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  • mercoledì 19 ottobre 2016

Il problema degli anziani nell’IKEA di Shanghai

Una specie di "club dei cuori solitari" occupa la mensa due sere a settimana, creando diversi problemi al negozio

(China Photos/Getty Images)

Negli ultimi giorni sui social network cinesi è girata molto la notizia che il negozio IKEA di Shanghai ha reso più severi i codici di comportamento della propria mensa, stabilendo che può sedersi nel refettorio solamente chi ordina del cibo alla mensa (come in altri negozi IKEA, a Shanghai i clienti che possiedono una carta fedeltà potevano sedersi e bere caffè gratis nel refettorio della mensa). Le nuove regole del negozio di Shanghai hanno un obbiettivo preciso: impedire che la mensa continui ad essere il luogo di ritrovo di una specie di “club dei cuori solitari” per cinesi anziani, come di fatto lo è stato negli ultimi cinque anni. Il problema è diventato talmente evidente che in un cartello appeso in mensa, IKEA ha spiegato che “un gruppo illegale di incontri” sta “seriamente” mettendo a rischio le normali operazioni della mensa con i suoi “comportamenti incivili”.

Diversi giornali internazionali che si sono occupati del problema hanno spiegato che il negozio IKEA di Shanghai è diventato da tempo un luogo di ritrovo per anziani soli e che cercano un po’ di compagnia o una relazione sentimentale. Ogni martedì e giovedì decine di anziani si ritrovano nella mensa di IKEA e rimangono seduti per ore senza consumare nulla, dato che si portano dietro il cibo da casa. Già nel 2011 IKEA aveva raccontato al Wall Street Journal che aveva dovuto aumentare le guardie di sicurezza presenti in refettorio di martedì e giovedì e che stava provando a contattare i capi del gruppo per negoziare un accordo.

Apparentemente i problemi sono peggiorati: il cartello esposto da IKEA dice che a causa di questi ritrovi sono avvenute delle “risse” e che in generale sono stati registrati comportamenti da maleducati (parlando col Wall Street Journal nel 2011, una guardia di sicurezza aveva raccontato che un anziano con cui stava avendo una discussione a un certo punto gli aveva tirato addosso una tazza di caffè). Qualche anziano ha già trovato il modo di aggirare il divieto, scrive lo Shanghai Morning Post: al posto di portare esclusivamente del cibo da casa, comprano il piatto più economico disponibile, e cioè una brioche dal costo di 4 yuan (circa 55 centesimi di euro).

Un uomo di 86 anni citato dal Global Times, un quotidiano cinese vicino al governo che ha anche una versione in inglese, ha spiegato che il gruppo che si riunisce all’IKEA di Shanghai aveva già provato a riunirsi «in fast food come McDonald’s» ma si era sentito fuori posto. «se c’è un altro posto a Shanghai dove gli anziani si possono trovare, siamo più che disposti a spostamenti più lunghi o pagare anche il doppio», ha concluso l’uomo.

Qualche settimana fa diversi giornali internazionali avevano parlato di un’altra strana abitudine che aveva preso piede nei 21 negozi di IKEA in Cina: quella di usarli per fare dei rapidi pisolini.

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