Mercoledì si vota la legge di bilancio

Il governo porrà la fiducia, poi Renzi potrà dimettersi da presidente del Consiglio: intanto la Corte Costituzionale ha detto che esaminerà l'Italicum il 24 gennaio

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi (EPA/GREGOR FISCHER)

Matteo Renzi manterrà la carica di presidente del Consiglio ancora per qualche giorno, accogliendo la richiesta del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di portare a termine l’approvazione della legge di bilancio prima di lasciare. La conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso che la legge di bilancio sarà votata domani senza modifiche rispetto al testo uscito dalla Camera. Il governo porrà la questione di fiducia, in modo da poter procedere all’approvazione con un unico voto. In giornata la Corte Costituzionale ha annunciato che esaminerà l’Italicum il prossimo 24 gennaio. Per domani è inoltre prevista una riunione della direzione nazionale del Partito Democratico, nella quale si discuterà la linea da tenere anche in vista del prossimo congresso: non è ancora chiaro che cosa farà Renzi e se manterrà la carica di segretario.

Di seguito, tutte le notizie del giorno:

17:35 6 Dic 2016
Cosa è successo oggi

• Il Senato ha deciso di discutere domani la legge di bilancio e di cominciare a votare dalle 13. Il governo, probabilmente, metterà la fiducia. La legge potrebbe quindi essere approvata con un unico voto. 

• Alle 15 comincerà la direzione nazionale del PD, durante la quale Matteo Renzi, che non parla pubblicamente da domenica sera, dovrebbe annunciare le sue intenzioni per il futuro.

• La Corte Costituzionale ha detto che l’udienza in cui sarà esaminata la legge elettorale, il cosiddetto Italicum, sarà il prossimo 24 gennaio.

• Lo spread continua a rimanere stabile, mentre la borsa di Milano oggi è andata bene, compreso l’indice dei titoli bancari che era quello che destava più preoccupazione.

• Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Area Popolare hanno ribadito che il loro obbiettivo è andare al voto il prima possibile, anche con questa legge elettorale.  

• L’UDC ha annunciato l’uscita dalla coalizione Area Popolare.

• Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, sembra invece più prudente e propenso a dare al Parlamento il tempo di approvare una nuova legge elettorale.

17:21 6 Dic 2016

A circa mezz’ora dalla chiusura, il principale indice della borsa di Milano sta crescendo del 3,5 per cento. L’indice bancario, quello che tiene conto degli andamenti azionari degli istituti quotati in borsa e che era ritenuto particolarmente a rischio, sta crescendo del 7,6 per cento.

17:17 6 Dic 2016

Intanto Beppe Grillo ripete che vuole andare subito al voto e chiede una risposta su questo punto dalla direzione nazionale del PD di domani (anche lui probabilmente ha letto le indiscrezioni su cosa dirà Renzi domani che circolano in queste ore).

Noi vogliamo andare al voto al più presto perché i cittadini hanno il diritto di esprimersi non per usarlo contro qualcuno. L’arma contro la volontà popolare sono stati i governi alla Renzi e alla Monti non eletti da nessuno. Prima si vota meglio é. Noi la pensiamo così, il PD che ne pensa? La voce del suo segretario conta ancora qualcosa? Basta chiacchiere e battute. Siate chiari davanti agli italiani. Aspettiamo una risposta dopo la vostra direzione di domani.

17:04 6 Dic 2016

Tra gli scenari fantapolitici di cui si discute in queste ore c’è la possibilità che domani la legge di bilancio venga bocciata in Senato (dove la maggioranza è molto precaria). La legge sarà votata domani, a partire dalle 13, e il governo porrà la questione di fiducia per velocizzarne l’approvazione. In quel caso il governo sarebbe “due volte” sfiduciato (dal voto del referendum e dalla sfiducia del Senato), ma, soprattutto, crescerebbe molto il rischio di ricadere nel cosiddetto “esercizio provvisorio“. 

16:53 6 Dic 2016

E il CNEL? Oggi abbiamo raccontato che aria tira nell’organo consultivo del parlamento che la riforma bocciata al referendum di domenica avrebbe abolito.

16:44 6 Dic 2016

A proposito dell’udienza della Corte Costituzionale sull’Italicum. Se a primavera si dovesse arrivare ad elezioni anticipate senza che il Parlamento sia riuscito ad approvare una nuova elegge elettorale, si potrebbe votare con due leggi elettorali frutto di modifiche da parte della Corte stessa: il Consultellum, cioè il “Porcellum” modificato dalla Corte, al Senato, e l’eventuale Italicum modificato alla Camera.

