Bayer comprerà Monsanto

Una delle più grandi aziende chimico-farmaceutiche del mondo si fonderà con la società leader nella produzione di OGM

(PATRIK STOLLARZ,JOHN THYS/AFP/Getty Images)

Dopo diversi mesi, la multinazionale Bayer ha concluso le trattative per l’acquisizione di Monsanto. Le due aziende hanno chiuso l’operazione con una cifra di acquisto da 66 miliardi di dollari, cioè 59 miliardi di euro: una delle più grandi e importanti acquisizioni al mondo dall’inizio dell’anno. Bayer offrirà 130 dollari (115 euro) per ogni azione di Monsanto e pagherà una commissione di tre miliardi di dollari (2,7 miliardi di euro) se l’operazione venisse bocciata dalle autorità Antitrust. Bloomberg stima che Bayer dopo la fusione potrebbe coprire oltre il 30 per cento del settore dei cosiddetti input agricoli (che comprende semi, fertilizzanti e agrofarmaci) a livello mondiale e che dunque l’approvazione dell’acquisizione da parte delle autorità garanti della concorrenza non sarà semplice o scontata.

Bayer è la più grande azienda chimico-farmaceutica della Germania e una delle principali al mondo. Oltre a farmaci come l’aspirina, per cui è famosissima, Bayer produce anche prodotti per l’agricoltura come i pesticidi. Monsanto è una multinazionale statunitense che si occupa di biotecnologie agrarie e OGM (organismi geneticamente modificati). Dopo l’acquisizione, Bayer diventerà leader del settore sul mercato degli Stati Uniti, dell’Europa e dell’Asia.

Le trattative sono durate quattro mesi. Lo scorso maggio, tre settimane dopo la sua nomina alla presidenza del consiglio direttivo di Bayer, Werner Baumann aveva annunciato l’intenzione di acquisire Monsanto. Il suo predecessore Marijn Dekkers si era sempre rifiutato di tentare questa operazione, considerata molto costosa e rischiosa, e aveva dato la priorità all’altro ramo d’azienda, quello dei farmaci. Inizialmente Monsanto aveva rifiutato l’offerta di 122 dollari per azione ritenendola “finanziariamente inadeguata”. A luglio l’offerta era stata alzata (125 dollari per azione), ma ancora una volta Monsanto aveva rifiutato facendo tra l’altro sapere di avere altre trattative aperte. Lo scorso 6 settembre l’offerta era stata portata a 127,50 dollari ad azione. A questa cifra i dirigenti della Monsanto avevano reagito meglio, fornendo a Bayer una serie di resoconti e di altri dati riservati circa l’azienda e il suo andamento. I comunicati stampa di entrambe le multinazionali avevano cominciato a parlare di colloqui “costruttivi”.

Nel 2015 Monsanto aveva cercato di acquisire una delle sue principali rivali, Syngenta, multinazionale svizzera che produce semi e prodotti chimici per l’agricoltura. L’operazione era stata però un doppio fallimento. Non solo Monsanto non era riuscita a chiudere l’operazione, ma col suo tentativo aveva prodotto un’ondata di fusioni nel suo stesso settore di cui si è poi ritrovata a subire le conseguenze. In pochi mesi Syngenta aveva accettato l’offerta da circa 43 miliardi di dollari di China National Chemical Corporation (ChemChina), la multinazionale cinese che controlla anche Pirelli; poi si erano fuse le due multinazionali statunitensi DuPont e Dow Chemical. Lunedì 12 settembre le due aziende canadesi Agrium e Potash Corp di Saskatchewan hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per creare la più grande società di fertilizzanti al mondo.

Gli esperti dicono che queste operazioni di fusione e acquisizione sono state causate soprattutto dal calo dei prezzi delle materie prime dell’agricoltura. I prezzi del grano e della soia, per esempio, hanno risentito in particolare della debole crescita della domanda in Cina. Questa situazione ha portato a minori redditi per gli agricoltori e ha avuto conseguenze sui consumi di fertilizzanti, semi e pesticidi.

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