Oggi si vota la fiducia al governo Gentiloni

Alle 11 il presidente del Consiglio terrà le sue dichiarazioni programmatiche alla Camera, che voterà entro stasera, poi toccherà al Senato

Paolo Gentiloni all'inizio del suo primo Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, Roma (Riccardo De Luca / Anadolu Agency)

Dopo avere prestato giuramento al palazzo del Quirinale ieri, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi il nuovo governo di Paolo Gentiloni si presenterà al Parlamento per ottenere la fiducia ed entrare nel pieno dei propri poteri. Gentiloni aveva ricevuto l’incarico di formare un nuovo governo domenica 11 dicembre, dopo le dimissioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi, annunciate la settimana scorsa in seguito alla vittoria del No al referendum costituzionale. In meno di due giorni, il presidente del Consiglio incaricato ha svolto proprie consultazioni, ha verificato la disponibilità degli stessi partiti che avevano sostenuto Renzi a fare da maggioranza al suo governo e ha di conseguenza sciolto la riserva, presentando a Mattarella una lista dei ministri, che è stata accettata dal presidente della Repubblica. Il giuramento è avvenuto nella serata di ieri a meno di un’ora dall’annuncio dei nuovi ministri, poi Gentiloni ha tenuto il primo Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, dopo la cerimonia di rito del passaggio delle consegne con il capo del governo uscente.

Il discorso alla Camera
Alle 11, Paolo Gentiloni terrà le sue “dichiarazioni programmatiche” davanti alla Camera dei Deputati, dai banchi del governo e alla presenza dei suoi ministri. Nel suo discorso illustrerà quali saranno i suoi obiettivi principali, anche in vista del prossimo Consiglio europeo di giovedì, la prima occasione per il nuovo capo del governo di confrontarsi con gli altri governanti europei. Come già spiegato nei giorni scorsi nelle sue brevi dichiarazioni alla stampa, il governo avrà sostanzialmente tre obiettivi principali: occuparsi dell’economia e in particolare delle banche in difficoltà come Monte dei Paschi di Siena, garantire fondi e risorse per la ricostruzione delle aree distrutte dai recenti terremoti nel Centro Italia e “accompagnare e se possibile facilitare il lavoro delle forze parlamentari per definire, con necessaria sollecitudine, le nuove regole elettorali”.

Il voto di fiducia
Dopo il discorso programmatico di Gentiloni, alla Camera inizierà il dibattito tra i deputati. Al termine del confronto, Gentiloni terrà una replica e in seguito ci saranno le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari. La votazione avverrà con appello nominale: ogni deputato sarà chiamato per nome e cognome dalla presidenza, passerà davanti al banco del presidente della Camera e dichiarerà il proprio voto a favore o contro la fiducia. Considerata l’ampia maggioranza alla Camera, la fiducia per il governo Gentiloni è data per scontata.

Senato
Alle 9:30 di questa mattina si riunisce il Senato per stabilire tempi e modalità per il voto di fiducia nei confronti del nuovo governo. L’aula dovrebbe dedicare l’intera giornata di domani, mercoledì 14 dicembre, alla discussione e infine alla votazione. Gentiloni dovrà tenere un discorso e una replica, con modalità del tutto simili a quelle della Camera. Nella serata di mercoledì, il nuovo governo dovrebbe ricevere la fiducia anche dal Senato ed essere quindi nel pieno dei suoi poteri.

I numeri
Il gruppo parlamentare ALA, quello di Denis Verdini, nel pomeriggio di ieri ha annunciato a sorpresa di non volere sostenere un “governo fotocopia” del precedente e che per questo non farà parte della nuova maggioranza. Al momento non è ancora chiaro se la decisione sia definitiva, o se rientri in una tattica per avere più margini di trattativa in vista della scelta dei sottosegretari del nuovo governo. Se ALA si manterrà fuori, per Gentiloni la situazione in Senato potrebbe restare precaria. Il nuovo governo può contare su 112 senatori PD, 29 di Alleanza Popolare, 15 delle Autonomie e 9 tra GAL e gruppo misto, per un totale di 165 senatori cui si aggiungono 4 senatori a vita. Sopra i 161 voti non si rischia particolarmente al Senato, ma basterebbero poche assenze o il voto contrario di singoli senatori per complicare le cose. In aiuto del governo potrebbero arrivare, a seconda dei casi, i voti dei senatori ex SEL e di quelli che fanno riferimento a Tosi, 6 in tutto.

I ministri del governo Gentiloni

Cosa dicono gli altri
Forza Italia ha riconosciuto a Mattarella e a Gentiloni di avere risolto rapidamente la crisi di governo, ma non ha risparmiato critiche nei confronti dei ministri scelti, ricordando che la lista è tale e quale a quella del precedente governo Renzi. Come aveva già chiarito durante le consultazioni con Mattarella, Forza Italia non è interessata ad andare subito al voto, anche perché elettoralmente converrebbe poco in questo momento, e nemmeno a condividere responsabilità di governo, ma è comunque interessata a collaborare alla creazione di una nuova legge elettorale. Movimento 5 Stelle e Lega Nord hanno criticato duramente il nuovo governo Gentiloni e mantengono le loro posizioni intransigenti, chiedendo che si vada al più presto al voto. Luigi di Maio, vicepresidente della Camera del M5S, ha detto: “Sono degli illusi. Più lasceranno Gentiloni a Palazzo Chigi, più il loro consenso crollerà e saranno costretti a mollare”. Beppe Grillo ha anche anticipato che a gennaio sarà organizzata una manifestazione contro il governo.

Cosa succede nel PD
Ieri si è anche svolta la direzione nazionale del Partito Democratico in cui si è discusso della crisi di governo e del futuro del partito e del suo segretario, Matteo Renzi. Oltre a confermare il sostegno al governo di Paolo Gentiloni, è stata espressa la volontà di arrivare ad elezioni prima della scadenza naturale della legislatura, possibilmente già nella primavera del 2017. Nella sua relazione conclusiva, Renzi ha detto che domenica sarà riunita l’Assemblea Nazionale del PD, che, insieme al segretario, è l’organo politico principale del partito. L’Assemblea dovrà decidere se indire un congresso anticipato che porterà alla scelta di un nuovo segretario tramite le primarie. Secondo giornalisti ed esperti, Renzi ha intenzione di candidarsi per un secondo mandato. L’unico candidato che ha già annunciato di volersi candidare contro Renzi è il presidente della regione Toscana Enrico Rossi.

Chi è Paolo Gentiloni
Paolo Gentiloni è stato ministro degli Esteri nel precedente governo di Matteo Renzi, ha 62 anni ed è nato a Roma. Negli anni Settanta prese parte al movimento studentesco entrando nel gruppo di Mario Capanna, uno dei capi della contestazione giovanile comunista a Milano; in seguito iniziò a fare politica all’interno dei gruppi della sinistra extraparlamentare, assumendo comunque posizioni moderate. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista, ha lavorato a molte cause ambientaliste e negli anni Novanta è stato portavoce dell’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli. Nel 2001 è stato coordinatore della campagna elettorale dell’Ulivo, faceva parte della Margherita prima che confluisse nel Partito Democratico. Nello stesso anno è stato eletto per la prima volta in Parlamento, assumendo l’incarico di presidente della Commissione di vigilanza RAI fino al 2006. È stato poi ministro delle Comunicazioni e negli anni seguenti ha iniziato ad avvicinarsi a Renzi, diventando un suo convinto sostenitore. Infine nel 2014 è diventato ministro degli Esteri sostituendo Federica Mogherini, diventata nel frattempo alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Esteri.

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