16:39 6 Dic 2016
Cosa succede ora?

Breve riepilogo di cosa ci aspetta nei prossimi giorni.

• Alle 13 di mercoledì in Senato comincerà la votazione sulla legge di bilancio. Il governo dovrebbe porre la questione di fiducia e l’approvazione della legge dovrebbe avvenire con un unico voto.

• Alle 15 di mercoledì, con la legge di bilancio approvata, Renzi dovrebbe parlare alla direzione nazionale del PD e annunciare le sue intenzioni per i prossimi giorni.

• Giovedì o venerdì, Renzi dovrebbe tornare dal presidente della Repubblica per presentare le sue dimissioni.

• Mattarella accetterà le dimissioni di Renzi con riserva (significa che Renzi continuerà ad essere presidente del Consiglio) e inizierà le consultazioni dei gruppi parlamentari, per individuare se è possibile trovare una maggioranza con cui formare un nuovo governo.

16:30 6 Dic 2016

Una statistica da usare a questa sera a cena: Matteo Renzi è il presidente del Consiglio del 63° governo in 70 anni di storia repubblicana. Significa che l’Italia ha avuto una media di quasi un governo l’anno. I presidenti del Consiglio sono stati in tutto 27, significa che in media hanno presieduto poco più di due governi a testa.

16:22 6 Dic 2016

L’udienza della Corte Costituzionale per decidere sulla legge elettorale per la Camera, il cosiddetto Italicum, è stata fissata per il 24 gennaio. Qui avevamo spiegato la questione e perché è importante per decidere le eventuali elezioni anticipate.

16:00 6 Dic 2016
E il centrodestra?

In teoria il centrodestra è una delle forze uscite vincitrici dal referendum, ma, come previsto da gran parte degli osservatori, ha iniziato a dividersi già nelle prime ore dopo il voto.

Il leader più visibile in queste ore è Matteo Salvini, segretario della Lega Nord e primo esponente politico a parlare domenica sera, già pochi minuti dopo la chiusura dei seggi. Oggi Salvini chiede elezioni anticipate il prima possibile e ha ripetuto la sua richiesta di fare primarie per scegliere il leader di coalizione.

All’estremo opposto dell’arco di centrodestra, anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha chiesto di andare al voto subito con l’attuale legge elettorale (che è un bel caos come avevamo spiegato qui). La speranza di Alfano è che con questa legge elettorale le forze principali siano costrette a corteggiarlo per avere i suoi voti (non moltissimi, ma potenzialmente importanti).

Silvio Berlusconi è il leader che per il momento si è espresso con meno chiarezza. Ha detto che spetta al PD proporre un nuovo governo, in quanto forza di maggioranza relativa. Secondo molti si tratta di un’apertura nei confronti del centrosinistra e un modo per suggerire di essere disposto a fornire appoggio a un nuovo governo. Berlusconi, in particolare, non ha vantaggi dall’andare al voto con l’attuale legge elettorale e preferirebbe una legge proporzionale, che consenta a Forza Italia di correre da sole e di fungere da sostegno a un futuro governo di coalizione.

15:42 6 Dic 2016

Monte dei Paschi di Siena ha comunicato oggi l’esito dell’operazione di conversione in azioni delle obbligazioni della banca, quello che molti avevano descritto come il “dilemma del prigioniero” a cui era sottoposto chi aveva investito nell’istituto acquistando i suoi titoli obbligazionari. L’operazione ha portato alla conversione in azioni di 1,028 miliardi di euro di obbligazioni, si tratta di un dato leggermente inferiore alle aspettative (circa 1,5 miliardi).

Il futuro della banca però rimane incerto. Il piano di salvataggio prevede di raccogliere nelle prossime settimane altri 4 miliardi tramite un aumento di capitale. Il successo dell’operazione sembra in parte legato alla stabilità del governo. Nelle scorso settimane diversi investitori avevano lasciato intendere che non avrebbero partecipato all’aumento in caso di vittoria del No e dimissioni del governo.

