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  • giovedì 24 novembre 2016

I diari di viaggio illustrati degli esploratori

Raccolti in un libro con 400 disegni e appunti di 70 esploratori più o meno famosi, da Bruce Chatwin a Robert Scott

Da "Explorers' Sketchbooks" ((Martin Hartley/the Hanbury-Tenison Collection))

Quella dei diari di viaggio è stata, e con modalità diverse è tuttora, un’abitudine molto diffusa tra i viaggiatori. A cambiare sono stati i metodi: oggi documentiamo le nostre esperienze con fotografie condivise istantaneamente sui social network. Per secoli invece chi viaggiava portava con sé un bagaglio consistente, fatto di quaderni, penne, matite, acquerelli e tanti altri strumenti per raccontare ciò che aveva appena visto nelle sue esplorazioni. Explorers’ Sketchbooks è un libro che raccoglie frammenti di questi diari, fatti di schizzi, illustrazioni e appunti presi a mano.

L’abitudine di tenere un diario di viaggio iniziò intorno al XVI secolo e divenne frequente nelle esplorazioni scientifiche, nelle spedizioni antropologiche in giungle, deserti e cime montuose, e nei Grand Tour di artisti e letterati tra il ‘600 e l’800. La raccolta Explorers’ Sketchbooks è pubblicata dalla casa editrice inglese Thames & Hudson e curata da Huw Lewis-Jones e Kari Herbert, marito e moglie entrambi scrittori e appassionati di viaggi.

Nelle 320 pagine del libro sono raccolte più di 400 illustrazioni, alcune in bianco e nero altre a colori, provenienti da diari di settanta esploratori diversi. Tra questi ci sono alcune celebrità come Charles Darwin e Bruce C. Chatwin, ma anche personaggi meno noti di cui è interessante scoprire le imprese. Come Adela Breton, che esplorò la giungla messicana, documentando in modo originale i resti dei monumenti Maya; o Alexandrine Tinne, la prima donna europea a tentare l’attraversata del Sahara e che morì durante l’impresa.

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