Paolo Gentiloni è al Quirinale

Il presidente del Consiglio incaricato dovrebbe presentare al presidente della Repubblica la lista dei ministri del suo governo

Il presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni (ANSA/ ANGELO CARCONI)

Paolo Gentiloni, il presidente del Consiglio incaricato, è al lavoro da domenica pomeriggio per consultarsi con i partiti e procedere alla formazione della lista dei suoi ministri, che probabilmente presenterà già oggi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sta incontrando al Quirinale.

Domenica 11 dicembre Gentiloni ha accettato con riserva l’incarico ricevuto da Mattarella al termine di due giorni di consultazioni al palazzo del Quirinale, avviate dopo le dimissioni da capo del governo di Matteo Renzi, decise in seguito alla vittoria del No al referendum costituzionale di domenica 4 dicembre. Anche se non sono state comunicate scadenze precise, i tempi per formare il nuovo governo dovrebbero essere molto rapidi, per consentire a Gentiloni di affrontare da subito alcuni temi urgenti come il salvataggio della banca Monte dei Paschi di Siena e la partecipazione alla prossima riunione dei primi ministri dei paesi che adottano l’euro.

Chi è Paolo Gentiloni
Paolo Gentiloni è il ministro degli Esteri del governo uscente di Matteo Renzi, ha 62 anni ed è nato a Roma. Negli anni Settanta prese parte al movimento studentesco entrando nel gruppo di Mario Capanna, uno dei capi della contestazione giovanile comunista a Milano; in seguito iniziò a fare politica all’interno dei gruppi della sinistra extraparlamentare, assumendo comunque posizioni moderate. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista, ha lavorato a molte cause ambientaliste e negli anni Novanta è stato portavoce dell’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli. Nel 2001 è stato coordinatore della campagna elettorale dell’Ulivo, faceva parte della Margherita prima che confluisse nel Partito Democratico. Nello stesso anno è stato eletto per la prima volta in Parlamento, assumendo l’incarico di presidente della Commissione di vigilanza RAI fino al 2006. È stato poi ministro delle Comunicazioni e negli anni seguenti ha iniziato ad avvicinarsi a Renzi, diventando un suo convinto sostenitore. Infine nel 2014 è diventato ministro degli Esteri sostituendo Federica Mogherini, diventata nel frattempo alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Esteri.

Che cosa ha detto Gentiloni
Dopo il suo incontro con Mattarella, domenica Gentiloni ha detto che tra i suoi obiettivi c’è “accompagnare e se possibile facilitare il lavoro delle forze parlamentari per definire, con necessaria sollecitudine, le nuove regole elettorali”, aggiungendo che dalle consultazioni del presidente della Repubblica è emersa “l’indisponibilità delle maggiori forze di opposizione a condividere le responsabilità in un nuovo governo”. Gentiloni ha detto quindi che si muoverà “nel quadro del governo e della maggioranza uscenti” per riprendere a governare.

Le consultazioni
A partire da domenica pomeriggio, Gentiloni ha organizzato una serie di incontri in una sala messa a disposizione dalla presidenza della Camera dei Deputati, per consultarsi con i partiti in Parlamento. Il passaggio è una formalità necessaria per potere riferire in seguito a Mattarella sulla disponibilità dei partiti a sostenere un nuovo governo, anche se nei fatti è ormai chiaro quali saranno le forze politiche disposte a farlo. La maggioranza del governo Gentiloni sarà tale e quale alla maggioranza che sosteneva il governo Renzi: ci saranno quindi il Partito Democratico, Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e i vari gruppi di senatori e deputati fuoriusciti da altri partiti come ALA di Denis Verdini.

La lista dei ministri
È probabile che anche la lista dei ministri ricalchi molto quella del governo Renzi, con alcune modifiche. Come accade sempre in questi casi, nelle ultime ore sono circolati nomi e ipotesi di ogni tipo, alcune piuttosto creative, ma è bene ricordare che non c’è nulla di ufficiale. Secondo Goffredo De Marchis di Repubblica, Gentiloni starebbe pensando alla sostituzione del ministro dell’Istruzione uscente, Stefania Giannini, con il “maestro di strada” Marco Rossi Doria o con Gianni Cuperlo. Anna Finocchiaro potrebbe diventare ministro dei Rapporti con il Parlamento, e ci dovrebbe essere qualche cambiamento anche tra i ministri che fanno riferimento a Nuovo Centrodestra. ALA potrebbe inoltre ricevere qualche rappresentanza con uno o due ministeri. De Marchis dà per confermati Padoan all’Economia, Calenda allo Sviluppo economico, Lorenzin alla Salute, Martina all’Agricoltura, Franceschini alla Cultura e Alfano agli Interni, anche se non si esclude che Alfano possa essere assegnato agli Esteri e sostituito da Marco Minniti. Ci potrebbe essere anche un maggiore coinvolgimento di Luigi Zanda, capogruppo del PD in Senato, dove il mantenimento della maggioranza è più complicato.

Cosa dicono gli altri
Dopo avere confermato la propria indisponibilità ad assumersi responsabilità nel nuovo governo, Forza Italia continua a sostenere la necessità di proseguire con la legislatura e non sembra avere particolare fretta per nuove elezioni, anche se alcuni suoi esponenti sono più determinati di altri e ne parlano spesso. Tra i partiti che continuano a chiedere “elezioni subito” ci sono Movimento 5 Stelle e Lega Nord. Con sfumature diverse, entrambi sostengono che dietro al nuovo governo Gentiloni ci sarà comunque Renzi e che quindi le sue dimissioni sono state una farsa. Entrambi chiedono che sia rivista la legge elettorale e che si vada a votare nei primi mesi del 2017. Il Movimento 5 Stelle la settimana scorsa ha depositato una proposta di legge per estendere l’Italicum, previsto solo per la Camera, anche in Senato, nonostante si fosse da sempre opposto a quella legge elettorale. Molto dipenderà dalla sentenza della Corte Costituzionale, che a fine gennaio si esprimerà proprio sulla legittimità di alcuni passaggi dell’Italicum. Una bocciatura del suo impianto è data per molto probabile: anche per questo Gentiloni ha parlato ieri della volontà di “accompagnare” il lavoro delle forze parlamentari per approvarne una nuova.

Che cosa succede adesso
Nella giornata di oggi Gentiloni proseguirà con le consultazioni alla Camera, necessarie per scogliere la riserva del suo nuovo incarico da presidente del Consiglio. In serata o al più tardi domani mattina incontrerà Mattarella per comunicargli la sua decisione e comunicargli la lista dei ministri, che dovranno poi essere convocati al palazzo del Quirinale per il loro giuramento. Il Titolo III della Costituzione, all’articolo 92, prevede che: “Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i Ministri”. Entro metà settimana il governo Gentiloni potrebbe essere poi pronto per ricevere la fiducia dalla Camera e dal Senato.

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