15:27 6 Dic 2016

Diversi esponenti della minoranza del PD stanno rispondendo alle indiscrezioni circolate nelle ultime ore. Pierluigi Bersani e Roberto Speranza, ad esempio, hanno entrambi detto di essere contrari all’ipotesi di elezioni anticipate. Bersani, in particolare, ha detto: «Lo dico da tempo: non si vince sulle macerie del Paese».

15:25 6 Dic 2016

In queste ore, girano molte voci su cosa dirà domani Matteo Renzi nel corso della direzione nazionale del PD, prevista per le 15. Alcuni dicono che annuncerà le sue dimissioni da segretario del PD, mentre secondo altri chiederà al partito di votare una mozione sulle elezioni anticipate. È importante sottolineare che si tratta sempre di indiscrezioni che possono essere più o meno affidabili: Renzi è da domenica sera che non rilascia dichiarazioni ufficiali.

15:06 6 Dic 2016

In questo caso, la fiducia serve per approvare rapidamente la legge, bloccando i tentativi dell’opposizione di rallentarla presentando emendamenti o allungando i tempi di discussione. Come hanno osservato alcuni, però, è abbastanza curioso che lo strumento della questione di fiducia venga utilizzato da un governo che sta per dimettersi.

15:02 6 Dic 2016

La conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso che la legge di bilancio sarà votata domattina senza modifiche rispetto al testo uscito dalla Camera. Il governo porrà la questione di fiducia sul testo, in modo da poter procedere all’approvazione con un unico voto. L’Unità scrive che in questo modo Matteo Renzi spera di poter arrivare alla direzione nazionale del PD delle 15 con il testo già approvato.

13:20 6 Dic 2016
Il punto alle 13.20

• Renzi resterà capo del governo per i giorni necessari a fare approvare la legge di bilancio, su richiesta di Mattarella, che gli ha chiesto di “soprassedere” per ora sul tema delle dimissioni.

• Matteo Salvini, leader della Lega Nord, e il Movimento 5 Stelle hanno ribadito di voler andare a votare il prima possibile. Angelino Alfano – ministro dell’Interno e leader di Area Popolare – ha parlato della possibilità di un voto a febbraio. Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha diffuso un comunicato dicendo che spetta al Partito Democratico la formazione di un nuovo governo «con il compito di mettere in sicurezza i conti pubblici con l’approvazione della legge di bilancio e soprattutto di consentire al Parlamento l’approvazione di una nuova legge elettorale».

• L’UDC ha annunciato l’uscita dalla coalizione Area Popolare.

• Molto di quello che accadrà nelle prossime ore dipenderà dal calendario dei lavori del Senato che verrà fissato dalla Conferenza dei Capigruppo, riunita dalle ore 13 di oggi. Il capogruppo del Partito democratico in Commissione Bilancio del Senato, Giorgio Santini, ha detto che sulla legge di bilancio «chiederemo di fare il più presto possibile».

• Per oggi era programmata la direzione nazionale del PD, ma è stata rimandata a domani.

• Le ultime notizie sullo spread non sono preoccupanti.

• Oggi e stasera sono in programma le riunioni di vari partiti.

13:12 6 Dic 2016

I parlamentari dell’UDC, insieme al segretario nazionale del partito Lorenzo Cesa, hanno annunciato di essere usciti dal gruppo Area Popolare, coalizione di cui facevano parte insieme al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano: non sono d’accordo sul fatto di andare subito al voto. In tutto, sei parlamentari lasceranno il gruppo. Il comunicato:

«Il risultato del referendum non è ascrivibile a categorie politiche precise. Nessuno può attribuirsi un risultato: né i vincitori, né gli sconfitti. L’esito del 4 dicembre è la reazione di una società stanca, smarrita e priva di riferimenti certi. Per questo l’idea di far precipitare il Paese verso il voto appare più il segno di una reazione emotiva alla sconfitta che un disegno politico utile all’Italia. Su questo punto si segna l’ultima differenza nei confronti di Alfano che, da tempo, ha trasformato in sudditanza nei confronti di Renzi quella che per noi è stata ed è un’alleanza leale con il Pd.

L’esperienza di Area Popolare, forse mai decollata, si conclude qui: con lo scioglimento dei gruppi e la ripresa di autonome presenze parlamentari.

In questo momento riteniamo che in primo luogo spetti al presidente Mattarella definire percorsi e prospettive. Ci limitiamo a considerare che dopo il referendum il Paese ha bisogno con urgenza di una messa in sicurezza sociale, intervenendo sulla povertà che come sostiene l’Istat oggi colpisce un italiano su tre; di interventi sul sistema creditizio a tutela dei risparmiatori e di una nuova legge elettorale a base proporzionale votata dal Parlamento.

