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  • martedì 13 settembre 2016

L’attacco degli hacker russi alla WADA

Un gruppo ha sottratto documenti che mostrano come alcuni atleti americani, tra cui le sorelle Williams e Simone Biles, abbiano ricevuto esenzioni per usare farmaci proibiti dalle regole antidoping

Venus e Serena Williams alle Olimpiadi di Rio de Janeiro (MARTIN BERNETTI/AFP/Getty Images)

L’Agenzia mondiale antidoping, WADA (World Anti-Doping Agency), ha confermato di avere subìto un attacco informatico da un gruppo di hacker russi che si fa chiamare Tsar Team (APT28), conosciuto anche come “Fancy Bears”. Gli hacker sono riusciti ad accedere al database di ADAMS, il sistema di gestione e amministrazione dell’antidoping dell’organizzazione. Tra i dati sottratti ci sono informazioni relative ad alcuni atleti molto noti, come le due sorelle tenniste Venus e Serena Williams e la ginnasta statunitense Simone Biles, che alle Olimpiadi di Rio de Janeiro ha vinto 4 medaglie d’oro. La WADA, fra le altre cose, è l’agenzia che pochi mesi fa ha raccomandato al Comitato Olimpiaco di squalificare la federazione russa dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro dopo aver svelato un programma di “doping di stato” avvenuto nei confronti degli atleti russi in vista delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.

La WADA ha condannato l’iniziativa rivendicata da Fancy Bears, definendola un attacco al sistema anti-doping mondiale. Il New York Times ha scritto che Fancy Bears è considerato legato al G.R.U., il servizio segreto militare russo che secondo diversi esperti in giugno ha organizzato il furto di moltissime mail e documenti al sistema informatico del Partito Democratico americano. La Russia ha detto di non sapere niente della vicenda: il portavoce del governo, Dmitry Peskov, ha detto che è “fuori questione” che la presidenza o i servizi segreti russi siano stati in qualche modo coinvolti nell’attacco.

Fancy Bears ha poi pubblicato i documenti che mostrano come le due sorelle Williams e Biles abbiano ricevuto esenzioni – sostenute da ragioni mediche – per fare uso di sostanze sulla carta proibite. Nei documenti si legge per esempio che Biles è risultata positiva per una sostanza inserita nella lista di quelle proibite: ma poiché aveva ricevuto una precedente esenzione per motivi di salute, ha specificato la WADA, non c’è stata alcuna irregolarità o violazione. Dopo le rivelazioni, Biles ha annunciato di soffrire da anni di “sindrome da deficit di attenzione e iperattività” (ADHD) e che per questo deve assumere medicinali.

La Federazione internazionale di tennis ha confermato che anche Serena e Venus Williams hanno ottenuto esenzioni per assumere sostanze sulla carta proibite. I documenti pubblicati da Fancy Bears mostrano che fra il 2010 e il 2015 Serena Williams – considerata una delle tenniste più forti della storia – ha ottenuto esenzioni per assumere cinque sostanze normalmente proibite dalla Wada, mentre sua sorella Venus nello stesso periodo ha ottenuto quattro esenzioni. In un comunicato, Venus Williams ha detto di essere «delusa» che dati del genere siano stati resi pubblici senza il suo consenso, e di aver chiesto e ricevuto le esenzioni con una procedura regolare.

Sul suo sito, Fancy Bears ha giustificato così il furto: «Dopo uno studio dettagliato dei database hackerati della WADA, abbiamo scoperto che decine di atleti statunitensi sono risultati positivi. I medagliati delle Olimpiadi di Rio de Janeiro hanno usato regolarmente potenti droghe giustificate da certificati che ne attestavano l’uso terapeutico. In altre parole hanno ottenuto una licenza per fare uso di doping. Questa è un’altra prova che la WADA e il Dipartimento scientifico e medico del Comitato Olimpico Internazionale sono corrotti e disonesti».

La WADA ha detto di credere che l’attacco sia stato compiuto usando un sistema “spear phishing”. Il phishing è un tipo di truffa usata su Internet con la quale si cerca di ingannare l’utente convincendolo a fornire informazioni personali, spesso attraverso un collegamento che porta l’utente a un sito web malevolo mascherato da sito famigliare o conosciuto (come una pagina di login per l’home banking o per un social network). Lo spear phishing è un passo ulteriore: è un attacco specificatamente mirato e progettato per ingannare un piccolo gruppo di persone, o una persona sola. Gli hacker hanno quindi più possibilità di rendere la truffa più credibile e di ingannare l’utente finale. Il direttore della WADA Oliver Niggli ha spiegato: «questi atti criminali stanno compromettendo lo sforzo della comunità anti-doping globale di fidarsi di nuovo della Russia, in seguito ai risultati dell’indagine indipendente della WADA».

Prima delle Olimpiadi erano stati pubblicati i risultati di un’indagine commissionata dall’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), in cui era stato confermato che la Russia ha promosso un programma per dopare i propri atleti in occasione delle Olimpiadi invernali di Sochi, disputate in Russia nel 2014. La WADA aveva in seguito raccomandato al CIO di impedire la partecipazione dell’intera federazione sportiva russa alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il CIO aveva però dichiarato di non voler prendere decisioni troppo affrettate, tenendo conto di tutte le opzioni legali a sua disposizione, decidendo infine che gli atleti russi avrebbero potuto partecipare alle Olimpiadi a determinate condizioni e solo dopo le decisioni in merito da parte delle federazioni di ogni sport.

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