“La ragazza del treno” non piace ai critici

Esce oggi in Italia ed è l'adattamento di un libro che è andato benissimo, ma sembra che il film non sia riuscito a svilupparne i punti di forza

(Da "La ragazza del treno")

La ragazza del treno – il film tratto dall’omonimo libro del 2015 – è nei cinema italiani da oggi. È diretto da Tate Taylor e nel cast ci sono Emily Blunt, Justin Theroux, Luke Evans e Allison Janney. Il romanzo La ragazza del treno è stato scritto da Paula Hawkins, un’ex giornalista britannica di 44 anni che qualche anno fa si mise a scrivere romanzi rosa e poi thriller psicologici. La ragazza del treno, che è appunto un thriller psicologico, è stato il suo primo libro di successo: nel gennaio 2015 uscì nel Regno Unito e a maggio arrivò in Italia, pubblicato da Piemme. Nell’agosto 2016 le copie vendute erano già più di 10 milioni in tutto il mondo, e grazie al film aumenteranno ancora.

La ragazza del treno – il libro – è stato “il caso editoriale del 2015“: ha avuto buone recensioni e tantissimi lettori, anche in Italia. La ragazza del treno – il film – sta andando bene come incassi (è stato il film più visto di ottobre negli Stati Uniti, e nel mondo ha già incassato oltre 125 milioni di dollari), ma non sta per niente piacendo a molti critici, secondo i quali è un pigro e inefficace adattamento che, nonostante una brava protagonista, non è riuscito a portare al cinema le qualità del libro.

La trama di La ragazza del treno (senza spoiler)

Il libro è ambientato a Londra; la storia del film (alla cui produzione Hawkins non ha partecipato) si svolge invece a New York. Parla di Rachel Watson, una donna che ha divorziato dal marito (interpretato da Theroux) dopo aver scoperto che lui la tradiva. Rachel è sola, alcolizzata e senza lavoro: è stata licenziata ma per nascondere la cosa a chi la conosce continua ogni giorno ad andare avanti e indietro lungo la Hudson Line, la linea ferroviaria dei pendolari che lavorano a New York ma vivono qualche decina di chilometri più lontano. Lungo il percorso Rachel vede la sua vecchia casa, in cui il suo ex marito ora vive con la sua nuova famiglia; per distogliere le sue attenzioni finisce per concentrarsi su una casa non molto lontana, in cui vivono Megan e Scott, una coppia che agli occhi di Rachel – che inizia a osservarli in modo quasi morboso – è praticamente perfetta.

Un giorno Rachel scopre però che Megan tradisce Scott, e ci resta malissimo. Il giorno dopo Rachel si sveglia con un grandissimo mal di testa (forse dovuto all’alcol), graffi, ferite e nessun ricordo di cosa ha fatto nelle ore precedenti. Poco dopo scopre che Megan è sparita, e lei finisce per essere coinvolta nell’indagine della polizia sulla scomparsa di Megan.

Il libro di Hawkins

Il libro fu apprezzato per il semplice fatto che, seppur lungo più di 300 pagine, si faceva leggere molto bene e, soprattutto, perché narrato da molti punti di vista e perché era reso avvincente dal fatto che non si sapeva mai quanta fiducia dare a quello che diceva Rachel, che in quanto alcolista poteva essere considerata piuttosto inaffidabile. Come ha spiegato qualche mese fa l’Observer – il domenicale del Guardian – La ragazza del treno aveva molte cose in comune con Gone Girl: un libro del 2012 (già quello “caso editoriale dell’anno”) diventato film (in quel caso con ottime recensioni) nel 2014. Anche Gone Girl è infatti un thriller molto cupo con protagonista una donna che è anche una narratrice inaffidabile, di cui il lettore è spesso portato a dubitare. Entrambi i libri parlano poi di una donna scomparsa e di un matrimonio in crisi. Commentando il fatto che La ragazza del treno sia parte di una moda editoriale degli ultimi anni, Hawkins ha detto: «C’è qualcosa nelle protagoniste femminili incasinate e con molti difetti che piace molto alle persone, in questo momento».

Le recensioni del film

Su IMDb, il più importante sito di cinema al mondo, il voto medio dato al film dagli spettatori è 6,7 su 10; il voto medio ottenuto partendo dalle recensioni dei più importanti critici cinematografici è molto più basso: 48 su 100. Todd McCarthy ha scritto su Hollywood Reporter che «i personaggi sono così piatti e tenebrosi che è impossibile provare interesse nei loro confronti» e nel sintetizzare il più possibile la sua opinione sul film ha scritto «deragliato»; Peter Bradshaw ha scritto sul Guardian che la «complicata rete di cambi di narratori, flashback e punti di vista sempre diversi è incasinata ed Emily Blunt – di solito così acuta ed elegante – si ritrova con un ruolo lamentoso e costantemente piagnucolante»; Terri Schwartz di IGN ha scritto che la trama è «vuota e pesante, a volte troppo complicata, altre volte prevedibile». Per spiegare cosa pensa di La ragazza del treno, David Ehrlich di IndieWire ha scritto: «Immaginatevi Gone Girl se fosse stato adattato in un episodio pilota per un poco coraggioso canale televisivo: se fosse stato privato del suo sovversivo approccio alle dinamiche di genere, se gli avessero troncato il suo umorismo macabro e se l’avessero girato come se fosse un episodio di NCIS».

Le recensioni negative sono decine; quelle positive ci sono, ma si fa un po’ più fatica a trovarle: Owen Gleiberman di Variety ha scritto che «come thriller per il “grande schermo” La ragazza sul treno è così-così, ma preso come pornografia di uno psicodramma confessionale sui comportamenti sbagliati, è capace di creare un interesse voyeuristico che fa un grande effetto».

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