E non ultimo c’è bisogno, al di là delle distinzioni sul referendum, di un lavoro di ricomposizione specie all’interno dell’area del cattolicesimo popolare e di ceti medi e popolari che miri alla costruzione di un soggetto politico credibile. Per questo facciamo appello a noi stessi e a quanti, tra parlamentari e movimenti nella società civile, colgano come noi la rilevanza di questo passaggio storico».

12:51 6 Dic 2016

Per chi ha le idee ancora un po’ confuse o non ha molto tempo per aggiornarsi su quello che è successo negli ultimi tre giorni (che è parecchio in effetti), abbiamo messo insieme una guida per punti alla crisi di governo.

12:33 6 Dic 2016

Il capogruppo del Partito democratico in Commissione Bilancio del Senato, Giorgio Santini, ha detto che sulla legge di bilancio «chiederemo di fare il più presto possibile»: è quindi «presumibile» che il testo vada in aula già domani sera, mercoledì 7 dicembre. Santini ha spiegato che «se non ci saranno emendamenti, basterà un voto» e non necessariamente di fiducia. La decisione ufficiale sui tempi dell’aula e sulle modalità dell’approvazione sarà presa dopo la riunione dei capigruppo convocata alle 13.00.

Per procedere come indicato da Santini sarebbe però necessaria la rinuncia da parte delle opposizioni a presentare emendamenti in commissione. La Lega ha dichiarato che dalla manovra devono essere almeno «eliminate immediatamente tutte le marchette pre-elettorali inserite prima del voto di domenica».

12:25 6 Dic 2016

Oggi sono in programma varie riunioni di partito: alle 11 si sono incontrati i gruppi parlamentari di Ala di Denis Verdini, quelli di Scelta Civica e quelli del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano. In serata ci sarà la riunione dei parlamentari del M5S, nel pomeriggio Matteo Salvini vedrà i suoi deputati e senatori e Silvio Berlusconi, sempre nel pomeriggio, ha invitato ad Arcore alcuni dirigenti e esponenti di Forza Italia.

12:16 6 Dic 2016

Lo spread è l’indicatore che misura la differenza tra quanto rendono i titoli di stato decennali italiani e quelli tedeschi in centesimi di punto percentuale. Si tratta di un indicatore molto usato per farsi un’idea di quanto un paese sia percepito come instabile e possibilmente insolvente sui debiti che ha contratto. Lo spread non misura il rendimento, cioè quanto uno stato deve offrire di interesse per attirare gli investitori, ma il differenziale di rendimento, in particolare quello tra l’Italia e un paese ritenuto solido per definizione come la Germania. Se sale lo spread significa che aumenta il rischio percepito in particolare per il nostro paese. Le ultime notizie su questo indicatore non sono preoccupanti.

12:00 6 Dic 2016

Sull’approvazione della legge di bilancio, i capigruppo della Lega a Camera e Senato Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio hanno dichiarato: «Non ci sono le basi per l’approvazione rapida della legge di bilancio al Senato a meno che il governo non elimini immediatamente tutte le marchette pre-elettorali inserite prima del voto di domenica. Non vogliamo prolungare l’agonia per ripagare gli endorsement ricevuti da Renzi in campagna elettorale».

La legge di bilancio era stata approvata a fine novembre alla Camera e dovrebbe passare in seconda lettura al Senato nei prossimi giorni. Il governo aveva promesso di inserire alcune modifiche, per esempio un emendamento per limitare il numero di slot machine, ma non è chiaro se questi provvedimenti saranno portati avanti anche con un governo dimissionario.

11:43 6 Dic 2016

Angelino Alfano, ministro dell’Interno, dice la sua su Forza Italia:

11:40 6 Dic 2016

Nel frattempo l’ISTAT ha pubblicato un report sulle condizioni di vita e di reddito in Italia. Nel 2015 si stima che il 28,7 per cento delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale «ovvero, secondo la definizione adottata nell’ambito della Strategia Europa 2020, si trovano almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro».

La quota è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (era al 28,3 per cento). Il Sud resta l’area più esposta, la quota è in aumento al Centro (da 22,1 per cento a 24 per cento) ma riguarda meno di un quarto delle persone, mentre al Nord si registra un calo dal 17,9 per cento al 17,4 per cento.

La metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.190 euro l’anno (circa 2.016 euro al mese), sostanzialmente stabile rispetto al 2013; nel Sud scende a 20.000 euro (circa 1.667 euro mensili). Si stima poi che il 20 per cento più ricco delle famiglie percepisca il 37,3 per cento del reddito equivalente totale, il 20 per cento più povero solo il 7,7 per cento. Dal 2009 al 2014 il reddito in termini reali è diminuito più per le famiglie appartenenti al 20 per cento più povero, ampliando la distanza dalle famiglie più ricche il cui reddito passa da 4,6 a 4,9 volte quello delle più povere. In Italia la diseguaglianza tra redditi è infine tra le maggiori in Europa.

11:11 6 Dic 2016

ANSA ricorda che ci sono due casi recenti di presidenti del Consiglio che hanno rimandato (o “congelato”, come scrivono i giornali) le loro dimissioni per permettere l’approvazione della manovra economica. Si tratta delle dimissioni dell’ultimo governo Berlusconi nel 2011 e del Governo Monti l’anno successivo, nel 2012. In tutti e due i casi la crisi di governo arrivò tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre: Berlusconi “congelò” le dimissioni per quattro giorni, Monti per tredici.

10:44 6 Dic 2016

Dopo la sconfitta al referendum costituzionale e le annunciate dimissioni del governo Renzi, la prossima importante questione politica riguarda la legge elettorale, da cui dipende se e quando ci saranno nuove elezioni e le alleanze con cui i partiti si presenteranno di fronte agli elettori. 

Attualmente una delle due leggi elettorali in vigore in Italia, l’Italicum, si trova sotto l’esame della Corte Costituzionale. Inizialmente la Corte aveva fatto sapere che avrebbe preso una decisione il 4 ottobre, ma successivamente ha deciso di rimandarla a data da destinarsi. In settimana la Consulta deciderà quando fissare l’udienza: secondo quasi tutti gli esperti la Corte si esprimerà tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

10:23 6 Dic 2016

Il Sole 24 Ore scrive che «il via libera in Senato alla legge di bilancio potrebbe arrivare tra giovedì e venerdì». Oggi, martedì 6 dicembre, la legge sarà discussa in Commissione. Il nuovo calendario dei lavori verrà fissato dalla Conferenza dei Capigruppo alle ore 13.

10:18 6 Dic 2016

10:11 6 Dic 2016

Ieri a Bruxelles c’è stato l’Eurogruppo, la riunione dei ministri dell’economia e delle finanze dei paesi che adottano l’euro. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva annullato il suo viaggio e non ha partecipato.

Nel comunicato stampa pubblicato alla fine della riunione c’è scritto: «Invitiamo l’Italia ad adottare le necessarie misure per assicurare che la Finanziaria del 2017 sarà rispettosa del Patto (il Patto di Satbilità e di Crescita, ndr). L’alto livello del debito pubblico rimane fonte di preoccupazione. Ricordiamo l’impegno nel 2017 ad usare, per ridurre il debito, imprevisto gettito fiscale o inattesi risparmi di spesa e ad accelerare le privatizzazioni». Ieri in un tweet il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem aveva scritto che vista la difficile situazione politica in Italia per il momento non avrebbe chiesto di attuare correzioni alla legge di bilancio o di modificare la sua politica fiscale.

In una conferenza stampa dopo la riunione di Bruxelles, Dijsselbloem ha precisato di avere parlato con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e ha detto: «Siamo d’accordo che è difficile in questo momento per l’Italia impegnarsi in misure addizionali sul fronte del deficit».

10:01 6 Dic 2016

In un editoriale su Repubblica di oggi l’ex direttore Ezio Mauro spiega che cosa secondo lui ci fosse di promettente e fertile nel progetto di Renzi sul cambiamento e cosa ci sia stato di fallimentare e incoerente nel suo approccio politico e nella sua deriva demagogica. L’editoriale si può leggere qui.

09:51 6 Dic 2016

Sulle prime pagine de La Stampa e di Repubblica ci sono nel titolo due frasi che si riferiscono a Renzi. Il titolo de La Stampa è «Renzi: “Vorrei mollare tutto”». Repubblica scrive, senza mettere la frase tra virgolette: “Renzi: voglio subito il voto”. Negli articoli interni sono poi riportate altre frasi e posizioni attribuite al presidente del Consiglio che dopo la visita al Quirinale di ieri non ha comunque fatto alcuna dichiarazione ufficiale.

