività europee si chiama Esso – nel 1975, e ha fatto carriera arrivando prima a dirigere la produzione statunitense, poi a presiedere la divisione yemenita, e poi ad avere la responsabilità sulle attività in Russia e sul Mar Caspio, alla fine degli anni Novanta.

Fu in questo periodo che Tillerson strinse i suoi primi rapporti con il presidente russo Vladimir Putin, che mantiene ancora oggi: nel 2013 ha ricevuto l’Ordine dell’Amicizia, una speciale onorificenza conferita dal presidente russo agli stranieri che hanno forti legami con il paese. Per questo nei giorni scorsi l’eventualità della sua nomina ha provocato agitazioni e perplessità negli Stati Uniti, ed è stata criticata da esponenti del partito Democratico ma anche da alcuni membri di quello Repubblicano, che hanno messo in dubbio l’opportunità di scegliere una figura amica della Russia e di Putin per un ruolo delicato come quello di segretario di Stato. Oltre alla questione dei rapporti personali, c’è poi quella altrettanto importante degli interessi economici che Exxon Mobil ha in Russia, nel Medio Oriente e nel resto del mondo. In particolare, la società ha investito milioni di dollari in contratti petroliferi in Russia che possono fruttare solo se le sanzioni economiche internazionali contro la Russia venissero sospese: Tillerson aveva personalmente criticato le sanzioni, che impediscono per esempio l’attuazione di un contratto esplorativo per l’estrazione in Siberia firmato da Exxon con Rosneft, la compagnia petrolifera di stato russa. Sotto l’amministrazione di Tillerson, Exxon ha anche fatto delle donazioni al servizio sanitario russo.

Nelle scorse settimane erano stati fatti diversi nomi per il ruolo di segretario di Stato nell’amministrazione di Trump: si era parlato dell’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, dell’ex candidato Repubblicano alla presidenza Mitt Romney, del senatore del Tennesse Bob Corker o del generale David Petraeus, tutti profili con più esperienza politica di Tillerson. La sua nomina deve essere confermata con un voto al Comitato delle Relazioni Estere del Senato, ma secondo alcune fonti nel partito Repubblicano consultate dal Washington Post, diversi senatori repubblicani non sono disposti a votarlo. Se i Democratici nel comitato votassero tutti contro, basterebbe un solo voto contrario tra i Repubblicani per portare il voto sulla conferma di Tillerson al Senato, dove i Repubblicani hanno 52 senatori contro i 46 dei Democratici. Sempre il Washington Post dice che gli ex segretari di Stato Repubblicani Condoleezza Rice e James Baker, l’ex segretario alla difesa Robert Gates e l’ex vice presidente Richard B. Cheney, sosterranno pubblicamente la nomina di Tillerson: i primi tre hanno avuto in passato rapporti di lavoro con Exxon Mobil.

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