Francesco Bei su La Stampa parla del «vero desiderio di Renzi» («Mollare, oltre la poltrona a palazzo Chigi anche quella da segretario del Pd»), del «sogno segreto» che Renzi avrebbe confidato a Mattarella («Mi piacerebbe staccare per davvero, prendermi un sabbatico, magari un anno negli Stati Uniti, ma i miei amici del Pd non me lo permettono») e di quello che Renzi avrebbe riferito «ai suoi», e cioè: «Il mio obiettivo è togliermi subito di qui. Sembra assurdo ma non riesco ad andarmene. Di solito i miei predecessori facevano le barricate per restare, io invece voglio togliermi di torno e non ce la faccio». Bei scrive anche che «appena gli si nominano gli avversari Renzi torna Renzi: “Voglio vedere adesso cosa riusciranno a fare”».

Goffredo de Marchis su Repubblica ha pubblicato un articolo simile: scrive che «il premier pensa che si possa andare al voto politico “a gennaio-febbraio”», riporta tra virgolette questa frase specificando che è il «grido di battaglia» di Renzi: «Non lascio la bandiera delle elezioni anticipate a Grillo e agli altri. Se lo facciamo il Pd è morto, fa la fine che ha fatto dopo aver appoggiato il governo Monti». De Marchis ha scritto anche quello che Renzi avrebbe spiegato ai suoi collaboratori: «Intendo rispettare le indicazioni del capo dello Stato. Se non lo facessi sarei un bambino viziato. Appena approvata la manovra, però, me ne vado. Non so se accadrà venerdì o martedì prossimo. Dipende anche dall’atteggiamento dell’opposizione». Infine ci sarebbe un’indicazione del presidente del Consiglio sulle elezioni. Scrive Repubblica: «”Le elezioni subito? Dipendono dal Pd. Chiederà le elezioni o chiederà altro?”, dice il premier sibillino».

08:55 6 Dic 2016

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, nella serata di ieri ha diffuso un comunicato per commentare l’esito del referendum costituzionale e ribadire che spetta al Partito Democratico la formazione di un nuovo governo:

Spetta dunque al Partito Democratico dare vita ad un nuovo governo con il compito di mettere in sicurezza i conti pubblici con l’approvazione della legge di bilancio e soprattutto di consentire al Parlamento l’approvazione di una nuova legge elettorale basata su criteri che garantiscano la effettiva corrispondenza tra la maggioranza parlamentare e la maggioranza espressa dagli elettori. L’esito referendario naturalmente non cancella anzi rafforza la necessità della quale abbiamo parlato tante volte nelle scorse settimane, di una diversa riforma costituzionale, una riforma condivisa e non lacerante per gli italiani.

Per dovere di cronaca, il titolo della nota di Berlusconi è: “Referendum: gli italiani hanno consentito di evitare il rischio di una deriva autoritaria”.

08:50 6 Dic 2016

Ieri sera, il deputato del M5S Alessandro Di Battista passava casualmente davanti a Palazzo Chigi dove c’erano decine di giornalisti in attesa di avere notizie sul Consiglio dei ministri in corso, poco prima della partenza di Renzi verso il palazzo del Quirinale.

08:41 6 Dic 2016

Questo è il comunicato del Quirinale diffuso dopo l’incontro di ieri sera tra Renzi e Mattarella:

Il Presidente della Repubblica ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, dottor Matteo Renzi.
Il Presidente del Consiglio, a seguito dell’esito del referendum costituzionale tenutosi nella giornata di ieri, ha comunicato di non ritenere possibile la prosecuzione del mandato del Governo e ha pertanto manifestato l’intento di rassegnare le dimissioni.
Il Presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l’iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento.

08:40 6 Dic 2016
Che aria tira al CNEL, intanto

I responsabili dell’ente che doveva essere soppresso in caso di vittoria del Sì al referendum, punto sul quale si era fatta molta campagna elettorale, ora dicono che il loro ruolo è stato «sottovalutato», ma anche che «adesso dobbiamo dimostrare veramente di essere utili».

Leggi l’articolo ➡️

08:37 6 Dic 2016

La riunione della Direzione nazionale del PD, durante la quale si capirà l’orientamento del partito di maggioranza relativa in Parlamento, era stata programmata per oggi, ma nella giornata di lunedì si è deciso di rinviarla alle 15 di domani. Non si sa ancora che cosa farà Renzi, se manterrà l’incarico da segretario o se lascerà a qualcun altro il compito, magari in attesa di organizzare una nuova candidatura in vista del congresso del partito.

08:34 6 Dic 2016

Ieri sera durante Porta a Porta, Angelino Alfano – ministro dell’Interno e leader di Area Popolare – ha detto che questa legislatura ha esaurito il suo percorso e se dovesse «puntare un euro» lo punterebbe sul voto a febbraio, senza cercare un’improbabile modifica della legge elettorale in Parlamento. Lo stesso ha detto Matteo Salvini, leader della Lega Nord. Il Movimento 5 Stelle ha ribadito di voler andare a votare il prima possibile, con l’Italicum alla Camera – è una novità: avevano sempre criticato molto quel sistema – ed estendendolo anche al Senato.

08:29 6 Dic 2016

La questione della legge elettorale sarà centrale nel dibattito politico dei prossimi mesi e per il nuovo governo, quando si sarà formato. Oggi in Italia sono in vigore due leggi diverse e incoerenti per Camera e Senato, e una forse è incostituzionale: quasi tutti le vogliono cambiare, nessuno sa bene come. Lo abbiamo spiegato bene qui.

08:27 6 Dic 2016

Sulla Stampa, Fabio Martini scrive che si sta pensando al successore di Renzi, per un breve governo che provveda a cambiare la legge elettorale, con le classiche valutazioni su disponibilità e pesi all’interno delle varie correnti del PD:

E d’altra parte una volta uscito da palazzo Chigi, per riconquistarsi la candidatura, per Renzi ci sarebbe una sola strada: vincere le Primarie del Pd. E per vincerle, può essere utile un accordo con l’ala “democristiana” del Pd. Le truppe di quest’area sono controllate dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che ha cominciato a dire in queste ore che «se si dovesse fare un governo politico», si dovrebbe tener conto di chi ha un peso dentro il partito. Cioè lui medesimo. Ma Renzi sa che da Franceschini non potrà mai venire un impegno formale a dimettersi, una volta fatta la legge elettorale. Renzi ha un rapporto personale migliore col ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, più cattolico che ex democristiano, le cui quotazioni ieri sono molto salite ma che deve scontare l’ostilità sorda di Franceschini. Per la guida di un governo politico di breve durata corre il ministro Paolo Gentiloni, che avrebbe l’aplomb ma è troppo vicino a Renzi per poterla spuntare. Ecco perché, nel gioco dei veti contrapposti, potrebbero riprendere quota i candidati (ieri in caduta) ad un governo breve: il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il presidente del Senato Pietro Grasso.

08:23 6 Dic 2016

Le notizie ufficiali arrivate nelle ultime ore da governo e presidenza della Repubblica sono piuttosto asciutte e concise: Renzi resterà capo del governo per i giorni necessari a fare approvare la legge di bilancio, su richiesta di Mattarella, che gli ha chiesto di “soprassedere” per ora sul tema delle dimissioni. Agenzie e alcune fonti dei giornali, da prendere con le dovute cautele, hanno raccontato che Mattarella non ha gradito molto l’annuncio di dimissioni di Renzi nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 novembre, e che avrebbe dovuto insistere abbastanza per ottenere un rinvio delle sue dimissioni da presidente del Consiglio. Formare un nuovo governo in un paio di giorni per poi fargli approvare la legge di bilancio sarebbe stato comunque complicato, anche perché per ora le opposizioni sembrano essere più interessate alle elezioni anticipate che ad altro.

08:18 6 Dic 2016

Le prime pagine di oggi dei giornali sono dedicate alla crisi di governo e agli sviluppi delle ultime ore: il Corriere titola “Renzi, dimissioni congelate”, mentre La Stampa e Repubblica attribuiscono nei loro titoli di apertura alcune parole a Renzi, rispettivamente “Vorrei mollare tutto” e “Voglio subito il voto”. Il Giornale dice invece che “c’è aria di truffa”, mentre Libero fa Libero.

08:14 6 Dic 2016

E buongiorno dalla redazione del Post, si comincia.

Mostra commenti ( )